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Rubriche : lettere alla gazzetta

Una lettera aperta al sindaco Tambellini da parte di un lucchese che non ne può più

domenica, 10 febbraio 2019, 19:28

di andrea conti

Egregio direttore,

tramite la Sua testata fuori dal coro vorrei esprimere alcune considerazioni sulla missiva indirizzata al sindaco di Colmar, cittadina francese gemellata con la città di Lucca, rivolgendomi direttamente allo scrivente nonché nostro illustrissimo Primo Cittadino, Alessandro Tambellini.

Caro sindaco,

ho letto che in questi giorni si è molto prodigato per i nostri cugini francesi scrivendo addirittura una lettera di scuse a nome della città al Suo omologo di Colmar, cittadina con cui Lucca è gemellata, a seguito di presunte provocazioni perpetrate dall’attuale Governo verso quello francese.

Bene Signor Sindaco, innanzitutto ritiro con forza le sue scuse a mio nome come cittadino lucchese. Inoltre, se proprio sente il bisogno di scusarsi, potrebbe e dovrebbe farlo verso i tanti suoi concittadini che le garantiscono mensilmente lo stipendio, stanchi di certe Sue inique prese di posizione che lo distolgono dalla gestione della città.

Lei si rende conto del ruolo che riveste o meglio, dovrebbe rivestire?

E’ una carica dello stato eletta dai cittadini ITALIANI, non francesi, per fare gli interessi della città di cui possiede le chiavi!

Perché allora non pensa a noi anziché mettersi sempre in mostra per difendere i diritti degli altri?

E tornando ai francesi… Lei e il partito a cui appartiene non avete mosso un dito, o in questo caso una penna, per gli insulti di Charlie Hebdo quando mostrava in prima pagina i cadaveri dei nostri concittadini dopo il terremoto di Amatrice sepolti da sugo e lasagne.

Vi siete già dimenticati della vignetta del crollo del ponte di Genova dove perirono 43 persone con su scritto “Costruito dagli Italiani”, avete dimenticato i “vostri” migranti sulla spiaggia di Ventimiglia al freddo e alla fame perché la gendarmeria francese li respingeva con la forza?

I francesi e i tedeschi ci hanno sempre considerato la “cenerentola” d’Europa grazie alla vostra politica di buonismo e di scuse anche quando non ve ne era ragione e questa lettera è un’altra dimostrazione di devozione prona verso uno stato che ci ha sempre sbeffeggiato.

Non vi ricordate proprio nulla? Quando Sarkozy e la Merkel ridevano dell’Italia e voi della sinistra ne eravate entusiasti. Avete combattuto anche voi contro l’Italia a suon di spread aspettando che i governi cadessero a piacere della Francia e della Germania.

Sig. Sindaco, i francesi a dirla tutta non mi sono per niente simpatici, ma una cosa a loro la invidio: l’amore e il rispetto per la Patria che li porta a combattere, anche ferocemente, per i propri diritti di cittadini.

Ciò che non riuscirò mai a capire di voi uomini di sinistra è questo profondo senso di ammirazione per il patriottismo della Francia per poi svalorizzare il nostro.

A mio avviso, e spero di non sbagliarmi, questo atteggiamento anti Italiano è solo un suicidio politico, una guerra contro i vostri cittadini per paura di cambiare le cose e scalfire la suscettibilità di un’Europa che a dir poco venerate. 

Non so più cosa aspettarmi per il futuro, sig. Sindaco.

Viviamo in una città sporca, dove delinquenza e violenza fanno da padroni, l’economia locale galleggia e se non sprofonda è grazie a tanti imprenditori e lavoratori che non mollano, non certo grazie alle iniziative dell’amministrazione locale.

Il mio consiglio è quello di pensare di più ai problemi dei lucchesi e lasciare da parte certe manie di arrivismo personale e servilismo politico.

Altrimenti molli e passi il testimone a chi ha più a cuore gli interessi di Lucca piuttosto di quelli di Colmar.

Con rispetto.

 


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