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Rubriche : sulla scena del crimine

L'amica di Elisa Pomarelli e Massimo Sebastiani rivela: “Elisa amava le donne”

domenica, 8 settembre 2019, 16:06

di anna vagli

«Non è mai stata innamorata di lui, lo so per certo, e gliel’ha anche detto chiaro. Gli ha detto che provava interesse solo per le donne».

È dalle parole di un'amica dei due che voglio partire per raccontare la storia di Elisa Pomarelli. Elisa ama le donne ed ha 28 anni. L'età giusta per realizzarsi e per inseguire i propri sogni. Di mestiere fa l'assicuratrice, un mestiere che poco forse si allinea con le sue passioni. Elisa è una ragazza semplice, ama il contatto con la natura e con i suoi frutti. E forse proprio questa sua passione l'ha messa sulla strada del mostro. Circa tre anni fa, Elisa incontra Massimo Sebastiani. Poco più che quarantenne, Massimo di lavoro fa invece l'operaio e coltiva una grande passione per la campagna. Ha una casa, ma spesso trascorre le nottate nel bosco immerso in quel verde che sembra rassicurarlo. Per il paese è un tipo strano. Uno che per una scommessa riesce a divorarsi un piccione vivo (sul concetto di stranezza vorrei aprire un dibattito con la Treccani, ma qui c'è poco da scherzare). Massimo conosce Elisa nell'agenzia assicurativa del padre, era il 2016. Tra i due nasce un'amicizia. Almeno così la chiama lei. Il Sebastiani sembra infatti avergli attribuito altro nome.

Arriva così al 25 agosto 2019. È una domenica pomeriggio come tante altre a Piacenza quando il Sebastiani porta la Pomarelli a pranzo all'Osteria del Lupo. Chissà se la scelta della trattoria è stata casuale. Non lo sapremo mai, l'unica certezza – ad un giorno dal ritrovamento del cadavere di Elisa – è che quel giorno nella tana del lupo c'è finita davvero.

Massimo viene ripreso dalle telecamere di video sorveglianza della zona poco dopo pranzo. È solo, va a fare benzina, scambia anche due parole con il benzinaio: «Volevo fare un giro con la mia ragazza ma non è voluta venire». Si reca poi dal padre della ex compagna e beve un bicchiere di vino con lui. Successivamente deposita il suo telefonino spento, sul sedile dell'auto. Quindi sparisce nel bosco. Nel frattempo la famiglia di Elisa non vedendola rientrare lancia l'allarme. Ma, anche se ancora nessuno lo sa, per lei non c'è più niente da fare.

Il Ris e la criminologa Bruzzone, consulente di parte, effettuano un sopralluogo nell'abitazione dell'uomo. Lo scenario che trovano è agghiacciante: gusci di uova depositati nel lavello, nido di piccioni, escrementi ovunque, un alveare. Sporco incrostato ed immondizia. Appare chiaro fin da subito che un soggetto capace di vivere in determinate condizioni igenico-sanitarie può sopravvivere ovunque. È altrettanto evidente che si tratta di un soggetto pericoloso. La famiglia, il paese di Elisa, ma anche tutta l'Italia, non ha perso le speranze. Ci abbiamo creduto tutti, fino all'ultimo. Fino a ieri. Tutti tranne la Procura di Piacenza che il 31 agosto ha incriminato formalmente il Sebastiani per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Tutti abbiamo voluto credere che l'avesse solo rapita per trascorrere più tempo insieme a lei. Ma le urla dei familiari udite fuori dalla caserma dei carabinieri hanno spazzato via quel barlume di speranza che era rimasto in tutti noi. Nell'ottica di svolgere tutti gli accertamenti del caso, secondo quanto finora emerso, Sebastiani avrebbe strangolato Elisa immediatamente dopo pranzo. Forse nel pollaio, forse nella sua auto. L'avrebbe poi sepolta in un luogo impervio nel comune di Gropparello, a pochi chilometri di distanza dalla via Velleia, che ha per secoli conservato la grandezza delle donne latine.

Il gigante buono, così lo chiamavano, ha confessato. Stando alle dichiarazioni del pubblico ministero si è mostrato collaborativo e ha dichiarato "Ero innamorato. Ero ossessionato da lei". Nel corso della notte è stato arresto anche l'ex suocero per favoreggiamento.

Elisa non avrebbe mai potuto cedere alle avances dell'uomo. Lei aveva altri gusti, lei amava le donne.  Massimo aveva idealizzato a senso unico il rapporto con la ragazza che aveva "solo" scelto in amicizia anche tutti i suoi difetti. Come se voler bene ad un uomo senza farci una famiglia fosse un crimine. Come se pranzare la domenica con un amico possa significare consumare l'ultimo pasto. Come se una donna, in quanto donna, possa perdere la libertà di decidere per sé stessa.

Ennesimo femminicidio. Ennesima donna uccisa perché sottratasi, senza replica, al volere del maschio. Possesso, non amore. Non chiamatelo amore. L'amore è un'altra cosa.

Non avrei mai voluto scrivere questo articolo, almeno non con questo epilogo. Non ci si abitua mai. Non ci si abitua mai a comprendere le ragioni per le quali una donna, socialmente inserita, di buona famiglia e con una vita apparentemente normale, riesca a cadere nella tana del lupo. Anche in questo caso lo scenario è lo stesso: «Era un tipo strano, ma non sembrava un assassino». Talvolta penso alla frase che utilizziamo con i nostri cani: è bravo, non morde. Eppure, anche in quei casi. c'è sempre una prima volta. Con la differenza che gli animali non sono crudeli come gli uomini di questo genere. Massimo Sebastiani doveva aver sicuramente lanciato qualche segnale ma forse Elisa non ha decifrato l'alfabeto del pericolo che incombeva.

"Ti ricordi quanto da piccole eravamo rimaste impressionate dal film del Lupo Mannaro e di quanto nella nostra testa eravamo convinte che abitasse al piano superiore della casa della nonna? Ti ricordi quando per convincerti e per convincere soprattutto me stessa, a salire al piano superiore ti dicevo: Dai Eli i lupi mannari non esistono!"... Forse sono state le mie parole, forse è che crescendo abbiamo smesso di credere ai mostri o forse è che la nostra vita è stata sempre più o meno felice e circondata di amore, ma non abbiamo mai realizzato che il male potesse esistere davvero."

Debora Pomarelli, 4 settembre 2019

Nella foto la criminologa Anna Vagli


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