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Rubriche : lettere alla gazzetta

"Una strada sbagliata è davvero meglio di nessuna strada?"

lunedì, 15 aprile 2019, 12:55

di comitato assi viari

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione pubblicata online dalla signorra Vanessa Favilla che riassume in modo conciso la questione sugli Assi Viari e che il comitato condivide.

"Una strada sbagliata è davvero meglio di nessuna strada?


Questa è la domanda che dovremmo porci tutti, prima di decidere da che parte stare.

Si perché il nuovo progetto della Tangenziale lucchese non è quello che ci si aspetterebbe, non è quello che i nostri amministratori ci hanno reclamizzato.

La verità è a disposizione di tutti, basta aver voglia di cercarla. 

Per i più pigri, fortunatamente, c'è chi è andato a ricercare, e adesso non possiamo semplicemente dire "non lo sapevo".

Sì perché questo progetto ci è stato venduto come quello che ridurrà drasticamente il traffico pesante su circonvallazione e Viale Europa.

Ebbene, dati di ANAS alla mano si legge che con la nuova tangenziale il traffico sulla circonvallazione si ridurrà del 3%, e su viale Europa del 12%, il che si traduce in 2.200 camion in meno: da 18.000 a 15.800. 

3%...12%... 

Non avevamo detto drasticamente? 

Sempre da dati Anas risulta che per effettuare lo stesso percorso preso in esame, dopo la realizzazione dell'Asse le auto passeranno da 10,43 minuti di percorrenza a 10,08, mentre i tir da 17,06 a 15,51 minuti. Risparmieranno quindi 0,35 minuti le auto, mentre i mezzi pesanti 1,55. Neanche due minuti! 

Non vi elenco i problemi per gli agricoltori che vedono i campi tagliati a metà senza più accesso ad una delle parti, con rimborsi che non coprono minimamente il danno alle loro attività lavorative, né del fatto che chi produce biologico in quelle aree dovrà rinunciare al marchio... 

Voglio invece farvi pensare alla chiusura dei pozzi artesiani, alle tombature, alle interruzioni di fossi e canali fondamentali per la stabilità della piana, alla piombatura delle finestre, al deturpamento dell'area protetta dei Laghetti.

Ma come mai questa strada passa a così pochi metri da case ed attività? Come mai sembra non entrarci proprio in questo benedetto territorio? 

Semplice, basta controllare le cartografie su cui i progettisti hanno elaborato il tracciato: la "datazione al carbonio" (perdonate l'ironia) ha rivelato che le planimetrie che gli ingegneri hanno usato per realizzare il progetto risalgono agli anni novanta. 

Sì, avete letto bene, un progetto da centinaia di milioni di euro, realizzato su planimetrie degli anni 90.

Se ciò non fosse già sufficiente, pongo la vostra attenzione sulla chiusura di decine di strade interne della piana. 

Infatti questo progetto è quasi tutto in rilevato rispetto al suolo, ciò vuol dire che si va dai terrapieni alti minimo 2 metri, ai tratti su piloni di 9 metri nella zona di San Pietro e San Cassiano a Vico. 

Ciò comporta due cose fondamentali: 

1) l'ovvio deturpamento della nostra campagna

2) la chiusura delle strade che la nuova tangenziale incrocia. 

Questo muro dividerà i centri abitati e richiederà un incredibile allungamento dei quotidiani tratti di strada che le persone abitualmente percorrono per recarsi a lavoro, per fare la spesa, per portare i figli a scuola, o semplicemente andare a trovare il vicino che prima abitava a poche decine di metri! 

Non solo: essendo questa tangenziale una strada di classe C1-2 saranno consentite le sole svolte a destra, ergo chi abita in viale D. Chelini (alias via Romana) per andare dal lato opposto della strada o recarsi al bar in paese, dovrà percorrere tutta la nuova strada fino alla rotatoria di Porcari e poi tornare indietro. Vogliamo quantificare i km in più a settimana solo per fare colazione? 

E questo è solo uno dei molti esempi.. 

Anche un bambino capisce che ciò significa più inquinamento! 

Complimenti, e pensare che solo poche settimane fa ci sono state manifestazioni in tutto il mondo contro inquinamento e surriscaldamento globale! 

Ma deve esserci qualcosa che ci sfugge, non è possibile che abbiano commesso così tanti macrospcopici errori senza un più che giustificato motivo. 

Sicuramente le zone produttive del territorio lucchese ne guadagneranno con un miglior servizio logistico...

Ed ecco che controllando le carte ci rendiamo conto che non è così: tutte la maggiori aree produttive della piana di Lucca che l'asse attraversa sono tagliate fuori, senza svincoli od uscite. Ciò vuol dire che esse non saranno facilmente raggiunte, e non ci sarà risparmio di tempo e carburante. 

Anzi, per raggiungerle gli autotrasportatori dovranno uscire dalla tangenziale ad una delle rotarorie ed immettersi nella viabilità locale già presente, per arrivare a destinazione attraverso le solite strade. Esattamente come accade ora.

Quindi ricapitoliamo:

Nessun miglioramento reale del traffico lucchese;

Deturpamento del territorio;

Danneggiamento di aziende e abitazioni;

Distruzione dei nuclei sociali dei paesi che attraversa;

Aumento dell'inquinamento;

Esorbitante spesa di denaro. 

E una domanda che aleggia nell'aria: ma allora, a chi serve? 

Alle aziende in Garfagnana forse? Probabilmente. 

E vogliamo assumerci la responsabilità della devastazione del nostro territorio solo per favorire la velocità di servizio di alcune aziende che potrebbero usare i tronchetti ferroviari che richiedono e poi non utilizzano? Davvero vogliamo questo? 

E un'altra domanda dovrebbe turbarci molto:

Se questa costosissima ed inutile strada verrà fatta, quante probabilità ci sono che una strada veramente risolutiva sarà fatta in seguito? 

Credo che la risposta risuoni uguale nella mente di tutti: Nessuna! 

Ebbene, ecco che torniamo alla domanda di apertura: una strada sbagliata è meglio di nessuna strada? 

No, non è meglio, è molto peggio!

Perché bocciare una scelta sbagliata apre la porta ad una scelta giusta. 

Mentre una scelta disgraziata come questa ci peserà sulla coscienza per sempre! 

Noi, cittadini di oggi, abbiamo la stessa responsabilità di tutelare il territorio, che in passato, i nostri predecessori, hanno avuto di tutelare la bellezza e l'integrità delle mura di Lucca. 
Se oggi diciamo sì a questa strada chiudiamo ogni possibilità di avere finalmente la viabilità risolutiva e sostenibile che dobbiamo pretendere!

Se ci voltiamo dall'altra parte solo perché il problema non ci tocca da vicino ci rendiamo responsabili di aver permesso che il nostro territorio venga deturpato da una lunga indelebile cicatrice. 

È questo che vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi? 

Saremo noi la generazione che si assumerà la responsabilità di aver devastato la bellezza della nostra città, o saremo quella che l'ha salvata?"

 


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