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Pasqua, le omelie dell'arcivescovo

domenica, 21 aprile 2019, 10:09

Riceviamo e volentieri pubblichiamo le omelie dell'amministratore apostolico della diocesi di Lucca, monsignor Italo Castellani, per la veglia e per il giorno di Pasqua.

Omelia della Veglia

Desidero augurare un Pasqua di Speranza a tutta la nostra Diocesi, ad ogni uomo cercatore di Dio, ripercorrendo brevemente i quattro momenti della Veglia pasquale che stiamo celebrando: la liturgia della luce, la liturgia della Parola, la liturgia battesimale, la liturgia eucaristica.

La liturgia della Luce. In mezzo al buio della nostra Cattedrale si è accesa ed è avanzata la luce del Cero Pasquale, segno del Cristo Risorto, che vince le tenebre della morte anzitutto e di ogni forma di male. La luce si è moltiplicata man mano che ciascuno di noi ha acceso la propria luce attingendo alla luce del fratello, che Dio ci ha messo accanto questa sera. Il mio primo augurio: cerchiamo la 'luce' ogni giorno in Gesù Cristo Risorto e comunichiamo luce, amore e pace, ai fratelli che Dio mette ogni giorno sul nostro cammino.

La liturgia della Parola. Abbiamo appena ascoltato una serie di letture bibliche, dall'Antico al Nuovo Testamento, che ci hanno preso per mano facendoci rivivere le meraviglie della creazione e gli interventi di liberazione compiuti da Dio.
Questi 'eventi di salvezza', opera di Dio e parte viva della storia dell'umanità, hanno trovato pienezza e compimento in Cristo. Il Vangelo ci ha annunciato l'avvenimento decisivo della storia universale: "Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il Crocifisso. Non è qui. È risorto". (Mt.28,5). Il mio secondo augurio: la forza e la grazia della Risurrezione ci liberi dalla paura della morte: la risurrezione del Signore, fulcro e sintesi della fede dei cristiani, sia l'orizzonte alla luce del quale leggere e vivere la nostra esistenza quotidiana, con la certezza che in Cristo Risorto non siamo nati per morire per sempre, ma per la vita che è eterna!

La liturgia Battesimale. In questa "Veglia delle veglie", che è la Veglia Pasquale, la liturgia invita tutti noi a rinnovare le nostre promesse battesimali: "Rinunzio", "Credo"! Il mio terzo augurio: la "rinuncia al male" che tra poco rinnoveremo, l'"io credo" che personalmente davanti a tutta la comunità professeremo, per la grazia del battesimo che a suo tempo abbiamo ricevuto, segni una svolta decisiva nella nostra vita cristiana, senza se e senza ma, ispirata con decisione al Vangelo, per essere uomini e donne di qualità e cittadini significativi a servizio del bene comune.

La liturgia Eucaristica. "Prendete e mangiate, queste è la mia vita per voi" -l'invito del Risorto agli Apostoli- è il culmine della Veglia Pasquale.
Anche noi, da allora in poi, abbiamo il dono di sedere alla tavola con il Signore Risorto ed essere Suoi commensali, come dalla liturgia: "Beati gli invitati alla Mensa del Signore...". Il mio quarto augurio: la partecipazione alla messa domenicale non costituisca più un dovere per il dovere, ma un gioioso muoversi da casa per incontrare il Signore Risorto e la comunità dei fratelli, con i quali di settimana in settimana vivere come ci insegna il Risorto: "Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati..." (Gv.15,12-13).

La 'Veglia Pasquale' si conclude con un mandato: ad essere veri e propri missionari, a non tenere per noi quanto in questa notte Santa abbiamo ricevuto in dono: "Andate e portate a tutti la gioia del Signore Risorto. Alleluia. Alleluia!"
È il mio augurio pasquale per tutta la nostra Diocesi: di gioia vera, che viene da Dio, ne abbiamo bisogno davvero tutti. Buona Pasqua!

Omelia del giorno di Pasqua

I cristiani d'Oriente, soprattutto nell antichità, incontrandosi nel giorno di Pasqua si salutavano con queste espressioni: "Cristo è risorto, Alleluia! Anche noi oggi, giorno della Risurrezione del Signore, salutandoci e augurandoci 'Buona Pasqua', vogliamo darci l'un l'altro questo augurio: "Cristo è risorto. Non muore più". Cosa significa questo annuncio, che riflesso ha sulla vita dell'uomo del nostro tempo, nella nostra vita personale? La Risurrezione di Gesù porta per ciascuno di noi questa speranza che non delude: "Io sono la resurrezione e la vita, chi crede in me non muore" ( Gv 11, 25). Io, il
Risorto, sono il senso della tua vita. "Cristo è risorto " ovvero la morte è vinta per
sempre.

– La morte fisica, ci tocca, ma come passaggio verso la vita piena che non muore.
– La morte del peccato, può essere parte della nostra esperienza, ma dalla Risurrezione scaturisce la grazia del perdono.
– La morte come paura della vita, con le sue inevitabili difficoltà della vita quotidiana, è illuminata dalla Parola di Gesù che ci rincuora: "Non abbiate paura... Io sono con voi..., sono Io la Via, la Verità, la Vita, la Luce" ( Mt 10, 28;Gv 14,6).

Il Cero Pasquale che nella Veglia Pasquale abbiamo acceso al fuoco nuovo, segno di Cristo Risorto, è qui nella semplicità e grandezza del simbolo della luce a ricordarci quanto abbiamo chiesto questa notte con la preghiera al momento dell'accensione: "Ti preghiamo, Signore, che questo cero offerto in onore del tuo nome, risplenda di luce che non si spenge". Di questa "Luce che non si spegne " ha bisogno l'uomo, ogni uomo, per non disorientarsi e perdersi lungo il labirinto, le vicende della vita. Come il creato è tutto proteso ogni giorno verso la luce del sole per cercare vita, così l'uomo, consapevolmente o meno, cerca luce e riceve vita da Dio suo Creatore, in Gesù il Risorto. Dal Salmista traggo e faccio mia questa invocazione -"Risplenda su di noi , Signore, la luce del Tuo volto" (Sal 4, 6)- dicendo:

"Fa splendere la luce del tuo 'Volto Santo', o Signore Risorto" sugli anziani, gli ammalati, sulle persone segnate dalla diversità fisica, morale, spirituale, culturale e religiosa: " non nascondere il tuo volto, o Signore, ai tuoi servi... nel giorno della loro angoscia" (Sal. 69,18) e (Sal. 102, 3); perché il mistero quotidiano della personale sofferenza di questi fratelli e sorelle salvi l'umanità e renda fecondo l'annuncio del Vangelo alla nostra Chiesa.

"Fa' splendere la luce del Tuo 'Volto Santo', o Signore Risorto" sui genitori e le famiglie: "Il Signore rivolga su di voi il suo volto e vi conceda pace" (Nm 6, 26); perché ogni famiglia sia " la buona notizia per il terzo millennio" e "grembo materno della fede" (Giovanni Paolo II) nella comunità cristiana.

"Fa' splendere la luce del Tuo 'Volto Santo', o Signore Risorto" sui ragazzi, le ragazze e i giovani: "il Tuo volto,Signore, noi cerchiamo.... Mostraci Signore la tua via, guidaci sul tuo cammino" (Sal. 27, 8-11) e "noi saremo salvi" (Sal 80, 20); perché possiamo essere "forti e la Parola di Dio dimori in noi" ( 1 Gv 2,14).

"Fa' splendere la luce del Tuo 'Volto Santo', o Signore Risorto" sui disoccupati, i lavoratori, gli uomini di cultura, i volontari impegnati nel sociale: "Beato il popolo, o Signore, che cammina alla luce del tuo volto" (Sal, 89,16), "mostraci , o Signore, la tua via"; perché possiamo trovare serenità nell'incertezza del domani, nella fatica del lavoro quotidiano, ricercatori appassionati della verità, testimoni di gratuità.
.
"Fa' splenderla luce del Tuo 'Volto Santo', o Signore" sugli uomini e donne impegnati nelle istituzioni pubbliche, sugli amministratori delle nostre città e paesi: "Gli uomini retti vedranno il suo volto" (Sal. I l, 7), "Tu li nascondi al riparo del tuo volto, lontano dagli intrighi degli uomini" (Sal. 31,21); perché possiamo rispondere ai bisogni "dell'uomo principale via della Chiesa" (Giovanni Paolo Il), servire la politica come la "più alta forma di carità" (Paolo VI), consapevoli che "se la città non è custodita dal Signore, invano veglia il custode" (Sal. 127, l).

In queste espressioni dell'Apostolo Paolo alle Sue comunità vedo infine riassunto il messaggio della nostra Pasqua, per la nostra vita: "Se siete Risorti con Cristo, pensate... cercate le cose di lassù" (Cor. 3,3). È il mio augurio per le nostre chiese credenti e per ogni uomo di buona volontà: credete nel bene, credete nelle persone, credete nel futuro.
Buona e Santa Pasqua: "Cristo è Risorto, alleluia"!


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