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Rubriche : whisky&gloria

Vivere o lasciarsi vivere ovvero trattatuccio filosofico di inizio anno

lunedì, 9 gennaio 2017, 12:55

di andrea colombini

Una volta tanto non vi parlerò di cultura, di sprechi, di troiai cittadini, di gente pappona e arrogante che campa alle spalle nostre.

Mi sono un po' stufato e mi prendo una settimana se non due di pausa.
Vi parlerò invece, scusate ma non voglio addottorarvi, ma solo esprimere alcuni miei concetti che forse potrete condividere, forse no, della mia visione della Vita.
Se non vi interessa, non leggetemi. Se vi interessa, continuate: forse avremo dei bei argomenti di dibattito. Scusate il tono pretesco e vescovile, ma lungi da me farvi prediche (nonostante la foto possa far pensare il contrario) ma solo esprimere un me stesso diverso, forse più profondo, sicuramente più personale.

Già la vita è rinomatamente definibile come la scaletta del pollaio ( immagine mutuata dal folclore locale). Corta, merdosa, piena di difficoltà, votata al dolore ed alla perdita. La vita di fondo non appare una esperienza rose e fiori.
Figuriamoci poi se, per colpa di una serie di cause che esaminerò, ce la dobbiamo pure vivere MANCO COME VOGLIAMO NOI ma come vogliono altri attorno a noi.
Pirandello, nostro sommo dei sommi, la metteva giù chiaramente. VIVERE O LASCIARSI VIVERE?

Ovvero, scegliere cosa essere, cosa fare, chi essere, chi frequentare, cosa dire, cosa vivere. Oppure fare in modo che siano sempre altri che decidono per noi?

Non preoccupatevi, pare un dilemma tragico ma in realtà è la normalità della esistenza umana.
C'è gente che pensa per la maggior parte di noi. Che decide cosa dobbiamo pensare, che stabilisce di che colore ci dobbiamo vestire, chi dobbiamo votare, chi dobbiamo adorare, chi dobbiamo offendere o lodare a seconda dei casi, che ci obbliga a dire certe cose e soprattutto che ci porta a condannare e a mettere ai margini chi non la pensa come noi. C'è gente che pretende di vivere le nostre vite. La colpa però non è loro. La colpa è di chi si lascia vivere, senza reagire, senza prendere in mano la propria esistenza. Esistenza che, lo ricordo - almeno per quelli che la pensano come me sul nostro futuro dopo la morte, E' UNA SOLA indi bimbi sveglia perchè poi sono cartacce.
Che non è una cosa semplice: perchè vivere vuol dire prendersi responsabilità. Vuol dire scegliere, vuol dire prendersi il carico delle proprie scelte.

E' evidente che per molti di noi è più semplice che ci sia qualcuno che decide al proprio posto. Vuol dire faticare meno. Vuol dire, ogni volta, dire che se la vita ci riserva (come quasi sempre avviene) la merda, abbiamo sempre qualcuno con cui incazzarci, Il famoso motto "PIOVE, GOVERNO LADRO". Siccome noi non decidiamo niente, se le cose vanno male almeno non è per colpa nostra ma per colpa di X, che spesso manco sappiamo individuare se non nel governo di turno. Che ci sia Renzi, Gentiloni o Topolino e Minnie.
Lasciarsi vivere: che poi è il risultato della frase "Come va? Come VOGLIONO" a significare che altri decidono il tuo destino.
Quante auto di grossa cilindrata tutte color grigio canna di fucile vedo. Quanti piumini blu scuri e cappellini tipo bandana vedo. Quanta roba tutta uguale vedo. E la vedo addosso alla gente, la vedo nelle vetrine nei negozi, la vedo alla televisione. Quanti stereotipi, quanti esempi che si ripetono. Tutti uguali, tutti irreggimentati, tutti che paiono usciti da una fabbrica.
Tutti lo stesso personaggio. Donne tutte uguali, stesse vite stesse nevrosi, stessi desideri, stesse frustrazioni. Uomini idem.
E parlo di estetica e di comportamento: figuriamoci se poi affronto argomenti di personalità...Mamma mia, certe conversazioni che ho incrociato durante apericene e festini natalizi mi hanno stupefatto.

E mi chiedo: ma tutto questo è volontà o assuefazione? Tutto questo nasce da una scelta o semplicemente da pigrizia, da ignoranza, da assuefazione, da mancanza di possibilità?
Eppure ci vuole poco per vivere la propria vita. Basta innanzitutto capire cosa vogliamo essere. O , nel caso ancora più semplice, capire perfino cosa NON vogliamo essere. E già si scavalla,si fa un passo avanti incredibile, si matura come esseri umani.
Basta una scelta anche stupida, di prima mattina. Un paio di calzini colorati invece che o i fantasmini neri che vanno tanto di moda adesso e con i pantaloni alla caviglia (ma come cazzo fate a -4° la mattina? Poi vi stupite se i pronto soccorsi son pieni di gente marcia nei polmoni?) o  i sempiterni calzini di spugna bianca. Basta un tocco di colore diverso per dimostrare per esempio che nella nostra perosnalità c'è colore.

Basta una scelta altrettanto stupida: lasciare il nero, il grigio, il marrone spento e magari avventurarsi nel colore. Il colore non è segno di debolezza ma è segno di carattere. E il colore è nel vestire e nei modi, nel parlare e nell'atteggiamento. Il colore è anche essere educati e gentili con il prossimo, il colore è capire che il mondo è di tutti e c'è spazio per tutti. E che se riusciremo a capire che se tra noi evitaremo lotte e disagi, allora forse capiremo che la lotta tra poveri porta solo danno. Primariamente a noi.
Il mondo in cui viviamo ci obbliga quasi a seguire mode e modelli. Arriva il primo stronzo uscito da Amici che si comporta in una certa maniera e tutti DEVONO comportarsi così, "è la moda".

Sarebbe invece bello che ognuno di noi, andando bellamente in culo al giudizio altrui, si costruisse la propria moda, si comportasse nella maniera a lui o lei più consona.
ma questo presuppone il ragionamento principale che è alla base non solo di questo articolo la soprattutto della mia vita, vita che in molti vedono e dal vivo e dai social. Ovvero FOTTERSENE DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI. tANTO IL GIUDIZIO DEGLI ALTRI, METTETEVELO BENE IN TESTA, PER IL 99% E' DOVUTO A INVIDIA. PER L'1% E' DOVUTO A NON SAPERE COSA CAZZO DIRE PER PASSARE LE GIORNATE.
Qeusta è la vera essenza del VIVERE. Chi si LASCIA VIVERE, semplicemente segue delle regole che - teoricamente - lo/la mettono in salvo dal giudizio degli altri.
Quando il giudizio degli altri, che vi piaccia o no, resta solo un giudizio e non una legge, una maledizione, un destino inevitabile.
Hemigway diceva con grande saggezza "La gente non sopporta di vederti felice". Mai cosa fu più giusta.
Io aggiungo anche un altro motto, che fu dello scrittore Bukowski:"la gente è lo spettacolo più bello: ed è perfino gratuito". 
Guardate chi avete intorno, magari dopo aver guardato dentro voi stessi, e vi renderete conto di quanti, per la paura strepitosa del giudizio degli altri, fanno vite che non solo non vorrebbero fare ma che trascinano loro stessi e chi hanno intorno in un baratro di orrore senza fine. Depressione, scontentezza, vite gettate nel cesso, il miraggio della famiglia che salva (poi arrivano divorzi, separazioni - se ci si possono permettere - o gente che vive insieme solo perchè non può permettersi altre scelte...), il miraggio dei figli che aggiustano tutto e invece poi sono condannati in molti casi a vite di dolore con genitori che si odiano.

Per questo il mio augurio per il 2017 di ognuno di voi è quello più profondo, impegnativo e forse anche arrogante che posso farvi: Vi auguro, a meno che già non lo facciate, di vivere la vostra vita, di fare ciò che vi piace, di capire ciò che vi piace e non vi piace, di amare e godere della vita fino in fondo, di capire che le cose che contano non sono i quattrini e il potere ma la serenità d'animo, l'onestà, la chiarezza, la gentilezza ma la fermezza nelle proprie idee e nei propri valori. Vi auguro di fottervene del giudizio che gli altri possono avere di voi: se arriverete a questo, guarderete al resto del genere umano con sguardo divertito e disilluso, come Bukowski, pensando che il mondo e la vita sono veramente delle esperienze immancabili e straordinarie, nonostante la sofferenza ed il male che ogni giorno dobbiamo tutti affrontare.
E già che ci siete, usate anche un altro sistema: guardate chi soffre più di voi. E' un buon modo per sentirsi ulteriormente fortunati e magari lamentarsi meno e vivere ancora più intensamente una vita che magari sembra di merda ma che, comparata a quella di altri, è una signora vita. anche se non abbiamo l'iphone 19 o la nostra auto non è quella con il computer che ti fa il caffè e se glielo chiedi perfavore ti masturba anche.
Vivete. Intensamente. Vedrete che anche i pochi soldi saranno un limite valicabile.
E guardate ve lo dice uno che si comporta, si veste, dice quello che pensa e che crede, senza remore. Ricordandosi però il motto finale LA MIA LIBERTA' FINISCE OVE INIZIA QUELLA ALTRUI.

Rispettiamoci vicendevolmente: vedrete che godersi la vita, apprezzarla e viverla SENZA CHE ALTRI CE LA FACCIANO VIVERE COME VOGLIONO sarà ancora più facile.
E magari mettiamoci i calzini lunghi anche d'inverno perchè poi l'influenza falcidia, altro che fantasmini come i coglioni di Amici. Poi se a voi piace così, comunque, fate pure. Ma se vi becco a letto malati, vi ce le do sopra.

BUONA NOTTE, BUONA FORTUNA, BUON ANNO. E buona vita.

Andrea Borselli Colombini

PS: DALLA PROSSIMA VOLTA, TORNERANNO LE BORDATE E LE CANNONATE AI FURBETTINI LOCALI. Quelli, casomai, che sono i primi a dettare norma di vita per tutti e poi, nella migliore delle maniere, fare tutto ciò che vogliono e che gli dà piacere, specie in barba alla morale che predicano tanto. Bellissime fie.


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