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Dalla vigna alla cantina: Endrizzi esempio di ecosostenibilità

mercoledì, 13 gennaio 2021, 18:51

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di ecosostenibilità anche nell’ambito della produzione vinicola e sono moltissime le realtà che stanno cercando di adattare metodi di coltivazione e di lavorazione a questo principio fondamentale. Il rispetto dell’ambiente è diventato ormai imprescindibile, ma non è sempre facile trasformare un’azienda in quest’ottica. In Trentino, uno dei migliori esempi di ecosostenibilità nel settore vinicolo è costituito da Endrizzi, una cantina ormai storica che ha iniziato a sposare questa filosofia sin dalla metà degli anni ‘90. Quando ancora si parlava poco di rispetto dell’ambiente, la famiglia Endrizzi ha scelto di orientare i propri metodi di coltivazione e di produzione in questa direzione, che si è rivelata vincente.

Come si legge nel sito ufficiale www.endrizzi.it, questa è stata una delle prime cantine del Trentino a potersi definire ecosostenibile. Vediamo nel dettaglio cosa rende questa realtà rispettosa dell’ambiente e del territorio, al punto da poterla definire un esempio.

La vigna ecosostenibile e la lotta biologica

L’ecosostenibilità sposata da Endrizzi si nota sin dai metodi di coltivazione delle viti, che prevedono l’abolizione di insetticidi, diserbanti ed erbicidi. In particolare, l’azienda ha scelto di sfruttare la lotta biologica che consente di proteggere le piante in modo completamente naturale, impiegando delle strategie rispettose dell’ambiente. Per evitare la diffusione di insetti potenzialmente dannosi non vengono utilizzati prodotti chimici, ma alternative ecosostenibili come la tecnica della confusione sessuale. Questa si basa sulla diffusione nell’ambiente di feromoni sessuali femminili, che confondono i maschi e rendono loro più complicato riuscire a procreare. In tal modo la popolazione di specie dannose diminuisce naturalmente e l’ambiente non viene intaccato da insetticidi e sostanze chimiche dannose.

La lotta biologica di Endrizzi prevede anche l’utilizzo degli uccelli: sul territorio sono stati installati dei nidi per accoglierli. Nutrendosi di insetti potenzialmente pericolosi per la vite, gli uccelli contribuiscono a proteggere le coltivazioni sempre in modo naturale ed ecosostenibile.

Il viaggio sostenibile dell’uva verso la cantina

Una volta che l’uva è stata raccolta, affronta un viaggio che possiamo definire ecosostenibile perché la cantina di Endrizzi si trova sotto terra ed il conferimento avviene mediante una rete di tubazioni che sfrutta la sfruttando la forza di gravità. È dunque possibile vinificare attraverso il metodo “a caduta” il che consente di ridurre al minimo l’impiego di pompe all’interno della cantina con un evidente risparmio in termini energetici.

Questo particolare metodo di conferimento consente anche di ottenere un prodotto finale di maggior qualità, in quanto i grappoli sono sottoposti ad uno stress inferiore e rimangono più intatti.

Energia passiva e pannelli solari

La cantina Endrizzi è alimentata perlopiù con energia passiva e con l’utilizzo di fonti rinnovabili. Grazie ai pannelli solari è infatti possibile portare avanti la produzione in nome dell’ecosostenibilità e questo è un altro dettaglio che fa la differenza.

Meno solfiti in tutti i vini Endrizzi

A questa cantina va anche il merito di essere riuscita a ridurre le quantità di solfiti aggiunti ad ogni vino, grazie all’utilizzo di un macchinario particolare in grado di separare l’azoto dall’ossigeno e quindi di prevenire l’ossidazione del mosto.


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