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Scritto da aldo grandi
A.S Lucchese
09 Agosto 2022

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La nuova addetta stampa della Lucchese Calcio 1905 è un volto conosciuto per noi, ma anche qualcosa di più. Alessia Lombardi - giornalista pubblicista dal 2004, laureata in Media e Giornalismo all’Università di Firenze nel 2006, figlia di Giuliano Lombardi storico presidente del Centro Coordinamento Lucchese Clubs e consigliere nazionale FISSC (federazione nazionale sostenitori squadre calcio), compagna (quasi moglie visto che a breve si sarebbero sposati) Claudio Di Bert, presidente del Club Fedelissimi Paolo Galli entrambi scomparsi prematuramente qualche anno fa - ha preso il posto di Giacomo Bernardi, entrato a far parte dello staff del sindaco Mario Pardini.

Conosciamo Alessia da una vita - e che vita - da quando, cioè, la morte, anch'essa prematura, avvenuta nel 2003 di Alessandro Del Bianco collega al quotidiano La Nazione e inviato per la Lucchese sui campi di mezza Italia, ci costrinse, a tutti gli effetti, almeno, all'inizio, a prenderne malvolentieri il posto. Fu Remo Santini che, all'epoca, era caposervizio, a telefonarci chiedendoci di recarci a seguire la Lucchese per la sfida play-off in quel di Lumezzane. Non gli rispondemmo obbedisco, anzi, molto peggio e l'opposto, ma, alla fine e dopo esserci calmati, accettammo l'incarico.

Eravamo, di calcio rossonero, digiuni da sempre o quasi e salvo qualche capatina al Porta Elisa in occasioni speciali, ma non disdegnavamo le sfide. Ci prese in consegna, sin da quella prima trasferta e negli anni a venire, Emiliano Pellegrini, collaboratore del quotidiano fiorentino nonché, con Luciano Nottoli e Alessandro Tosi, amico fraterno di Alessandro Del Bianco con il quale partivano per le scorribande lungo lo Stivale a seguire le imprese della Lucchese.

Pellegrini, che oltre a scrivere per La Nazione faceva la radiocronaca per Radio 2000, era solito prendere a noleggio un'auto di grossa cilindrata sulla quale salivano, oltre a lui, in tre: Giuliano Lombardi, Claudio Di Bert e, appunto, la figlia Alessia, giovanissima e anche un po' rompipalle. Ad essi, venne aggiunto il sottoscritto, accolto con simpatia per via dei suoi trascorsi romani, ma anche con giusta commiserazione visto che, di Lucchese, capiva una beata fava o quasi.

Iniziò così un lungo peregrinare attraverso gli stadi di tutta Italia, in particolare del nord, al seguito di questa pattuglia di innamorati dei colori rossoneri che non si perdevano una trasferta tantomeno una gara casalinga. Giuliano Lombardi aveva un vocione così forte che quando urlava allo stadio finiva, inevitabilmente, per litigare con qualche tifoso avversario e nonostante avesse qualche problema di salute e una stazza non proprio mingherlina, non esitava a gettarsi nella, metaforica, rissa verbale successiva.

All'opposto Claudio Di Bert, dipendente bancario, severo, riservato, eppure grande tifoso rossonero. Lui, Giuliano e questa ragazzina, Alessia, erano un trio indivisibile che andava dappertutto. Solo diversi anni dopo ci accorgemmo, a Pistoia durante una pausa della partita che la squadra di Braglia vinse alla grande contro gli arancioni, che tra Alessia e Claudio c'era del tenero, una bella storia d'amore, un legame affettivo che solo la morte, bastarda e all'improvviso, ha interrotto.

Alessia Lombardi, all'epoca, scriveva per il Tirreno, ma non di Lucchese o, almeno, non principalmente di quello. Il papà l'avrebbe vista volentieri alla Nazione e quando questa ipotesi si materializzò, fu l'uomo più felice del mondo. Burbero, ma generoso, spaccone, ma sensibile e dal cuore tenero, Giuliano Lombardi era solito prendersela con noi accusandoci di essere un romanaccio, razza per la quale, a essere onesti, non nutriva un apprezzamento particolare.

Qualche volta anche Alessio Grandi venne con noi e fu proprio Giuliano Lombardi che aveva avuto i due figli, Alessia e il fratello Walter, arbitri, ad avviarlo alla stessa attività sportiva finita, purtroppo, nell'agosto 2010 proprio quando, a settembre, era stato convocato a Chianciano Terme per il raduno delle giacchette nere in vista dei campionati di Promozione e, ma potremmo ricordare male, di Eccellenza.

La morte, compagna inseparabile e, per fortuna, per la maggior parte del tempo lontana, di ciascuno di noi, ci colpì duramente e, dieci anni dopo o giù di lì, altrettanto ha fatto con Alessia, portandole via in poco tempo tutto quello che aveva di più caro: prima il padre, quindi il compagno Claudio e, infine, la mamma.

Oggi ci hanno comunicato ufficialmente che è divenuta la nuova addetta stampa rossonera, di una società dove conosciamo a menadito Daniele Deoma e, subito dopo, Bruno Russo e Mario Santoro. Ce lo ha comunicato subito, con gioia e, ne siamo convinti, per lei questa è la conclusione ideale di un percorso cominciato tanti anni fa quando, per collaborare al giornale, si occupava della Terza Categoria e di raccogliere e compilare tutti i tabellini dei vari girono: un lavoro pazzesco e devastante, che faceva, però, con passione. La passione per il calcio.

Tifosa viola come il padre, come la mamma, come noi e come il nome, Viola, che la famiglia Lombardi appioppò al bassotto femmina che aveva in casa ad Antraccoli prima di trasferirsi all'Arancio.

Saremo, come sempre, sinceri: all'inizio non avevamo grande simpatia per questa ragazzina che non perdeva occasione per sputare le sue sentenze. Poi, però, abbiamo cominciato a conoscere la donna, capace di grandi slanci di generosità e affetto verso i suoi genitori e non solo. Se la vita toglie più spesso di quanto dia, almeno ad alcuni, qualche volta si ricorda, sia pure in miniatura e senza confronto, di restituire briciole di entusiasmo e di resurrezione. Ecco, senza alcuna esagerazione, ci viene da pensare che questa scelta sia stata, per lei, un segno e un sogno del destino, ammesso e non concesso che anche il destino, sempre così implacabile e asettico, sia in grado di sognare.

Ad Alessia auguriamo il meglio e le facciamo complimenti e congratulazioni unendo anche uno strepitoso-straordinario abbraccio che non servirà a granché, ma che è testimonianza di un'amicizia sincera costruita nel tempo.

Buon lavoro Alessia!

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