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Scritto da Valter Nieri
Amore e Vita
24 Gennaio 2023

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Nel 1987, il 31 agosto, accadde un fatto unico nella storia del ciclismo mondiale. Si correva la seconda prova della 2 Giorni di Conegliano valevole anche come Premio Sanson. Era l'ultima indicativa per il c.t. Alfredo Martini nel diramare le convocazioni azzurre per i mondiali di Villach in Austria che poi il 7 settembre si aggiudicò l'irlandese Stephen Roche davanti a Moreno Argentin.

Il Team Fanini, che vanta diversi record a livello mondiale, correva con due squadre: la Pepsi-Fanini e la Remac-Fanini, entrambe di proprietà dell'estroso patron lucchese Ivano Fanini. Jorgen Marcussen fece l'impresa di aggiudicarsi la gara che vide non soltanto tutto il podio faninista, ma addirittura le prime quattro posizioni.

Marcussen vinse per la Pepsi Fanini. Dopo 5 secondi giunse il gruppo regolato in volata da Roberto Gaggioli (Pepsi-Fanini); terzo Pierino Gavazzi (Remac Fanini), quarto Rolf Sorensen (Remac Fanini), quinto l'austriaco Paul Popp.

Un fatto unico al mondo occupare le prime quattro posizioni in una pre-mondiale da parte di due squadre entrambe di proprietà della stessa persona. Lucca in quegli anni era divisa a metà perchè rappresentata da due squadre appartenenti alla stessa famiglia con sede nella piccola frazione capannorese di Segromigno in Piano e presiedute entrambe da Ivano Fanini, un dirigente professionistico che ha fatto storia con i suoi 37 anni di ininterrotta attività.

Le due squadre hanno scritto pagine di ciclismo italiano ed internazionale ed alcune corse sono rimaste nella memoria di tutti i tifosi. Nella pre-mondiale di Conegliano fra i battuti c'erano tutti coloro che una settimana dopo avrebbero corso il mondiale di Villach fra i quali il velocista principe del momento, il bresciano Guido Bontempi, soltanto settimo sul traguardo al termine di km. 183,500 che videro trionfare Marcussen nel tempo di 4h29'06". Ottavo giunse Davide Cassani, professionista dall'82 al 96 ed ex c.t. azzurro dal 2014 al 2021 prima dell'avvento di Daniele Bennati. Per renderci conto della grande impresa delle squadre Fanini di quel giorno basta ricordare i nomi di tutti i convocati dal c.t. Martini: Moreno Argentin, Gianni Bugno, Giuseppe Saronni, Francesco Moser, Maurizio Fondriest, Emanuele Bombini, Guido Bontempi, Massimo Ghirotto, Bruno Leali, Luciano Loro, Roberto Pagnin e Renato Piccolo. Martini dopo quella corsa comunicò anche i nomi delle due riserve che furono il compianto Franco Ballerini e Marco Giovannetti. Il mondiale austriaco di Villach fu vinto dall'irlandese Stephen Roche nella sua stagione migliore dopo aver trionfato nel Giro d'Italia e al Tour de France in maglia Carrera Jeans. In quel Giro la stessa Remac-Fanini si aggiudicò la 14.a tappa da San Marino a Lido di Jesolo con il suo velocista romano Paolo Cimini. Un mondiale sfumato per poco allo stesso Fanini con un suo atleta, Rolf Sorensen, promotore ed animatore di una fuga a cinque nei chilometri conclusivi, ricucita dal gruppo a soli 500 metri dal traguardo. Sorensen si dovette accontentare dell'8.o posto. Nel lotto dei partecipanti anche l'altro danese Jorgen Marcussen.

LUCCA E FANINI, UNA STORIA INFARCITA DI TITOLI MONDIALI E NAZIONALI

Fanini e il ciclismo. Una storia ultratrentennale infarcita di titoli mondiali e nazionali che parte dal 1984, quando Fanini porta per la prima volta il ciclismo professionistico a Lucca, che conduce nel tempo fino ai vertici assoluti mondiali su pista, in diverse classiche nazionali ed in 15 tappe del Giro d'Italia con il rammarico di non aver potuto per qualche stagione partecipare alla corsa rosa con due squadre per un regolamento indetto dall'allora direttore unico Vincenzo Torriani. Successi senza precedenti nello sport lucchese.

Con Fanini si assisteva in quegli anni ad una elaborazione di strategie e piani per sopraffarsi con una squadra (Pepsi) contro l'altra (Remac), definendo un percorso ed una linea da seguire ma con occhio incline sempre alla consorella, calmando tensioni degli atleti nei momenti salienti della gara ma non la rivalità che comunque c'era e si manifestava negli ordini di arrivo come in quel 31 agosto del 1987 rimasto nella storia del ciclismo per la gioia della stessa famiglia Fanini.

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