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Rubriche : lettere alla gazzetta

"Caro Venezi, dalla Immobiliare B fallita negli anni '90 a Forza Nuova un bel salto non le pare?"

sabato, 26 gennaio 2013, 22:00

di gabriele venezi

Riceviamo e, volentieri pubblichiamo questa lunga lettera di Gabriele Venezi, dirigente nazionale di Forza Nuova, ex candidato a sindaco di Lucca ed ex contitolare di una agenzia immobiliare, Immobiliare B, che negli anni Novanta fece crac mandando sul lastrico e alla disperazione numerose persone

 

Gent. mo dottor Grandi

poiché ricevo molte sollecitazione ad intervenire come Forza Nuova sul tema del degrado criminale che sta attraversando la nostra comunità, modificando atteggiamenti, modi e stili di vita in modo talvolta palese e comunque inducendo i cittadini ad una sorta di timore psicologico continuo, vorrei inoltrare alcune brevi riflessioni.
La sinistra con i suoi soloni radical chic, con i suoi ambigui contorni da centro sociale, gli ex democristiani passati al berlusconismo e certi ambienti della Chiesa, con la loro finta solidarietà pelosa e inconcludente, con i miti dell'accoglienza e dell'integrazione hanno portato allo sfascio attuale del principio fondamentale della sicurezza sociale, dei diritti alla vita e alla proprietà, questi sì tutelati da una costituzione inconsistente buona solo per far arricchire i giullari di regime come Benigni e compagni.

Si può dire, senza essere denunciati come nazisti che il problema della sicurezza, della criminalità diffusa e dirompente di questi ultimi tempi sul nostro territorio dipende principalmente dagli zingari e dagli immigrati, non importa se regolari o clandestini?
Si può dire che il vero razzismo è quello di consegnare alla criminalità masse di disgraziati che in nome del politically correct, si continuano a tollerare senza alcun discernimento, ad accoglierle senza strutture, lavoro e dignità? E che ne diciamo, non solo della criminalità diffusa portata dall'immigrazione, ma anche della lenta erosione delle risorse del nostro welfare per supportare servizi sociali ad una massa di delinquenti, che non vogliono integrarsi? Nessuno fa mente locale ad esempio al fenomeno dei ticket sanitari totalmente non pagati dagli immigrati che hanno creato un buco spaventoso nella sanità Toscana.

Non esistono volontà politiche di arginare questo fenomeno. Gli strumenti ci sarebbero, perché come dice il professor Guarino (sicuramente non un pericoloso fascista, ex ministro in vari governi della prima repubblica) quando c'è in gioco la vita della nazione i trattati intenzionali come quello di Maastricht possono essere sospesi, azzerati, riconvertiti, sospesi: ma serve la volontà politica. A sinistra l'immigrazione è un bacino elettorale potenziale enorme per rimpinguare il degrado del proprio consenso. Mi chiedo come si possa tollerare da Bersani sentirsi dire che il primo atto di governo sarà la concessione della cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia. Come se i nostri pensionati avessero alleviata la loro vita o come se i nostri giovani risolvessero con questo il problema del lavoro e della casa.

Vergogna al Pd e a tutta la sinistra per una demagogia assassina. Senza contare che Napolitano sul tema gli ha tirato la volata come se non gli fosse bastato invocare ancora di più una maggiore cessione di sovranità a questa Europa dei banchieri. Ma forse il suo ex internazionalismo di quando incensava l'intervento e la repressione assassina dei sovietici ha trovato ampio sfogo in un europeismo molto radical chic e attualmente politicamente corretto, scordandosi dell'ostracismo che il Pci poneva ai sogni di Altiero Spinelli. E a destra si sfrutta cinicamente la sofferenza popolare rispetto al problema della delinquenza diffusa, nella speranza che diventi un'argomentazione vincente nei confronti degli avversari politici.

Forza Nuova dalla sua nascita ha sempre avuto proposte univoche al riguardo, ma evidentemente il popolo italiano si merita la classe politica che sceglie e berrà in fondo il calice amaro che gli viene propinato. Ai cittadini lucchesi consigliamo di continuare a votare per i soliti di sinistra e di destra per poter sperare un giorno (non molto lontano) di vedersi svaligiare la casa, rapinare, violentare e magari, come già successo, arrivare all'apoteosi dell'omicidio.

Anche noi di Forza Nuova  sappiamo aspettare.
La Grecia non è poi così lontana.

Cordiali saluti
Gabriele Venezi
Dirigente Nazionale Forza Nuova

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Risponde Aldo Grandi:

Caro Venezi,

lei scrive una lunga lettera molti punti della quale il sottoscritto condivide, in particolare sui rischi che la nostra civiltà e la nostra società corrono a seguito di un progressivo imbastardimento culturale, religioso, di costume che è ben altro da una sincera, volontaria e onesta integrazione di identità diverse poste sullo stesso piano. Non lo scopriamo noi questo complesso di inferiorità o questo rimorso interiore nei confronti delle popolazioni provenienti dai paesi del terzo mondo, quasi fosse colpa nostra, mia e sua, quello che, nel corso dei secoli, questi paesi hanno passato. Il sottoscritto, mi creda, di complessi di inferiorità verso altre culture non ne ha né, credo, né ha mai avute salvo una breve parentesi adolescenziale in cui tutto ciò che era di sinistra sembrava parola di Dio e tutto il resto frutto del diavolo. Concedere la cittadinanza italiana ai figli di immigrarti nati nel nostro paese è, a mio avviso, una benemerita stronzata. La invito, però, a non meravigliarsi poiché basterebbe andare a vedere ciò che il governo italiano e i comunisti italiani - ma anche i democristiani e i loro amici - hanno o, meglio, non hanno fatto per tutelare l'identità nazionale, l'integrità territoriale e la vita stessa di quegli italiani che, nell'immediato dopoguerra, furono deportati e massacrati dalle milizie slave di Tito. I comunisti si guardarono bene dal muovere un dito, cosa vuole che accada, adesso, che muovino una mano per proteggere i nostri confini non solo territoriali?

Detto ciò, lei si erge a paladino dell'onestà intellettuale, di difensore delle nostre tradizioni e della nostra cultura, ma mi vede costretto a rammentarle un episodio che, forse, lei non gradisce ricordare, ma chi l'ha vissuto non ha dimenticato. Alla metà degli anni Novanta lei, in compagnia di alcuni soci dei quali non faccio il nome - Cupido, Fratello, Biagi e qualcun altro che non ricordo - gestivate una Immobiliare B con sede in piazza Napoleone. Avevate stretto legami e contratti con la Lumoedil srl, azienda edile che costruiva a S. Maria del Giudice e a Saltocchio e non solo. Ad un certo punto, i soldi che versavano gli acquirenti delle case, invece di metterli in cassa per pagare i mutui delle banche e i fornitori che vi avevano fatto credito, finiste per infilarveli nelle vostre tasche o da qualche altra parte cosicché scattò un'inchiesta successiva al fallimento e mentre voi foste accusati di bancarotta fraudolenta, coloro che avevano investito i propri risparmi - e chi scrive era tra questi - nell'acquisto di una casa, si trovarono a vivere momenti psicologicamente e materialmente devastanti e senza che, mi creda, fossero coinvolti immigrati o extracomunitari di alcun genere. Eravate e siete tutt'ora, italiani come il sottoscritto e come coloro che, all'epoca, videro la propria abitazione finire nel calderone gestito dal curatore fallimentare. Lei immagina cosa vuol dire aver pagato la casa e vedersela portare via? Bene, forse lei ha perso, come avrebbe dovuto secondo il parere dell'autore di queste poche righe, la cittadinanza italiana? Mi creda, davanti a un figlio di immigrati nato in Italia da genitori onesti e lavoratori - qualcuno ce n'è sicuramente - lei ha meno diritti di quanti ne ha lui di chiamarsi e sentirsi italiano visto che gente come lei, Venezi, lo ha messo nel didietro proprio a chi parlava la sua stessa lingua, era nato nella sua stessa città, aveva creduto nella sua parola.

Quindi, lei e voi fascisti di Forza Nuova, a parte il fatto che del fascismo conoscete solo quello che vi pare ossia poco e niente sotto il profilo di una sana e rigorosa conoscenza storica, non ci dovete venire a rompere i coglioni con le vostre presunte patenti di civiltà e onestà, ma, prima, vedete di sciacquarvi la bocca e la coscienza, se ce l'avete e, poi, magari, fatevi anche un bel bagno di umiltà.



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