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Scritto da valter nieri
Amore e Vita
21 Settembre 2023

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Oggi La Gazzetta di Lucca vuole mettere a fuoco uno fra i più grandi Diesse italiani, l'abruzzese Antonio Bevilacqua, trapiantato da tanti anni a Bergamo dopo aver fondato la società ciclistica Colpack assieme allo storico presidente Giuseppe Colleoni. Grande appassionato di ciclismo fin da bambino, dopo i suoi processi di crescita da atleta ad allenatore è oggi diventato a 66 anni una icona nel lanciare giovani ciclisti. È un esempio di efficacia nell'educare i ragazzi, tanto che i suoi insegnamenti sono diventati un'arte che ha consentito quel salto di qualità ed il raggiungimento dei massimi traguardi per gli stessi. Fin da bambino, nella fatica ha sempre trovato le sollecitazioni e nelle vittorie, sconfitte e duri allenamenti, ha imparato ad ascoltare e raggiungere forti emozioni.

"Da ragazzo mi guardai allo specchio - dice l'esperto del ciclismo giovanile - e mi domandai: vuoi continuare a studiare sui banchi di scuola o andare in bicicletta? Dopo un po' di esitazione mi risposi: preferisco la bicicletta e così mi concentrai nel ciclismo nei vari stadi di sviluppo però con una riserva, quella che mi avrebbe dovuto consentire di diventare la mia professione e così è stato riuscendo anche a superare le difficoltà perché non sempre può filare tutto liscio in un lungo percorso come quello che ho intrapreso dove continuo tutt'ora ad avere sollecitazioni e motivazioni per portare al successo i giovani talenti".

I SUOI 9 ANNI DI PROFESSIONISMO E LE ESPERIENZE MATURATE CON IVANO FANINI

Bevilacqua arrivò al professionismo nel 1981 all'età di 24 anni e l'avvio fu positivo dal momento che con la Honved-Bottecchia vinse le cronosquadre al Giro d'Italia. Poi però si dedicò nel resto della carriera a fare il gregario trovando sensazioni positive al successo di squadra perchè non tutti si può avere i numeri per diventare campioni. Nel 1984 arrivò per lui la Malvor-Bottecchia poi la Supermercati Brianzoli dove per un triennio si mise a disposizione di Francesco Moser: per lui era un vanto essere utile ad uno fra i più grandi campioni di sempre. Nell'88 passò alla Pepsi-Fanini, convinto da quello stratega del ciclismo che è sempre stato patron Ivano Fanini. Gli piacquero di lui la progettazione, la preparazione ed il modo con il quale motivava i suoi corridori.

Ma cosa ricorda di quei particolari momenti con la Pepsi Fanini l'attuale dirigente numero uno della Colpack?

"La capacità di trascinare al successo i suoi atleti, al di là della bravura o meno dei suoi tecnici. Anche nel 1988 quando indossavo i suoi colori, portava atleti, dirigenti e sponsor dal Papa in Vaticano. Presentava in quella occasione la squadra in vista della stagione agonistica. Ivano era un vulcano in continua eruzione. Poi mi ricordo quanto riusciva a far sentire importanti corridori come Gaggioli e Di Basco, che hanno ottenuto con lui i successi più importanti in carriera arrivando a vincere tappe al Giro d'Italia. In quella stagione lo stesso Gibi Baronchelli fu mio compagno di squadra e decise di chiudere con Fanini la sua prestigiosa carriera."

Anche Eddy Merckx, un cattolico fervente, si unì al gruppo di Amore e Vita-Fanini nel 2000 e fu compiaciuto di conoscere il Santo Padre Wojtyla ringraziando dell'opportunità concessa.

Bevilacqua aveva fatto tesoro della sua esperienza e già pensava di fare il direttore sportivo. Sviluppò a livello juniores e poi fra i dilettanti la Gatorade, portando al successo tanti corridori. Quelle vittorie che gli mancavano nel suo curriculum da professionista le fece sue insegnando ciclismo ai giovani.

"Fra i momenti più belli della mia carriera ricordo quando nel Team Polti da dilettante portai al successo nel campionato europeo Mirko Celestino, successivamente passato professionista e vincitore nel 1999 del Giro di Lombardia davanti a Danilo Di Luca, della Coppa Placci e della classica di Amburgo. Ero nello staff tecnico della Polti assieme a Gianluigi Stanga e Vittorio Algeri, quando vincemmo il Giro d'Italia professionisti con Ivan Gotti. Verso la fine degli anni 90 fondai assieme all'appassionato presidente Giuseppe Colleoni il team Colpack, main sponsor della stessa squadra. Ero a capo dello staff tecnico. Dopo un biennio fra i dilettanti la portammo nel professionismo (2000-2002) e fra i successi più importanti ricordo la vittoria nella 12.a tappa al Giro d'Italia da Campobasso a Chieti con Denis Lunghi. Con l'avvento dell'Uci Pro Tour nel 2004 ci fu una trasformazione del ciclismo professionistico ed i costi erano troppo ingenti per continuare. Da qui la decisione di tornare fra i dilettanti, andando di nuovo alla scoperta di giovani leve e per un certo periodo controllavo la Colpack e gestivo l'U.C. Bergamasca, altra storica società ciclistica lombarda "

La Colpack è oggi il raggiungimento di un sogno da parte dei ciclisti di talento: un marchio di fabbrica, una squadra fra le più longeve e vittoriose d'Italia, che non ha mai cambiato nome e che anche attualmente è fra le più vittoriose disponendo di soli atleti Under 23. Grazie all'esperienza di Antonio Bevilacqua vanta un curriculum fra i più importanti , una ricca bacheca di trofei ai quali sono legati nomi importanti come Filippo Ganna.

"Fra i tanti ciclisti che ho allenato c'è anche Filippo Ganna, che nel 2016 per la prima volta si aggiudicò il campionato del mondo su pista a Londra nell'inseguimento, quando ebbe la meglio in finale, dopo aver stabilito il nuovo record italiano, del tedesco Domenic Weinstein. Il 2016 è stato il mio anno magico. Con il Team Colpack vincemmo anche due titoli italiani: le prove in linea Under 23 ed Elite rispettivamente con Simone Consonni e Davide Orrico, organizzate dalla nostra società ciclistica a Comonte di Seriate.  Una doppietta fantastica nei complessivi 60 successi stagionali. "

FANINI E LA SUA BACCHETTA MAGICA

Quando si parla di Filippo Ganna vengono in mente delle analogie con Ivano Fanini. In che senso? Si, perché il campione del mondo verbanese in età giovanile ha avuto come allenatori Florido Barale, Marco Della Vedova e Antonio Bevilacqua, tutti ex corridori del Team Fanini, l'unico al mondo che vanta 37 anni consecutivi di professionismo con lo stesso nome. Un fenomeno più unico che raro. Anche il n. 1 della Colpack, pur non riuscendo a vincere in quella stagione 1988, ha tratto insegnamenti su come preparare giovani ciclisti poi trasmessi a sua volta agli autori di imprese memorabili. La sua calma e le sue buone capacità comunicative hanno fatto scuola ma Bevilacqua è anche uno che si assume responsabilità nei suoi eventuali errori ma in grado di miscelare qualità tecniche, educative e comunicative. La sua personalità equilibrata ha avuto il sopravvento in una carriera piena di soddisfazioni e spesso ripensa alla scelta fatta quando da ragazzo abbandonò gli studi scolastici per dedicarsi interamente al ciclismo riuscendo a trarne con soddisfazione un'attività lavorativa.

UN PALMARES INVIDIABILE

In carriera da direttore sportivo Bevilacqua vanta un palmares invidiabile. Fra i tanti ha portato 5 volte al successo un suo atleta nei campionati del mondo, fra i quali Franco Marvulli nell'Omnium su pista nel 2003, Ganna nell'inseguimento nel 2006 e Filippo Baroncini, vincitore della gara in linea Under 23 a Lovanio due anni fa. Vanta inoltre sei titoli europei (due su strada e 4 in pista), l'ultimo nel 2018 con Francesco Lamon. Inoltre una medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo nel 2013 con Nicola Ruffoni, 27 titoli italiani (4 su strada, 5 a cronometro, 4 nelle cronosquadre e 14 su pista) 5 titoli nazionali stranieri, 18 titoli regionali lombardi e 48 titoli provinciali bergamaschi.

L'ATTUALE COLPACK BALLAN CSB

Anche nella stagione in corso che sta per concludersi, la Colpack Ballan risulta assieme alla Zalf Euromobil fra le squadre più vittoriose. Lo staff tecnico è composto dai D.S. Gianluca Valoti (ex ciclista professionista), Flavio Miozzo, Giuseppe Di Leo e Rossella Di Leo con Antonio Bevilacqua a capo dell'area tecnica. Una ventina le vittorie fra le quali spiccano il Gran Premio Della Liberazione vinto da Romele Alessandro, la Firenze-Empoli vinta dall'aretino Francesco Della Lunga,  la 99.a edizione della Coppa San Geo vinta da Davide Persico, il G.P. Internazionale Capodarco poco più di un mese fa con Matteo Ambrosini e la 76.a Coppa Caduti Nervianesi con Samuel Quaranta, figlio dell'ex velocista Ivan che conquistò importanti vittorie in maglia Fanini. Quattro vittorie a testa per Davide Persico e Alessandro Romele, ma fra i protagonisti stagionali vi sono anche Francesco Della Lunga, Luca Cretti, 2 vittorie, Sergio Meris e Samuel Quaranta una vittoria.

I NOMI NUOVI PER LA PROSSIMA STAGIONE

La Colpack Ballan è al lavoro per rinforzare la rosa e lanciare altri giovani nel futuro del professionismo. Qualche colpo è già stato messo a segno come quello del lucchese Edoardo Cipollini, figlio del compianto Cesare e nipote di Re Leone Mario. Gli altri innesti, di un elenco che potrebbe però ulteriormente allungarsi sono quelli del mantovano Angelo Monister, il caratese Leonardo Vesco ed il campione del mondo juniores nell'inseguimento a squadre, il brianzolo Matteo Fiorin. Altri giovani da lanciare, seguiti con attenzione dal manager bergamasco.

"Ad Almé, nella sede della Colpack-conclude il Diesse-è stata una bella emozione e una grande soddisfazione, quando mi vidi apparire l'amico Cesare Cipollini, una persona stupenda, assieme a suo figlio Edoardo. Mi chiese se potevo far crescere suo figlio ciclisticamente nella mia squadra ed io l'ho accolto a braccia aperte. Nella prossima stagione cercherò di ricambiare la sua fiducia perchè crediamo molto in Edoardo, un ragazzo umile che antepone a sé stesso il valore sportivo, degli avversari e della disciplina. In più ha grandi qualità e faremo di tutto per metterlo a suo agio nel salto di categoria come ho detto anche all'amico Ivano Fanini".

E Bevilacqua continua con la stessa passione di quando era bambino ad occuparsi della bicicletta, ma in questa sua fase della vita da dirigente esperto coordinando e ottimizzando la Colpack Ballan Csb.

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