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Il successo di Riccardo Marchesini nel Montalbano non è passato inosservato nemmeno a Ivano Fanini

martedì, 16 luglio 2019, 11:57

di Valter Nieri

Il primo successo da dilettante dell'aretino Riccardo Marchesini di domenica nel 64.o Giro del Montalbano riecheggia ancora negli ambienti ciclistici. A 25 anni, dopo cinque stagioni da dilettante, è finalmente andato a segno, dopo anni mitigati da tanta amarezza ed una rabbia nascosta che aveva segnato la sua pelle, ma anche la sua mente.

Una rabbia per quella vittoria che sentiva alla sua portata, ma che non arrivava mai. Stava dentro di sé vivendo un sopruso, una ingiustizia per quella sfortuna che lo attanagliava e da qui il senso di insoddisfazione pur sapendo di avere dato tutto, nonostante la consapevolezza di poter giocare le sue carte contro chiunque.

A Bacchereto dopo aver messo in fila due grandi élite come Corradini e Fiorelli ha dato una svolta alla sua stagione. "Sono dilettante da cinque stagioni - dice l'atleta di Castiglione Fiorentino - ma non avevo mai potuto esprimermi come volevo. Un virus fastidioso mi ha bloccato nel 2015 non potendo quasi mai correre. Nel 2016 mi sono infortunato al ginocchio e sono stato un mese fermo nel pieno della stagione. Una volta ristabilito ho dovuto ricominciare la preparazione da zero. Anche nel 2017 e l'anno scorso ho avuto problemi fisici. Finalmente quest'anno sto bene ed anche i risultati si vedono. A Montalbano non ho vinto una corsa qualunque. Ho superato due grandi come Corradini e Fiorelli, che sono fra i più forti dilettanti nazionali."

Se lo aspettava di vincere dopo che si era trovato in fuga nel finale con loro due ed aver fino a quel momento dominato la corsa?

"No.Non me lo aspettavo. Quando me li sono trovati a fianco pensavo all'ennesimo piazzamento. Ma a farmi vincere è stato l'arrivo in salita di Bacchereto. Per sviluppare la mia forza, essendo un passista scalatore, ho bisogno di salite ripide ed allora emergono le mie qualità e mi ritrovo uno slancio di generosità improvvisa".

Sono tre mesi che Marchesini gravita nelle prime posizioni. L'11 maggio giunse quarto a Castiglione Fiorentino, proprio sulle strade di casa, ma ebbe la gioia di conquistare la maglia di campione toscano Elite ed anche in quella occasione dette un dispiacere a Filippo Fiorelli superandolo di una posizione. Il 16 giugno arrivò quarto nel 2.o Trofeo Città di Rieti. Quindi per Marchesini due secondi posti: il 19 maggio a Montelupo Fiorentino nel 6.o Trofeo Montelupo Città della Ceramica ed il 6 luglio a Malmantile Lastra a Signa nel 10.o Trofeo di Malmantile.

Il successo di domenica in una classica di grandi tradizioni che tanto per fare alcuni nomi se la sono aggiudicata in passato il professionista altopascese Walter Riccomi nel '68, Francesco Casagrande nel '92, Falzarano nel '98, Riccardo Riccò nel 2002 ed anche l'ucraino Javeslav Popovych che si impose nel 2001.

Marchesini corre per la Tripetetolo di Lastra a Signa presieduta da Bruno Bartali e ha come team manager Daniele Masiani e D.S. il lucchese Massimiliano Dinucci. Avendo acquisito il punteggio ha disputato il campionato italiano con i professionisti di Compiano vinto da Daniele Formolo, ritirandosi dopo 190 chilometri.

LA PROSPETTIVA AMORE & VITA PRODIR

Per Marchesini si apre ora una ottima opportunità, quella di passare la prossima stagione professionista con Amore & Vita Prodir. Dice in merito patron Ivano Fanini: "Marchesini è il dilettante che io e mio figlio Cristian stiamo seguendo più da vicino. Alla fine della scorsa stagione ci vennero a trovare in sede lui con suo zio Romano (mio ex corridore quando negli anni '80 indossava la maglia da dilettante di Fanini Berti Arredamenti), suo padre Maurizio (consigliere regionale della F.C.I.) ed il Team Manager Daniele Masiani. Dopo questo contatto ho risposto loro che il ragazzo gode della nostra fiducia e ha una prelazione però per poterlo far passare ad Amore & Vita Prodir doveva vincere qualche corsa. Domenica a Bacchereto è stato bravo, ora però deve continuare a vincere. Ha la possibilità di imporsi in altre gare e gli garantisco in caso di vittoria nella Firenze-Viareggio, in programma a Ferragosto, che lo faccio passare. Abbiamo avuto lo scorso anno come stagista Michele Corradini e in tanti ci segnalano le grandi performance di Filippo Fiorelli, ma diamo a Marchesini la nostra preferenza. Per me è indelebile il ricordo di suo zio, quando tutte le mie squadre furono ricevute per la presentazione in Vaticano dal Santo Padre ed i miei ex corridori cerco sempre di accontentarli. Poi mia madre Livia, a quei tempi, li considerava tutti suoi figli. Non usava andare al ristorante come oggi. Lei quando cucinava per noi lo faceva anche per tutti i nostri corridori, perché le nostre squadre sono come una famiglia allargata".

A tale prospettiva il campione toscano Elite non sta nella pelle: "Sarei onorato ed avrei sicuramente un futuro, riuscire a passare in una squadra come quella di Fanini che rappresenta la storia del ciclismo. Sarebbe per me gratificante ritrovare non come avversario ma come compagno di squadra un grande corridore come Pierpaolo Ficara".

I prossimi appuntamenti?

"Domenica sarò alla partenza dell'8.o Trofeo Chianti Sensi a Mastromarco nella frazione di Lamporecchio, il 27 luglio a Lippiano di Perugia nel Trofeo Tosco Umbro e poi farò una preparazione mirata per la Firenze Viareggio dove spero di conquistare la definitiva fiducia di Ivano Fanini".


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