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Rubriche : lettere alla gazzetta

"Il disagio giovanile dei nostri tempi: servono le start up comunitarie"

sabato, 9 novembre 2019, 12:11

di felice marra

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa riflessione di Felice Marra, 3Generazioni - L’Unione Generazionale per il Progresso, sul disagio giovanile del nostro tempo.

"Viviamo una forte crisi di disagio giovanile. Un decadimento di valori. Una volta si giocava nelle piazze a pallone, a nascondino, a campanaro. Una volta uscivi e andavi in un luogo senza avvertire nessuno e li in quel luogo trovavi i tuoi amici.

Oggi è un epoca triste dove regna l’individualismo e l’isolazionismo, dove i nostri giovani parlano tra loro attraverso dei videogiochi che narrano di guerre e combattimenti. In epoca triste dove è facile procurarsi le droghe leggere come pillole e canne si insinua la brutta tendenza giovanile che se non ti sballi sei uno sfigato. Questa è la grande piaga da combattere. Invece dell’esempio, del merito da seguire, fa tendenza chi si sballa o di chi compie in azione eclatante ai limiti. Occorre reagire al più presto a questo degrado giovanile e mettere in campo azioni serie e significative di tutela a valorizzazione dei nostri giovani.

Oggi ci si concentra sulla plastic tax o sulla sugar tax in cerca di consenso a chi è più bravo ad abbassare le tasse. Io pagherei con piacere una plastic tax se con quei soldi si finanziassero serie politiche giovanili. Siamo in emergenza. Già in Inghilterra e in Cina nascono i primi centri di riabilitazione psichica di recupero dei nostri giovani dalle dipendenze tecnologiche e tossiche. È incredibile ma oggi servono di nuovo le misure tradizionali del passato. Servono collegi di vita attiva.

Servono comunità di incontro per i nostri giovani. Serve quel patto generazionale che possa unire gli anziani, gli adulti e i giovani. Si parla spesso di start up tecnologiche io penso che oggi sono prioritarie le start up comunitarie, come luoghi di insegnamento di valori, di educazione civica , di laboratori creativi che insegnino ai nostri giovani a pensare e creare. Queste start up comunitarie andrebbero create in ogni comune, in ogni quartiere con educatori e promotori. Non possiamo più aspettare. I nostri giovani sono il motore del nostro progresso".


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