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Amore & Vita | Prodir: dove la storia conta

lunedì, 7 gennaio 2019, 12:31

Nel ciclismo solitamente il primo nome di un team viene dato dallo sponsor principale che porta sulle maglia. 

30 anni fa però, una squadra professionistica decise di inserire un messaggio sulle maglie al posto dello sponsor principale. Un fatto quasi scioccante che, di fatto, non era mai accaduto prima nel mondo dello sport. 

Ma torniamo indietro nel tempo: correva l'anno 1989 ed Ivano Fanini, carismatico quanto passionale patron del team, da cattolico convinto, insieme all' On. Roberto Formigoni (a quell'epoca Vice Presidente del Parlamento Europeo e Presidente onorario della squadra) in occasione della presentazione delle squadre professionistiche inVaticano, decise di inserire sulle maglie della Pepsi - Fanini il messaggio di "No all'Aborto" e su  quella del team Polli – Fanini il messaggio  "Dio ti ama". 

I team, capitanati Pepsi – Fanini e Polli – Fanini da Alessio Di Basco e da Pierino Gavazzi (oggi membri del consiglio di A&V - Prodir), si recarono con questi messaggi sulle maglie al via della Milano - Vignola. Accadde il finimondo.

Le femministe che avevano appreso la notizia di quanto accaduto in Vaticano dai media e sapevano che le squadre sarebbero state presenti al via della classica lombarda con le nuove maglie, raggiunsero piazza Duomo e si scagliarono soprattutto contro la squadra Pepsi – Fanini "No all'Aborto", tentando di fermare con ogni mezzo possibile gli atleti che si accingevano a partire con le nuove maglie recanti gli "scomodi" slogan. Alcuni vennero letteralmente aggrediti, le maglie e le ammiraglie furono imbrattate con vernice spray rossa. Questo particolare avvenimento toccò molto Papa Giovanni Paolo II, oggi Santo, che alcuni mesi più tardi durante un ulteriore incontro in Vaticano (Papa Wojtyla ha incontrato e benedetto personalmente le squadre di Fanini per ben 25 anni consecutivi), diede l'idea di modificare quei messaggi con uno più globale ed universale che conservasse comunque gli stessi principi ed ideali, senza però creare avversità tra coloro che avessero altre credenze ed ideologie. 

Da qui nacque Amore & Vita. 

Un inno di gioia alla vita e simbolo di amore verso i valori principali valori legati ad essa; indubbiamente un gesto di estrema importanza divenuto icona senza precedenti nel mondo del ciclismo (e dello sport). 

Da quel giorno sono passati trent'anni, un tempo lunghissimo nel quale la squadra ha sempre anteposto questo messaggio al nome degli Sponsor. 

Infatti, chi voleva sostenere la società, doveva innanzitutto credere ciecamente in tali valori, ed accettare il fatto di vedere il proprio nome al di sotto del massaggio (e non viceversa). 

Poi, negli anni a venire sono nate altre importantissime iniziative, ideate sempre e comunque per valorizzare al massimo l'amore per la vita e l'uguaglianza dei popoli e delle razze. 

A questo proposito va segnalato che nel 2013 il team aveva in organico un atleta Israliano, Niv Libner ed unoIraniano, Hossein Alizadeh, entrambi campioni nazionali. Un evento unico al mondo, mai accaduto nella storia dello sport, considerato l'odio che purtroppo ancora oggi divide questi due popoli. 

Di momenti da ricordare ce ne sarebbero migliaia, ma ripercorrendo i più significativi va anche ricordata la decisione di imporre nel 1990 l'uso obbligatorio del casco per tutti gli atleti del team (in gara ed in allenamento); una totale innovazione all'epoca che fu criticata da moltissimi (inclusi alcuni atleti del team stesso). Un decennio più tardi, l'uso del casco in gara è diventato obbligatorio per tutto gruppo.

E poi, la campagna di sensibilizzazione per i danni provocati dal fumo in collaborazione alla Lega Italiana contro i Tumori, con lo slogan sulle maglie "grazie per non avermi accesa". Ed anche il messaggio di pace con la speciale maglia "americana" ideato contro il terrorismo (dopo la strage delle Twin Tower dell'11 Settembre). Fino alla battaglia contro il Doping di cui ancora oggi il team è fiero pioniere.

Il 2019 sarà quindi una stagione da ricordare con una maglia speciale che richiama soprattutto i colori istituzionali della società, ovvero il rosa e l'azzurro (i colori celebrativi nella nascita di un bambino o una bambina), scelti nel 1989 appositamente come simbolo della lotta all'Aborto (motivo per il quale il messaggio fu concepito inizialmente).

Velo +, il maglificio fondato dall'ex professionista ed atleta di Fanini, Maurizio Spreafico, sarà anche quest'anno lo sponsor tecnico e quindi produrrà la speciale maglia da corsa che celebra questo importante anniversario.

Inoltre, nel mese di Agosto (in occasione del Giro del Portogallo), ovvero al compimento esatto del 30 anniversario del messaggio, la squadra, in accordo con Giorgio Pagani, fondatore di Prodir e Premec (nostro sponsor principale), con Jorge Baeta di Jorbi e con Maurizio e Franco Schiavon di Selle SMP, correrà - per l'occasione - con un'altro kit molto speciale. Una divisa che verrà prodotta in serie limitata e che avrà lo stesso design della primissima maglia creata recante  il messaggio Amore e Vita.

"Siamo lieti di continuare la nostra partnership con Velo +. A dire il vero, credo che nessuno meglio di Maurizio Spreafico che è stato un nostro atleta proprio in quegli anni, fosse più indicato per produrre questa maglia celebrativa" spiega il team manager Cristian Fanini. 

«Siamo orgogliosi di essere arrivati a questo importante traguardo - prosegue Fanini - 30 anni con lo stesso nome (che altro non è che un inno alla vita) è indubbiamente qualcosa di unico, un vero record nel mondo del ciclismo. Ringrazio mio padre, un uomo di altri tempi ma anche un vero innovatore e precursore, per aver creato quando ero piccolo questa squadra, fondata sui valori principali da seguire nella vita. Valori ed ideali che mi ha tramandato e che tutt'oggi continua a trasmettermi sempre con la stessa passione del primo giorno. Se oggi il nostro è il  team più antico al mondo è soprattutto grazie a lui e alla sua resilienza. Quest'anno taglieremo il traguardo dei 30 anni con il messaggio di Amore e Vita ma sarà anche il 71° anno consecutivo come team ciclistico Fanini, fondato da mio nonno Lorenzo nel 1948, ed il 36° come team professionistico Fanini. Il nostro primo team fu diretto dal mito assoluto Gino Bartali insieme a Piero Pieroni. Anche se le prime apparizioni di mio padre  in campo professionistico risalgono al 1973 con Olimpio Paolinelli che da atleta indipendente correva con Merckx, Gimondi, Fuente ecc. in maglia bianco celeste con la sola scritta Fanini e successivamente nel 1979 come sponsor tecnico del team San Giacomo diretto da Carlino Menicagli e capitanato da Giuseppe Martinelli (considerato oggi il tecnico più vincente al mondo) e Fausto Bertoglio. Insomma,  dati di fatto che oggettivamente nessun altro può vantare in questo sport e di cui sono estremamente fiero».

«Compiremo questo grande passo a braccetto della Federazione Ciclistica Lettone – aggiunge il Team Manager - (con cui siamo affiliati). Insieme al Presidente Igo Japins abbiamo deciso di sviluppare un progetto per far crescere e valorizzare i migliori talenti lettoni in prospettiva delle Olimpiadi di Tokyo 2020.

La Lettonia è una terra di ciclismo ed in passato ha vinto persino un campionato del mondo professionisti con Romans Vainstains. Oggi i talenti lettoni sono parecchi, uno su tutti Toms Skujins (portacolori del team Trek - Segafredo e vincitore nel 2018 di una tappa al Tour of California e della Tre Valli Varesine). Noi cercheremo di lanciare i migliori giovani che si affacciano oggi al grande ciclismo e lo faremo con la massima professionalità e passione, proprio come abbiamo sempre fatto anche in passato con le altre federazioni a cui siamo stati legati e con cui conserviamo bellissimi ricordi ed ottimi rapporti. Dalla federazione Australiana, a quella Inglese, a quella Polacca, ed Americana, fino all'F.C.I. del Presidente ed amico Renato Di Rocco che è stata la nostra prima federazione di appartenenza e con cui con cui continuiamo a collaborare affiliando sin dal 1948 tutte le squadre giovanili (dai giovanissimi fino agli under 23) con centinaia di atleti tesserati ogni anno, veri e propri 'vivai' dove sono 'nati e cresciuti', per poi essere lanciati, campioni del calibro di Michele Bartoli e del velocista più forte di tutti i tempi Mario Cipollini (tanto per citare solo i più importanti). Federazione, quella Italiana, con cui negli anni abbiamo vinto migliaia di corse, inclusi 12 titoli mondiali, campionati nazionali (come quello di Pierino Gavazzi ad Imola), 15 tappe al Giro d'Italia ed altre alla Vuelta Espana, Giro di Svizzera e conquistato la Tirreno Adriatico con un giovanissimo Rolf Sorensen davanti a Moser». 

Il team oggi ha già sotto contratto ben 15 atleti ma ne arriverà anche un sedicesimo.

I confermati sono:

Pierpaolo Ficara (ITA)

Marco Bernardinetti (ITA)

Antonio Zullo (ITA)

Ján Freuler (SUI)

Iltjan Nika (ALB)

Viesturs Luksevics (LAT)

I nuovi invece saranno:

Danilo Celano (ITA)

Andrea Meucci (ITA)

Kaspars Sergis (LAT)

Eriks Garvars (LAT) 

Kristaps Pelcers (LAT)

Deins Kanepejs (LAT)

Kristers Ansons (LAT)

Maxence Moncassin (FRA)

Federico Vivas (ARG)


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