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"Ma lei Grandi, sarà mica parente di Dino, il traditore del 25 luglio 1943?"

domenica, 27 gennaio 2013, 22:05

Riceviamo e, volentieri pubblichiamo, come sempre e integralmente, l'intervento-replica di gabriele Venezi, dirigente nazionale di Forza Nuova nonché ex immobiliarista di insuccesso:

Replico al suo articolo su di me con molta riluttanza, perché francamente non vorrei dare importanza più di tanto al suo foglietto elettronico letto da poche centinaia di persone, anche se lei spesso si autoincensa con numeri di accessi stratosferici non certificati, che forse le servono solo per giustificare la raccolta pubblicitaria. Veniamo al punto.
Alcuni fatti, verificati dalla magistratura e verificabili dagli atti, sono da lei riportati in modo falso e calunnioso e la invito a rettificare alcuni punti della sua invettiva chiarendo sopratutto due aspetti della vicenda che data oramai quasi vent'anni.
Il primo aspetto riguarda il mio ruolo sulle società che lei ha citato nell'articolo e alla cui amministrazione e responsabilità civile e penale sono rimasto totalmente estraneo. Avrebbe dovuto controllare le carte e le risultanze processuali prima di scrivere falsità.
Il secondo che mi offende profondamente e rasenta la calunnia riguarda l'eventuale maltolto con cui mi sarei arricchito. Non solo risibile, ma risulta evidenziato tutto l'opposto proprio da quella Procura di Lucca che, a seguito della verifica sul mio comportamento al riguardo, conveni' (convenne ndr) di addivenire ad un patteggiamento di pochi mesi. Le ricordo che la pena edittale dovrebbe andare da tre a dieci anni!

Forse qualcosa le dovrebbe significare, a meno che il suo livore nei miei confronti le abbia offuscato ogni sereno giudizio. Ci sono stati intorno a quella storia ben altri comportamenti di altre persone. Questa rettifica me la deve deontologicamente e per legge altrimenti se ne assumerà le responsabilità per aver affermato il falso sui punti sopra riportati.
Ciò detto veniamo alla sostanza delle cose e ad alcune valutazioni sul suo comportamento. Innanzitutto quando una persona ha commesso degli errori penalmente rilevanti e ne ha pagato le conseguenze senza rifugiarsi né in prescrizioni o in condoni vari, credo che abbia diritto a riprendere a vivere una vita normale, compreso l'esercizio di quei diritti costituzionali che riguardano sia la manifestazione del pensiero che quello dell'esercizio politico, senza che ci siano giornalisti come lei che si arrogano il diritto di pontificare da quale parte schierarsi e dei principi in cui credere.

Se invece il suo intento fosse quello di sfondare nella professione giornalistica, nonostante l'età non proprio giovanile, imitando Travaglio, usando la tecnica di riportare fatti accaduti ma mistificandone il senso a proprio piacimento, dicendo e non dicendo, riferendo solo la parte che più le conviene, facendo della querelle politica un fatto sempre e comunque personalistico, allora le dico che è messo veramente male. Non sono certo un avversario della grandezza di quelli che abitualmente finiscono sulla graticola da Santoro. E d'altra parte neanche Lei ha la statura di un Travaglio. Le conviene cercarsi altri personaggi di ben più grande statura politica della mia ......Lucca ne è piena ma dei loro troiai personali vedo che non ne parla mai. D'altra parte come diceva il poeta se uno il coraggio non ce l'ha è più facile essere forti con i deboli quando si è deboli con i forti.

Francamente di tutto il suo squallido tentativo di rivincita postuma nei miei confronti, anche se già vent'anni fa usò ai propri fini personali le pagine della Nazione con un linciaggio senza precedenti, la cosa che più mi disturba è l'attacco al mio partito e quella sua presuntuosa affermazione di unico depositario delle verità storiche. Oltretutto afferma la condivisibilita delle posizioni che ho espresso nel mio articolo!

Cosa le hanno promesso per offendere così un partito che da un quindicennio esprime con coerenza e pulizia morale principi e valori,che se pur non condivisibili da altri, sono sempre stati portati avanti con fermezza e senza compromessi con il sistema? Facciamo così paura tanto da oscurarci sistematicamente sui mezzi di informazione e da legittimare un travaglino de noantri a scambiare la polemica politica con attacchi diffamatori personalizzati? Oppure ha cercato uno scoop, che scoop non è, visto che la mia storia venne già fuori all'epoca della mia candidatura a sindaco, per rimpinguare la sua raccolta pubblicitaria?

Saluti

P.S.: questo post scriptum può anche non pubblicarlo se la imbarazza. C'e'una domanda che mi frulla da anni. Non è che Lei ha nel suo DNA i geni di Dino Grandi, squallido traditore e vigliacco di regime? Se cosi fosse mi spiegherei tante cose.

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Caro Venezi,

lei offre su un piatto d'argento, a chi scrive, la possibilità di bacchettarla nuovamente a ancora più forte. Se fosse una persona saggia - in genere il tempo aiuta in questo - e se, soprattutto, avesse un po' di umiltà, alla mia lettera avrebbe risposto, innanzitutto, con unmi dispiace per quello che, più o meno volontariamente posso averle causato, a lei come a decine di altri proprietari di casa a cui fotteva e fotte un cazzo se lei, all'epoca, era solo uno dei tanti (i quattro moschettieri?) soci della Immobiliare B visto che la conclusione è stata quella di vedersi arrivare a casa la notifica del curatore fallimentare che chiedeva indietro l'abitazione già pagata. Chi scrive ricorda la disperazione nei volti e le conseguenze nella salute patite dagli abitanti dei condomini di via XXIV Maggio a S. Maria del Giudice, o di quelli, un chilometro più avanti o ancora degli altri che avevano acquistato a Saltocchio. Non mi risulta che, in tutti questi anni - un ventennio, guarda caso! - lei abbia mai speso una sola parola per chiedere scusa a nome suo o dei suoi accoliti. A differenza di Angelo Cupìdo il quale, al contrario, ha, almeno, avuto il coraggio di ammettere di aver sbagliato e di scusarsi.

No, lei ha voluto l'ultima parola scrivendo nuovamente al sottoscritto senza pensare, mi creda, prima di scrivere. Lei esordisce definendo il nostro - ma quale? Ne abbiamo ben quattro! - un foglietto elettronico del quale io pomperei i dati per guadagnare la pubblicità. Povero scioccherello! Così dicendo inserisce se stesso tra quei pochi - centinaia scrive - che ci seguono e, evidentemente, tanto brutto questo foglietto non deve esserlo se continua a scrivergli e a leggerlo. Parla di dati non certificati: bene, già che ci siamo ecco i dati ufficiali degli ultimi trenta giorni, forniti da Google Analytics e relativi al periodo dal 27 dicembre 2012 al 26 gennaio 2013:

44 mila 534 visitatori unici assoluti (Ip collegati almeno una volta) per www.lagazzettadilucca.it;

27 mila 121 visitatori unici assoluti (Ip collegati almeno una volta) per www.lagazzettadiviareggio.it

6 mila 564 visitatori unici assoluti (Ip collegati almeno una volta) per www.lagazzettadelserchio.it

10 mila 196 visitatori unici assoluti (Ip collegati almeno una volta) per www.gazzettalucchese.it

E questo tenendo conto che, nei 30 giorni presi in considerazione, ci sono le festività natalizie con il prevedibile e conseguente calo dei contatti. Se Aldo Grandi, che si occupa personalmente anche della pubblicità, si recasse dai suoi potenziali clienti dicendo che il suo obiettivo è quello di screditare la figura di Gabriele Venezi o quella di Forza Nuova, probabilmente non riceverebbe nemmeno un euro di pubblicità, visto che non li conosce nessuno. Evidentemente, se riusciamo a conseguire tanti contratti è perché sappiamo fare il nostro lavoro. Presunzione. Senza dubbio. Ma sono i risultati a parlare da soli.

Lei accusa il sottoscritto di aver scritto delle falsità a proposito della vicenda relativa alla Immobiliare B e alla Lumoedil srl. Comprese quelle che riguardano lei. Legga bene, per favore, ciò che il sottoscritto h pubblicato nella prima risposta e vedrà che non può accusarlo di questo. Le parole sono pietre diceva Carlo Levi e l'autore di queste righe prova sempre a pesarle prima di utilizzarle anche se, onestamente, non è detto che qualche volta non sbagli.

Lei rincara, poi, la dose aggiungendo che quando lavorava alla Nazione chi scrive avrebbe usato il giornale per fini personali. Sbaglia in questo e sua moglie dovrebbe averglielo detto visto che, se non ricorda male, il sottoscritto ricevette, in piazza del Giglio subito dopo gli arresti e lo scoppio dello scandalo, la sua signora che si dette un gran da fare per spiegare non solo l'amarezza patita per quel che lei aveva fatto, ma, addirittura, per chiarire che con lei era tutto finito e che avrebbe provveduto a dividere i beni di ciascuno. Chi scrive ascoltò con comprensione e attenzione senza, tuttavia, riuscire a comprendere il perché di quelle visite, forse si voleva appurare che cosa avremmo scritto? Mah.

Lei dice che Aldo Grandi vorrebbe imitare Travaglio. Premetto che non è mia abitudine provare invidia per chicchessia - Travaglio e Santoro compresi - Se lei avesse il tempo di leggere quello che ho pubblicato, probabilmente si renderebbe conto che chi scrive ha iniziato a pubblicare libri per le case editrici più famose quando, ancora, Travaglio era là da venire, ma non è questo il punto. Ognuno fa il proprio lavoro come meglio crede e meglio può. Chi scrive avrebbe potuto lasciare questa città ed emigrare verso altri lidi più redditizi e, sicuramente, anche più prestigiosi, ma ha fatto una scelta e quando si sceglie, forse glielo hanno insegnato, si rinuncia sempre a qualcosa.

Il sottoscritto non le rimprovera, certo, il diritto di aver provato a rifarsi una vita dopo quello che è accaduto negli anni novanta. Anzi. Una seconda chance non la si nega a nessuno e, spesso, anche la terza e la quarta. Solo la morte, purtroppo, non concede mai una seconda chance. Infine, lei si domanda se io non sia, per caso, parente di Dino Grandi, l'ex ministro degli Esteri di Mussolini, il promnotore e firmatario dell'ordine del giorno che sancì la sua defenestrazione la sera del 25 luglio 1943. Aggiunge anche che, se così fosse, si spiegherebbe tante cose. Come al solito, ha perso un'occasione per tenere la bocca chiusa: non si sforzi a cercare spiegazioni, si tratta solo e soltanto di un caso di omonimia. Mio padre, Ario Grandi, era originario di Ferrara e, casomai, aveva in simpatia Balbo piuttosto che Grandi conte di Mordano. Quanto al tradimento, lei - come tutti coloro che non hanno voglia di aprire gli occhi - continua a pensare che sia stato il tradimento del 25 luglio a causare la sconfitta e la rovina dell'Italia. Certo, il 25 luglio ha preparato l'8 settembre, ma essi non sono stati la causa della sconfitta quanto l'effetto della disfatta. Chi scrive non è fascista né lo è mai stato, per ragioni storiche, umane, politiche, generazionali. Tuttavia ci sono stati, nel fascismo, personaggi dotati di una grande intelligenza, di un altrettanto forte spirito di sacrificio e di amore per la patria, forniti di orgoglio, valore, coraggio, ma, anche, incapacità nel voler guardare in faccia la realtà. La storia non è né di destra né, tantomeno, patrimonio della sinistra, ma di chi, al contrario, non ha pregiudizi, prevenzioni, paraocchi.

P. S. Come vede chi scrive pubblica anche il suo post scriptum senza alcun imbarazzo. Anzi. Su questi quattro foglietti elettronici nessuno si è mai visto cancellare alcunché. E pubblicare, invece, tutto. Come è capitato a lei. Vent'anni fa, il sottoscritto, quando si vide requisire la casa appena acquistata con i sacrifici suoi e della sua famiglia, incorse in un consistente esaurimento nervoso che non gli impedì, però, di continuare a lavorare e a fare finta che nulla fosse accaduto. E come me tanti ex conoscenti che persero chi i capelli, chi la serenità, chi la famiglia. Da queste parti e, a quanto pare, a differenza di quanto accade dalle vostre, la memoria ha ancora un senso e un significato.

Senza rancore

Aldo Grandi


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