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Benvenuti a Casamica 25 anni dopo

venerdì, 14 febbraio 2020, 21:37

di aldo grandi

Ci sono storie che cominciano e, poco dopo, svaniscono nel nulla e altre che, sia pure senza sparire, perdono la carica iniziale con la quale erano state concepite fino, piano piano, a cessare ogni segno di vita. E ci sono altre storie, fortunatamente anche se poche, che non finiscono mai. Una di queste è quella di Casamica, l'agenzia immobiliare aperta il 4 maggio 1995 in Chiasso Barletti da Natale Mancini e Paola Granucci. Una coppia solida, nella vita come nel lavoro e viceversa, che ha tracciato un percorso immobiliare che ha attraversato un quarto di secolo e di cui, quest'anno, ricorre l'anniversario delle nozze d'argento. Per questo motivo Natale, che non lascia mai niente al caso né alla improvvisazione, ha deciso di celebrare l'evento, il 4 maggio di questo venti-venti 2020, con una festa ad hoc.

Da allora, quando ancora c'era la lira e non c'era l'euro, quando ancora eravamo nel ventesimo secolo e non nel XXI°, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e anche di gente che si è rivolta a questa agenzia sorta nel cuore di Lucca, in una delle strade forse più strette e, allo stesso tempo, più nascoste e buie. Ma come, spesso, accade, è proprio laddove scarseggia la luce che si trovano quel calore, quella determinazione, quell'accoglienza non facili da scovare. Alla fine e dopo cinque lustri, Natale e Paola sono riusciti a tenere alto il nome di Chiasso Barletti e a renderla più viva che mai. 

Sono partiti insieme e, oggi, hanno messo su una squadra veloce, preparata, grintosa il giusto. Smart dice Nicola Battaglia, 34 anni, uno dei magnifici cinque - insieme ai fondatori, a Caterina Granucci e a Gaia Lucchesi - 'giocatori' che scendono quotidianamente in campo, sempre disponibili h24, per soddisfare le richieste di una clientela sicuramente più attenta e smaliziata di quella di tanti anni fa. Oggi che l'agenzia ha raggiunto, ormai, una sua dimensione riconosciuta e apprezzata, più ancora che il portafoglio immobiliare diventa importante far conoscere le caratteristiche di chi opera a stretto contatto con il fattore umano.

Nicola Battaglia è un giovane geometra cresciuto a S. Angelo in Campo, una frazione sulla via Sarzanese. Fidanzato con Gaia Lucchesi, ha sempre avuto il pallino del settore immobiliare solo che, all'ufficio e alle carte, ha preferito un'attività che gli permettesse di essere a contatto con il pubblico e, allo stesso tempo, uscire all'aria aperta e conoscere case e location sempre diverse. 

"Mi sono formato in un franchising immobiliare in piazzetta dell'Arancio - racconta - e sono arrivato a Casamica, che già conoscevo, perché insieme alla mia ragazza avevamo sviluppato il settore delle vacanze turistiche ossia gli affitti stagionali ai turisti. Tanta la mole di richieste che, da soli, non riuscivamo a gestire perché assorbiti anche dalle vendite degli immobili. Così, un anno fa, con Natale Mancini sapevo essere persona seria e conosciuta, ci siamo messi a parlare e abbiamo deciso di avviare questa collaborazione".

Segno zodiacale leone, forte determinazione e carattere tenace, Nicola ha anche una dote che non guasta mai, in particolare quando hai a che fare con le esigenze delle persone: "Molta pazienza, è vero, perché non è semplice svolgere un'attività che consiste nello stare in mezzo a due persone, uno che vuole vendere e l'altro che vuole comprare e ognuno che tenta di tirare sempre a sé la trattativa. Il nostro ruolo è quello di mediare e cercare la giusta via di mezzo tra venditore e acquirente. Un consulente, in sostanza, che deve cercare di capire subito il tipo di persone con cui ha a che fare e le loro esigenze così da poter fare una selezione immediata".

"Ormai viviamo una dimensione temporale - continua Nicola - nella quale tutte le persone lavorano e il tempo per andare in giro a vedere immobili è sempre meno. Quindi capire al volo le esigenze, fare opera di ricerca molto dettagliata e trovare una soluzione da offrire sono elementi fondamentali di ogni buon intermediario. L'avvento di Internet ha stravolto il mercato. Può essere un ostacolo, ma, a mio avviso, deve essere inteso come una opportunità per diventare ancora più smart, più veloci e più connessi coi clienti. Una volta un immobile in città lo vedevano solo le persone del territorio mentre ora, grazie al web, chiunque e ovunque. Il mio obiettivo è diventare sempre più libero e allo stesso tempo connesso coi clienti".

Un settore, quello immobiliare, in cui, sovente, prevalgono l'approssimazione e l'improvvisazione: "Io mi voglio differenziare da chi svolge in maniera approssimativa questo lavoro e che, magari, nemmeno è registrato. Bisogna informarsi sempre perché è un tipo di professione in cui non si finisce mai di imparare. Ci vuole molta passione, del resto come in tutte le cose. Se ti piace quello che fai lavori meglio. Il mio punto di forza è entrare in empatia con il cliente, cercare di instaurare un rapporto tutt’altro che freddo o distaccato, magari non amichevole, ma complice".

Una vita come questa non ha grandi spazi vuoti da essere riempiti:  "Verissimo. Non c’è un orario, ci sei sempre sul pezzo. Io gioco a tennis amatorialmente nel week-end, con gli amici, ma di più non riesco a fare e, tutto sommato, nemmeno mi interessa. Vedo e visito le case con ammirazione verso chi le possiede, senza alcuna invidia e senza pensare che sarebbe bello poterle avere. Non esiste una frustrazione anche quando si ha a che fare con immobili di grande prestigio, anzi, è bello gustarli con gli occhi e conoscerli dalle parole dirette di chi li possiede e ci ha vissuto".

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