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I timbracartellini come soluzione contro l’assenteismo sul lavoro

martedì, 12 novembre 2019, 22:10

Che si ami il proprio lavoro o che si aspettino offerte di altro tipo, che l’impiego sia occasionale o a tempo pieno, ciascuno deve fare i conti con la costanza e gli orari che gli sono richiesti. In fondo la retribuzione che si riceve è tarata soprattutto sul tempo che il lavoratore dedica alla mansione che gli è commissionata. Tutti hanno diritto a dei permessi o dei giorni di malattia per emergenze o indisposizioni, ma proprio da qui nasce la pratica dell’assenteismo da lavoro. Le visite fiscali sono state istituite proprio come deterrente per i dipendenti che di tanto in tanto speravano di far valere ferie le giornate concesse per malattia. Ma il range di abitudini compreso nel termine non finisce qui.

Assenteismo

Tra le varie modalità in cui può essere messo in pratica, l’assenteismo indica anche i ritardi cronici e le fughe prima dell’orario di fine servizio, uniti spesso alla richiesta di copertura da parte dei colleghi durante l’assenza dal posto di lavoro. Le sanzioni per chi viene scoperto sono molto pesanti, tanto che il licenziamento immediato è legittimato in caso di inadempienza.  In un’azienda piccola una minima sorveglianza è sufficiente per vedere subito il problema ma in quelle più grandi il fenomeno è meno evidente senza accertamenti mirati. Ecco perché è conveniente dotarsi di sistemi affidabili come i timbracartellini.

Un badge, una garanzia

Il sistema della timbratura del cartellino è molto semplice: ciascun dipendente viene dotato di una tessera che dovrà timbrare per ogni ingresso o uscita dal posto di lavoro, anche per assenza di pochi minuti, in modo che sia chiaro qual è il tempo effettivo che trascorre all’interno dell’azienda o in generale nella sede di lavoro. La procedura non necessita che i dipendenti forniscano dati sensibili, e risparmia vari costi sul delegare a personale qualificato gli accertamenti sulla costanza del personale. Le tessere magnetiche riportano solo nome, cognome e la foto del dipendente, in modo da renderle personali e non cedibili. Va detto che il sistema marcatempo e la rilevazione delle presenze risultano utili soprattutto per le aziende che hanno varie sedi staccate o che operano sui cantieri, e dunque non hanno modo di organizzare grosse reti di vigilanza.

Il sistema Winit

Non sono pochi i lavoratori che hanno cercato delle fallace nel sistema, timbrando il cartellino per poi abbandonare il posto di lavoro per ore, ma dal 2014 è stata legalizzata la tecnologia per i controllo a distanza dei dipendenti, limitata all’orario di lavoro e completa delle misure di tutela. I marcatempo portatili Winit usano il GPS per la registrazione delle attività fuori sede dei dipendenti sono un’ottima soluzione a questo problema. Esiste anche la possibilità della timbratura del cartellino a distanza, tramite una App per lo Smartphone.

Volendosi concentrare sui più classici timbracartellini, i prodotti Winit usano la tecnologia RFID (Radio Frequency Identification). Il sistema prevede la propagazione di onde elettro-magnetiche che consentono di leggere le card dei dipendenti identificandole e memorizzandole. Si differenzia dal classico codice a barre perché non è necessario che il codice sia posto davanti al lettore perché il badge venga riconosciuto; anche la lettura è molto più efficiente rispetto ai limiti di nitidezza e luminosità richiesto dal codice, con il quale anche in lieve strato di sporcizia provocava difficoltà di riconoscimento. La tessera RFID carica i dati su un chip incluso nel badge, più resistente all’usura. La lettura operativa è anche meno sensibile a fattori tra cui umidità e temperatura dei locali rispetto ai vecchi codici. Un controllo efficiente consente soprattutto di essere equi nell’elaborazione delle buste paga, dato che le ore retribuite saranno solo quelle effettive.

 


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