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Rubriche : lettere alla gazzetta

Cosa sta succedendo al canile di Lucca? Appello alle associazioni animaliste contro la linea adottata dalla giunta comunale

martedì, 1 gennaio 2019, 16:09

di stefano novelli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa interessante lettera sulla attuale situazione in cui si trova il canile municipale di Pontetetto e sui possibili, futuri sviluppi: 

Tutto nasce dal bando di gara per la gestione del canile indetto dal comune.

Il problema risiede nel fatto che il canile non può essere accreditato per la gara perché non rispetta alcune importanti linee della legge 59 del 2009 quali il rispetto di determinate metrature per i box, la presenza di una infermeria all’interno della struttura-rifugio, di un magazzino per stoccare il cibo.

Alla luce di queste lacune non può essere indetta alcuna gara.

Ma non finiscono qua i problemi.

Per partecipare alla gara doveva essere inoltrata una manifestazione di interesse entro una data stabilita.

Allo scadere di quella data solamente una società aveva inoltrato la richiesta di partecipazione, ma due settimane abbondanti oltre la scadenza viene ammessa alla gara un'altra società, una cooperativa, violando platealmente i termini della gara.

Tutte queste zone d’ombra hanno indotto la procura ad aprire le indagini (leggere https://www.lagazzettadilucca.it/cronaca/2018/12/la-procura-indaga-sul-canile-municipale/).

Va anche detto che nel frattempo la prima società, che aveva chiesto di partecipare al bando, ha rinunciato e ha abbandonato la gara che è stata vinta dalla cooperativa, per il momento.

È fondamentale sottolineare che la cifra stanziata per questo bando di gara evidentemente non sarà assolutamente sufficiente a mantenere i servizi ed il tenore di vita garantiti ad oggi dall’attuale gestione agli ospiti del canile.

Non solo, va anche sottolineato il fatto che, a causa delle indagini della procura, il comune ha deciso una proroga di due mesi all’attuale gestione.

La tattica che il comune ha messo in campo da giugno scorso consiste nel far passare i 15 box singoli (di cui 4 per i mordaci) del cosiddetto “rifugino” situati all’interno del canile sanitario sotto la competenza del sanitario stesso.

Questo perché i 15 box singoli del “rifugino” non rispettano le metrature richieste dalla legge se considerate come rifugio, ma le rispettano se considerati facenti parte del sanitario; così facendo il comune non dovrebbe fare alcun lavoro di adeguamento.

Poiché nel canile rifugio non esistono box singoli, questo passaggio di competenza di questi 15 box comporterà, allo scadere dei 60 giorni di permanenza, il forzoso trasferimento per quegli animali inadatti a condividere il box con altri.

Quindi ciclicamente e potenzialmente ogni giorno potrebbero sussistere le condizioni per il forzoso trasferimento di uno o più animali, come peraltro sta già accadendo.

Ovviamente questi trasferimenti comportano un costo da sostenere per il comune.

Qui possono essere visionati tutti i dettagli del bando di gara: http://start.toscana.it/tendering/tenders/020553-2018/view/detail/1 

Come può essere accaduto tutto questo?

Tutto questo è stato reso possibile probabilmente dalle scarse o inesistenti informazioni che l’amministrazione ha fornito nel tempo alle innumerevoli e volenterose associazioni animaliste sul territorio.

Si ha la sensazione che sia stata fatta leva sulla sensibilità delle associazioni per acquisire consenso e far confluire l’appoggio delle varie associazioni all’operato della giunta.

Alla luce degli eventi però pare evidente che la giunta non abbia assolutamente a cuore il benessere degli animali e questo è evidentemente in conflitto con le finalità delle associazioni animaliste.

Quindi oggi è necessario che le associazioni si sollevino e manifestino il loro dissenso verso l’operato della giunta per fugare quanto meno il dubbio di essere state strumentalizzate per fini avversi a quello che hanno a cuore, il benessere degli animali.

Se la giunta proseguirà imperterrita sulla propria linea abominevole sarà grazie anche alle associazioni che anziché vigilare hanno avallato in silenzio tale linea.

 

 

 


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