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Vivere in Inghilterra, come funziona il sistema a punti di immigrazione dopo la Brexit

martedì, 14 settembre 2021, 23:34

Andare a vivere in Inghilterra è un’idea che hanno in molti, anche perché è uno dei paesi più famosi del mondo per la cultura esportata e per la lingua. Dopo la Brexit, però, molte cose sono cambiate e lavorare e vivere in UK non è più così semplice. Vediamo allora insieme in questo articolo cosa serve per trasferirsi in Inghilterra, tra il sistema a punti e i visti per i lavoratori.


Come funziona il trasferimento in Inghilterra

Innanzitutto, bisogna sapere che ora per vivere e lavorare in Inghilterra serve avere un buon punteggio. Per essere più precisi, dal mese di maggio è stato introdotto il sistema a punti di immigrazione (Points-based immigration system) e ad oggi sono richiesti almeno 70 punti per un visto, che si possono accumulare tramite diverse modalità. Ad esempio, tra le prime cose da fare prima di arrivare nel territorio britannico, è necessario già avere un’offerta di lavoro che possa portare a uno stipendio uguale o superiore alle 25.600 sterline. Questa condizione permette di accumulare già 20 punti. Inoltre, avere un livello di abilità lavorativo appropriato alla professione che si andrà a fare porta altri 20 punti e parlare un inglese fluente è incisivo per alzare il punteggio, come può esserlo anche dimostrare di possedere un dottorato di ricerca (PhD).

Una volta compreso il proprio punteggio e la propria situazione si possono iniziare a ipotizzare gli step successivi, come potrebbe essere trovare un alloggio, come organizzare il trasloco dei propri beni e, perché no, come trasferire il proprio amico a quattro zampe. Anche in questi casi c’è bisogno di documenti, procedure e consapevolezza di ciò che si sta per affrontare: tutte cose fondamentali prima della partenza. Nel caso degli animali, ad esempio, può essere d’aiuto la guida di BlissPets che spiega come portare i propri cani in Inghilterra. Entrando, però, nel lato più tecnico della questione, è necessario sottolineare che esistono alcuni visti per lavoratori che si possono richiedere dopo aver raggiunto dei punti necessari. In ogni caso, basta sapere qual è quello giusto per il proprio tipo di lavoro e trasferimento.

I visti per i lavoratori

Tra i primi da menzionare c’è il visto Skilled Worker che, tra i requisiti, prevede che si abbia già un’occupazione sicura ottenuta prima della partenza. Perciò, da un po’ di tempo, non è più possibile trasferirsi pensando di cercare un lavoro in loco, viste le nuove condizioni introdotte post Brexit. Tra i visti lavorativi, poi, c’è quello per Salute e Assistenza, che viene rilasciato a chi ha ottenuto un’occupazione sanitaria idonea, dal settore dell’assistenza sociale o dalle organizzazioni della National Health Service. È stato approvato anche il visto Talento Globale che consente alle persone più altamente qualificate di trasferirsi in Inghilterra anche senza un’offerta di lavoro. Questo visto è per i leader nel campo della scienza umana, dell’ingegneria e delle arti, ma anche per chi ha competenze uniche che arricchiscono la società del Regno Unito. In più ci sono altre tipologie di visti, come quelli che vengono rilasciati alle startup o per le occupazioni speciali, come i ministri del culto.




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