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Rubriche : il biscaro sciolto

Il Biscaro Sciolto, le elezioni e la Lega che nicchia

giovedì, 10 gennaio 2019, 13:30

Oramai in questi giorni, tra gli argomenti più gettonati, c’è quello delle elezioni amministrative. Non è poi che a Capannori la gente non vede altro. Anzi, diciamocelo francamente: la grande maggioranza di coloro che saranno chiamati alle urne, non gliene può fregar di meno. Il cittadino è certamente attento a chi lo governa, ma oggi è soprattutto scoglionato, tanto, gira che ti rigira poi, le cose pare non mutino mai. 

A Befana, sono andato a mangiare dalla mi’ zia Gina, ormai è una tradizione. Tutti gli anni all’ultima festa, ci troviamo da lei che ormai è rimasta la capostipite, per una rimpatriata familiare. Finché dura e le forze la sostengono, povera donna anco lei, la tradizione si mantiene. Per andarci ho dovuto attraversare la Pesciatina, lei sta dall’altra parte. Dopo un grasso pranzo, sono andato al barino del suo paese, per un corretto a sambuca, giusto per digerire e far due chiacchiere, con i soliti avventori domenicali. Si parlava giusto appunto delle elezioni del sindaco, di ciò che facevano quel altri, intesi come coloro che per definizione sono avversi al sindaco che c’è ora. 

Nel nostro Paese (inteso come Italia) quando tratti argomenti come il calcio e la politica gli animi si scaldano sempre, se poi ci aggiungi abbondanti quantità di vino sbicchierato, allora si, le lingue non si controllano più. Il ragionamento verteva su cosa farà il centro destra? Un tizio, distinto, sulla cinquantina che all’apparenza sembrava che sapesse perfettamente ciò che sosteneva, ancora sobrio e non offuscato dai fumi dell’alcol, argomentava sostenendo che nella destra, ancora tutto è incerto ed indefinibile. Sulla carta sembravano d’accordo a fare qualcosa per tentar di dare il cambio al Menesino, ma di fatto, tale accordo, rimane solo sulla carta. Tutti stanno pendendo – sosteneva - dalle labbra della Lega Nord. Scusate, della Lega e basta. Ora si chiama così. 

Come è bella, strana ed incredibile la nostra Italia: è bastato togliere una parola al binomio che la Lega (ex Nord) dal 4 per cento è salita al 18 per cento, per darla oggi oltre il trenta. Come siamo curiosi noi italiani. Pensate un po’ agli altri partiti: se Forza Italia, cambiasse il proprio nome in Forza, probabilmente riuscirebbe a risalire la china e magari a recuperare parte di quell’emorragia che la sta distruggendo? E Fratelli d’Italia, chiamandosi solo Fratelli – senza nulla togliere ai fedeli nelle chiese – dal quel misero 2 - 3 % attuale, forse riuscirebbe a crescere di qualche punto? E il Partito Democratico? Precipitato in una voragine senza fondo, mutasse il proprio nome solo in Partito, riuscirebbe secondo voi a recuperare qualche voto? Non certo ai livelli della questua degli 80 euro di Renzi, ai poveri italiani illusi, ma qualche margine potrebbe ancora averlo?. Fosse così facile, direte voi... 

Ma torniamo a noi, capannorotti o capannoresi, come dir si voglia. Si diceva, quindi, che quelli collocati a destra di un ideale emiciclo, penderebbero tutti dalle labbra di questa Lega, inesistente fino ad oggi a Capannori, che improvvisamente, dopo il 4 marzo, è diventata il secondo partito nel territorio, con oltre il 20%. Una esplosione improvvisa che, evidentemente, crea problemi organizzativi e di dirigenza. Tant’è che la capa locale di questa Lega è una lucchina. Quando mi hanno detto come si chiamava ho avuto un amarcord. M’è venuto in mente quando noi giovanotti di qualche anno fa, carichi di ormoni all’inverosimile, ci divertivamo a pensare ad un intrattenimento (solo pensare e sognare intendiamoci bene) che chiamavamo il “Gioco della Maniglia”. Chi di voi ricorda? Con grande rispetto per la signora in questione, senza voler offendere o prendere in giro nessuno, sia ben inteso.

Sopra questa capa locale, ci sarebbe la sindaca di Cascina, tale Susanna Ceccardi. Non vi fate ingannare dal dolce nome di una mucca di Carosello e un famoso formaggino tenero. La sindaca in questione è una tosta, grintosa, una sorta di sceriffa con il porto d’armi. La Susanna ha chiamato a gestire il suo feudo leghista della provincia lucchese, un altro vigilante dal profondo nord-est della penisola, con un cognome senza la vocale finale, da vero veneto DOC, tale Andrea Recaldin. Ci dicono persona in gamba, tosta anche questa, ma che avrebbe evidenti difficoltà a collocare geograficamente, Porcari, Altopascio e Villa Basilica, per non parlare poi di Verciano, San Ginese e Tofori. 

Tutti aspettano di sapere le intenzioni di questa Lega a Capannori. Partiti e movimenti civici stanno lì e aspettano di capire cosa Recaldin deciderà di fare, soprattutto in attesa che vengano definitivamente sciolti i nodi sul candidato a sindaco, del quale si sono fatti un paio di nomi, ma per ora resta tutto fermo lì. Si perché nel frattempo, Susanna e Andrea sono disperatamente alla ricerca, di un nome, da fare a loro volta. Li hanno girati tutti, trovandosi praticamente la porta sbattuta in faccia. Non sia mai, il primo partito deve proporre un valido candidato sul quale far convergere gli altri, però purtroppo per loro, non conoscendo luoghi, persone e personaggi, si rivolgono anche a chi, sarebbe stato meglio non cercare. I risultati poi, sono questi. 

E mentre Menesino ed i suoi lavorano alacremente, con capacità e determinazione, per preparare il terreno ad una riconferma, gli altri nicchiano, in attesa che la Lega si desti dal torpore e si rinvenga una volta per tutte, perché il tempo passa inesorabile e nessuno tra i locali alleati sembra in grado di svegliarli con un paio di urlotti ben assestati. Sì perché sembra, a quanto ci dicono, che tutti abbiano paura ad alzare la voce. Mah... 

Ci vediamo. Statemi ben. 

 


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