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Rubriche : una finestra su Roma

Villa Pattumiera Borghese

giovedì, 8 agosto 2019, 08:33

di barbara ruggiero

Mentre la città si svuota dai suoi abitanti, esausti e accaldati dal grande caos di una metropoli vittima del dissesto e del degrado, una passeggiata nel verde sul colle più affascinante della città, tempra gli arditi spiriti e ricongiunge gli innamorati in un agosto stanco e assolato. Questa è Villa Borghese, non un parco come gli altri, ma qualcosa di più: la villa più amata da romani e turisti di tutte le età.

Immaginate di essere seduti su una panchina, immersi nel verde: di fronte una coppia di innamorati su una barchetta che remano sognando un futuro di felicità, un cane che scodinzola correndo sui prati, la risata di un bambino che gioca spensierato, un tempietto in stile ionico, affiancato da statue ellenistiche: Il sole sta tramontando, dovete alzarvi, percorrere la strada verso l’uscita, fino al muretto che divide il parco dalla città, lì, restando senza fiato: Roma è ai vostri piedi. Villa Borghese è un itinerario tra i più belli e interessanti della capitale, non si può restare indifferenti ai segreti che nasconde questa oasi di verde che coniuga arte, storia e vita quotidiana.

La perla dell’intera villa è Galleria Borghese, potreste arrivarci noleggiando le biciclette alla Casina Valadier, dopo poche pedalate trovarvi al Bioparco, poi alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea. Salendo la grande scalinata vi specchierete nelle acque del laghetto con il Tempietto di Esculapio e poco distante l’orologio ad acqua: finalmente sarete giunti al Pincio. Ci sono luoghi dedicati ai bambini, la Casina di Raffaello, la Casa del Cinema, la fontana dei cavalli marini e la meravigliosa Piazza di Siena, sede del famoso concorso ippico oltre che campo preferito dai camminatori della domenica. Il vostro viaggio nel verde, tra i grandi pini secolari, le ville settecentesche e la vista su Roma, infinita e maestosa, è solo l’inizio. Vi aspetta un percorso ad ostacoli, tra l’incuria e l’abbandono, tra l’indifferenza e il pericolo. Un paradiso con l’anima infernale, una pattumiera a cielo aperto.

Vi troverete infatti circondati da fusti di birra, bottiglie di super alcolici, bicchieri di plastica, sigarette e carta buttata qua e là. Il menu completo di un party organizzato abusivamente è servito. Un “green party” all’ombra degli alberi di Villa Borghese è una moda selvaggia a cui non si può rinunciare. L’offesa al decoro perpetrata dai vandali urbani ha travolto la villa più bella di Roma, diventata location di gran richiamo per i giovani.

E poi, migliaia di topi passeggiano indisturbati lungo i viali, a pochi passi dai turisti, mangiando l’immondizia lasciata abbandonata dovunque da persone senza scrupoli, senza amore per le cose pubbliche.

Come chiamare altrimenti lo scempio trovato nell’area verde che ospita l’opera progettata nel ‘600 dagli architetti Alessandro Algardi e Giovanni Francesco Grimaldi? Vandali.

Bicchieri e tappi di bottiglie sono all’interno della vasca che è stata pulita il giorno prima dagli addetti alla manutenzione. I vandali probabilmente si sono fatti il bagno nella fontana.

Ovunque tracce di accampamenti notturni: scarpe di donna spaiate, mutande appese a una siepe, una borsa da donna, persino una tastiera rotta di un computer, scatole di profilattici, bucce di banana, bottiglie di vetro rotte.

Come poter intervenire per riportare Villa Borghese al suo meritato splendore? “Ad oggi, il numero degli operatori addetti al servizio giardini della zona Centro è di 8 unità e devono gestire 1 milione e 800 mila metri quadrati di verde” ha dichiarato al Fatto Quotidiano Sara Lilli, consigliera Pd del Municipio Roma I Centro. “L’amministrazione? Dicono che ci stanno lavorando”. Così dobbiamo attendere tempi migliori, quelli che non arrivano mai.

 


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