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Quali aspetti vanno considerati per trovare il conto di deposito migliore?

venerdì, 13 dicembre 2019, 11:07

Nel novero degli strumenti di investimento a cui ci si può affidare per far fruttare i risparmi meritano di essere menzionati di sicuro i conti di deposito, che permettono di impiegare una parte del proprio capitale senza rischi e beneficiando di un margine di guadagno più che considerevole. Ma come si fa a trovare il conto di deposito migliore? Per rispondere a questa domanda è necessario tenere conto dei costi di apertura e di gestione, ma anche – più in generale – delle modalità di funzionamento che, comunque, risulta semplice da utilizzare anche per chi non ha alcuna conoscenza in ambito finanziario.

Cos’è un conto di deposito

Indicato a volte anche con il nome di conto di liquidità, un conto di deposito non è altro che un contratto bancario che sotto molti punti di vista può essere paragonato a un conto corrente, eccezion fatta per le limitazioni che contraddistinguono le sue funzionalità. L’obiettivo per cui si sottoscrive un conto di questo tipo è quello di ottenere interessi consistenti sulla somma di denaro che viene investita. L’apertura di un conto deposito presuppone solo la titolarità di un conto corrente classico, che può essere aperto anche in una banca differente. Tale conto rappresenta un conto di appoggio, e consente di eseguire tutte le transazioni necessarie.

Guida alla scelta del conto di deposito migliore

Prima di mettersi in cerca del conto di deposito migliore bisogna considerare che l’operatività di conto di questo prodotto è limitata: le uniche operazioni che si possono eseguire sono quelle di prelievo dal conto di appoggio o di versamento. Ciò vuol dire che non si possono effettuare operazioni differenti, come per esempio i pagamenti tramite bonifico e quelli in assegni, ma anche l’accredito dello stipendio o la domiciliazione delle bollette. Esclusi anche i pagamenti attraverso la carta di credito o il Bancomat. In specifiche circostanze gli istituti di credito possono decidere di garantire condizioni di favore nel caso in cui il capitale depositato venga vincolato.

Cosa sono i conti vincolati

I conti di deposito si distinguono, infatti, in liberi e vincolati. Questi ultimi consentono lo svincolo degli importi che sono stati depositati solo in corrispondenza di una specifica scadenza contrattuale, che può essere a 3 mesi, a 6 mesi, a 1 anno, a 1 anno e 6 mesi o a 5 anni. Le banche, in cambio di questo vincolo, assicurano un tasso di rendimento più elevato, ma non è questo il solo beneficio di cui si può usufruire: c’è da tenere conto, infatti, anche della possibilità di liquidare gli interessi nel momento in cui il conto viene attivato, senza che sia necessario attendere la scadenza.

I conti liberi

Un conto vincolato non impedisce, di solito, di prelevare i soldi prima della scadenza del vincolo: in questo caso, però, è possibile che gli interessi maturati fino a quel momento vengano ridotti o addirittura cancellati. Non si corre questo rischio, invece, con i conti liberi, che si basano su un contratto che non comporta l’obbligo di mantenere i soldi in giacenza fermo.

Meglio un conto libero o un conto vincolato?

Il risparmiatore che si affida a un conto di deposito libero ha la possibilità di prelevare gli importi di denaro di cui ha bisogno quando vuole, non correndo il rischio di dover pagare una penale per questo. Come si può intuire, si tratta di una modalità di investimento che è consigliata in modo particolare per chi non sa quando potrebbe aver bisogno del denaro e non è sicuro di poterne fare a meno per un periodo di tempo stabilito in anticipo. Ovviamente, gli interessi sono più bassi di quelli di un conto vincolato.


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