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Rubriche : lettere alla gazzetta

“A scuola di ‘no alla violenza’ non solo il 25 novembre”

giovedì, 2 dicembre 2021, 12:32

di paola mazzoni

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento della presidente della commissione provinciale pari opportunità della provincia di Lucca, Paola Mazzoni, con uno scritto di uno studente del Giorgi:

"Sono passati pochi giorni dal 25 novembre e come sempre in occasione degli eventi programmati per la giornata dedicata ci auspichiamo che l’attenzione rivolta nei confronti di questo odioso e terribile fenomeno non termini e che  si prolunghi tutto l’anno.

Con grande piacere rivolgo come Presidente della Commissione provinciale pari opportunità della Provincia di Lucca - personalmente e a nome dell’intera commissione agli insegnanti degli istituti scolastici della nostra città - un plauso e un grazie  per l’attività di formazione e sensibilizzazione che hanno svolto nei propri istituti. Ed è così quindi che in occasione della giornata internazionale della violenza contro le donne emergono elaborati, scritti rappresentazioni e riflessioni sul tema frutto di un’attività svolta l’intero anno. Di impatto e molto significativa anche la scelta di alcuni istituti di invitare i propri studenti a vestirsi di rosso rendendo le classi dei dipinti animati o realizzare dei flash mob.

Desidero portare a conoscenza di tutti questo elaborato redatto da Stefano Fulceri uno studente di 5ª dell’istituto Giorgi redatto in occasione del 25 novembre, a dimostrazione che non dobbiamo mai abbassare lo sguardo davanti alla violenza e agli abusi e credere che se informati e sensibilizzati i nostri giovani sanno dare grande dimostrazione di sentimenti e danno speranza a tutti nel credere che in un futuro prossimo questa barbarie possa finire".

Paola Mazzoni - Presidente della Commissione provinciale pari opportunità della Provincia di Lucca

 

«Siamo qui, noi alunni, in rappresentanza delle scuole non solo per simboleggiare la partecipazione delle istituzioni ad una giornata tanto importante quanto delicata. Ma per ricordare una realtà concreta che va al di là delle mere istituzioni.

Siamo qui per ricordare che l’insegnamento e l’educazione contro la barbarie della violenza e la sua denuncia, parte, in primo luogo, dalla scuola. Sperando e credendo non solo in un futuro migliore ma anche che questo insegnamento vada al di fuori delle scuole fin da ora. È infatti alla letteratura, all’arte e alle sue eroine che vogliamo rifarci per ricordare tutto questo.

“Di sprezzo degno sé stesso rende, chi pur nell’ira la donna offende” fa dire Verdi a Germont nella Traviata. Vogliamo quindi ricordare che attualmente, anche oggi, in molte delle nostre case c’è una Violetta Valery e una Margherita Guatier che vengono abusate verbalmente o massacrate. Ci sono molte donne costrette ad abbassare la testa, di fronte a “quel mostro dagli occhi verdi” (come dice Shakespeare nell’Otello) che è la gelosia, come Desdemona.  Ci sono troppe giovani ragazze che, come Madama Butterfly e Gilda, vengono ingannate e abusate sessualmente da una violenza mascherata da amore.

“Ha più forte sapore la conquista violenta che il mellifluo consenso. Bramo. La cosa bramata perseguo, me ne sazio e via la getto!” dice Scarpia nella Tosca di Puccini. E proprio come Tosca ci sono donne, che incrociamo normalmente nelle strade e che sono apparentemente tranquille, che hanno subito il ricatto e l’abuso perché un uomo potesse ottenere ciò che si dovrebbe chiedere con l’amore e invece viene preso con la violenza.

E ancora donne come Anna Karenina e come Emma Bovary che vengono uccise non solo dalle botte ma anche dal conformismo e dal bigottismo che tutt’ora non fanno sdoganare determinati comportamenti invece considerati leciti per un uomo. E che vengono costrette in un “ruolo” antiquato e patriarcale. Ci sono donne, in giro per il mondo e nel nostro paese, a cui viene calpestato il diritto di poter amare chi vuole come la povera Lucia di Lammermoor.

Tutto questo per dire che, oltre agli amari esempi pratici e reali di queste violenze, che continuiamo a vedere ogni giorno, siamo circondati di moniti e avvertenze anche in quello specchio della società che è l’arte. Sarebbe finalmente l’ora di ascoltare questi avvertimenti e frenare impulsi violenti da una parte e ascoltare chi denuncia dall’altra». Stefano Fulceri.


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