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Rubriche : sed lex dura lex

Inquinamento acustico e movida nel centro storico: un caso giudiziario

martedì, 10 settembre 2013, 07:10

di Avv. Roberta Giannecchini e dott.ssa Serena Boscheratto

Non ce ne voglia alcun Comitato lucchese pro o contro se oggi affrontiamo un argomento che può essere utile ad alcuni e meno ad altri. In fin dei conti questa rubrica non intende prendere posizione sulle vivaci questioni cittadine, ma solo essere strumento di conoscenza e spunto di riflessione.

L’argomento, tratto da un caso giudiziario reale, riguarda il sig. Tizio e la “sfortuna” che lo affligge di abitare nel centro storico della sua città ed esattamente nelle vicinanze di alcuni locali famosi per la movida notturna.

Tizio, esasperato dai continui rumori e schiamazzi notturni, inizia una guerra che lo vede rivolgersi inizialmente alla amministrazione comunale, la quale in più occasioni rispondeva che l’inquinamento acustico prodotto dai clienti dei locali che somministrano bevande ed alimenti, quando non è tale da creare situazioni di pericolo per la sanità pubblica, così gravi da rendere indispensabile una misura urgente ed eccezionale da parte del Sindaco, può essere risolto solo tramite un ricorso all’Autorità Giudiziaria competente.

Tizio si rivolgeva quindi al Tribunale ordinario della sua città, Foggia, per chiedere il risarcimento del danno esistenziale sofferto per la continua sopportazione di rumori e schiamazzi notturni , provenienti dai locali situati proprio nelle immediate vicinanze della sua abitazione. Tizio inoltre lamentava di essere “caduto in depressione” e di vivere in un continuo stato di ansia a causa della situazione che persisteva e lo affliggeva da molto tempo ormai.

Non c’è da stupirsi se il Tribunale adito abbia dato ragione a Tizio.

Afferma infatti il Giudice, richiamando una giurisprudenza costante ed uniforme, che “l 'assoggettamento ad immissioni acustiche intollerabili, ancorché non leda l'integrità psicofisica, non cagionando perciò danno biologico, è causa di danno esistenziale, poiché determina un'alterazione delle quotidiane attività realizzatrici del danneggiato, la quale provoca malessere, generatore di ansia, irritazione, depressione, pur non rilevanti sotto il profilo medico legale.   Le alterazioni della mente, quali la depressione, le ansie, e le fobie sono accompagnate , come sta dimostrando la scienza medica, da fenomeni che interessano le strutture chimiche e fisiche dell'organismo. Tali alterazioni costituiscono un danno esistenziale risarcibile, visto che esse costituiscono una limitazione al libero sviluppo della personalità.”  (Corte appello Milano, 14/02/2003)

Pertanto, nel caso di superamento dei limiti di tollerabilità delle immissioni sonore fissati dalla legge, è riconoscibile il danno esistenziale da inquinamento acustico quando si verifica in concreto una alterazione del benessere psico-fisico dell’individuo e quindi una alterazione dei ritmi di vita che si riflettono sulla tranquillità personale tanto da provocare uno stato di malessere psichico che provoca inquietudine, malumore e anche depressione.

Il Giudice adito ha inoltre affermato “alla luce delle più recenti acquisizioni mediche la depressione, infatti,  pur graduabile in forme di diversa gravità, deve essere considerata una vera e propria malattia e non un semplice stato d'animo”. Accertata dunque la malattia le diverse inabilità temporanee accertate, così come i postumi permanenti derivati, devono essere risarcite”.

Vero è che basterebbe abitare nelle vicinanze di qualsiasi locale e non solo nel centro storico della propria città per subire molestie ed immissioni acustiche. Altrettanto vero è che per una sana convivenza necessita sempre e comunque un atteggiamento civile e lungimirante.

Per domande, richieste e pareri, ci trovate all’indirizzo mail: avv.giannecchini.rob@gmail.com.


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