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Tutto quello che c'è da sapere sulle nuove detrazioni Iva per i professionisti

martedì, 20 agosto 2019, 20:21

Il tema delle detrazioni IVA – senza dimenticare anche le tanto care deduzioni – è particolarmente sentito da tutti i liberi professionisti e dalle aziende e può risultare di vitale importanza per il buon andamento dall’attività imprenditoriale, dato che maggiore è l’importo che metteremo insieme tra deduzioni e detrazioni e maggiore sarà lo “sconto” sulle nostre tasse annuali.  

SPESE SCARICABILI DALLE TASSE PER IL 2019

Come tutti i professionisti ben sanno c’è una specifica differenza tra detraibilità (che si riferisce all’IVA) e la deducibilità (che si riferisce ai costi). In base al totale incassato in una determinata annualità dal professionista, le spese deducibili vanno ad abbassare il totale imponibile, mentre le detrazioni IVA vanno ad abbassare l’imposta sul reddito – il tutto entro limiti specifici delineati dalla legge.

Ovviamente per dedurre o detrarre una certa spesa, il libero professionista è tenuto a dimostrare di aver affrontato quella determinata spesa al fine dello svolgimento della propria attività, conservandone quindi ricevute fiscali, scontrini e fatture (e che devono trovare concordanza con i movimenti del conto bancario a lui intestato).

Un grosso vantaggio per il titolare di Partita IVA è quello di avere la possibilità di scaricare interamente dalle proprie tasse il costo per acquisto di immobili ad uso ufficio (sulla base delle annuali quote di ammortamento). Similarmente, se un professionista decide di adibire a studio una stanza o una parte della sua prima abitazione (definito “uso promiscuo dell’immobile”), potrà usufruire di una deduzione del 50% su spese di affitto e costi relativi alle utenze e spese condominiali, comprese anche eventuali spese di manutenzione – a patto che il medesimo professionista non sia proprietario di altri immobili nello stesso comune.

 

Oltre alle quelle già citate sopra, il professionista avrà la possibilità di scaricare spese di formazione e di vitto e alloggio sulla base dei seguenti punti:

  • Fino a un totale del 2% dei compensi annuali, c’è la possibilità di scaricare il 75% del costo di vitto e alloggio

  • Le spese di formazione per master o corsi di aggiornamento o similari sono deducibili al 100%

  • Le spese per trasferte (con relativo vitto e alloggio) sono deducibili al 75%, anche in questo caso limitatamente al 2% del totale annuale

  • Le spese di rappresentanza sono detraibili dall’IVAfino a 50 euro (fino al 2014 la soglia era 25,82 euro) 

  • Le spese per acquisto di prodottitecnologici sono deducibili all’80%



DETRAZIONI IVA PER AUTO AZIENDALI

Una fattispecie più articolata è quella delle detrazioni IVA per auto aziendali. Come è noto le norme per le detrazioni, anche a livello europeo, consentono di detrarre l’Iva applicata su beni utilizzati per svolgere ciò di cui l’azienda si occupa e per cui viene già tassata. Da questa categoria sono ovviamente esclusi i casi in cui il determinato bene venga utilizzato non più per uso aziendale ma per uso privato (del titolare o di eventuali dipendenti).

Alla luce di quanto detto, la detraibilità del 40% dell’IVA sulle auto aziendali parrebbe aggirare quest’obbligo europeo. È del tutto evidente infatti che è piuttosto difficile poter definire con precisione il limite entro cui un’auto venga utilizzata per fini aziendali e quando invece l’uso rientri in una fattispecie più privata. Se la norma venisse applicata in modo stringente, peraltro, fiorirebbero contenziosi con il fisco, provocando dei costi giudiziari irragionevoli per lo Stato e per il privato cittadino. Per queste ragioni lo Stato Italiano ha richiesto, già nel 2006, all’Unione Europea di poter derogare a questa normativa, chiedendo di poter introdurre un limite forfettario all’importo IVA sulle spese detraibili. Tale limite è stato individuato appunto al 40%.

Questa possibilità va a ricadere su praticamente tutti i veicoli – ad esclusione di trattori – purchè non superino i 3500 chili di peso. 

Tale detraibilità si applica alle seguenti spese:

  • Acquisto di autovettura

  • Noleggio

  • Leasing

  • Manutenzioni

  • Spese per l’acquisto di prodotti destinati ai veicoli (olio motore, carburanti e affini)



SPESE SCARICABILI PER BENI STRUMENTALI

La recente introduzione della cosiddetta Legge Sabatini implica che beni complessi, a patto che rispettino l’utilizzo e la funzione inerente allo svolgimento dell’attività imprenditoriale, possano essere portati in deduzione. Tale manovra è stata pensata per cercare di dare una spinta alla competitività – sia sul piano nazionale che su quello globale – delle imprese italiane. Nello specifico: è stato cancellato il limite sugli investimenti (che precedentemente si attestava a 2 milioni di euro), è stato innalzato il contributo alle piccole e medie imprese (nei valori del 3,575% per le medie imprese e 5% per le piccole), il contributo relativo appunto all’acquisto di beni strumentali viene ora erogato interamente in un’unica soluzione a patto che la spesa rientri nel valore di 100 milioni di euro. Per accedere poi a questo bonus, le aziende devono rispondere a determinati requisiti quali: 

  • Avere sede in Italia

  • Essere iscritte al Registro delle Imprese

  • Non essere sottoposte a procedure giudiziarie e godere quindi dei pieni diritti di legge

  • Non aver ricevuto precedentemente fondi illegalmente


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