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Scritto da Redazione
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26 Novembre 2022

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Lunga vita a Bohème, Tosca, Madama Butterfly, Fanciulla del West e Turandot: i cinque grandi lecci di Villa Bottini: è questo il titolo della petizione online, pubblicata su Change.org, che ha come obiettivo la salvaguardia dei cinque lecci situati proprio nel giardino dello storico edificio lucchese.

L’abbattimento dei cinque alberi aleggia ormai nell’aria da tempo, così come le voci di dissenso, innalzatesi quasi subito alla notizia della possibile rimozione degli arbusti, parte integrante di tutto il complesso della villa.

In prima fila in questa battaglia ci sono i membri di Europa Verde-Verdi Lucca, certi che l’appello internet sappia raccogliere il consenso di molti lucchesi, e non solo, interessati a difendere un vero e proprio patrimonio cittadino.

“Come Europa Verde - Verdi Lucca, lanciamo la seguente petizione, destinata sia allə cittadinə del Comune di Lucca, sia (disponibile online al link: https://chng.it/SNKs4CQ5) a chiunque abbia a cuore il Parco di Villa Bottini e i parchi urbani in generale, in cui il verde pubblico gioca un ruolo fondamentale ed è purtroppo sempre più sotto attacco a causa di schemi mentali vetusti e antropocentrici, nonché di forti interessi economici”.

La petizione, rivolta direttamente al sindaco Mario Pardini, all'assessore ai lavori pubblici Nicola Buchignani e alla soprintendente di Lucca e Massa Carrara Angela Acordon, spiega nel dettaglio i molti motivi per cui il taglio delle piante sarebbe deleterio: si va dalla questione ambientale (gli alberi permetterebbero infatti alla zona circostante di mantenere una temperatura mite anche d’estate), fino al valore storico che i lecci ricoprono: sarebbe un vero e proprio peccato veder sradicato un percorso naturale durato più di ottant’anni e ancora in corso, specialmente per via di un muro che forse, secondo Europa Verde, sarebbe possibile ristrutturare senza intaccare l’integrità delle piante”:

“Noi sottoscritti abitanti del comune di Lucca – si legge nella petizione – chiediamo che i cinque grandi lecci di Villa Bottini, ribattezzati dagli attivisti di Europa Verde-Verdi Lucca come le opere pucciniane Bohème, Tosca, Madama Butterfly, Fanciulla del West e Turandot, siano considerati parte integrante ed insostituibile del parco di Villa Bottini, e siano salvaguardati nell'ambito del progetto di riqualificazione del Parco stesso. È noto, infatti, che il muro di cinta adiacente ai cinque grandi lecci (accanto all'ingresso del parco in via Santa Chiara) sia pericolante a causa del tempo e della sua vicinanza con i lecci stessi. Esso è attualmente stabilizzato con tiranti e puntelli, una soluzione provvisoria che si vorrebbe risolvere con l'abbattimento dei lecci e con il raddrizzamento del muro. Purtroppo, questa scelta è totalmente contraria all'interesse della collettività lucchese: i cinque grandi lecci sono alberi che sono cresciuti spontaneamente in loco circa 80 anni fa, si sono perfettamente adattati all'ambiente circostante e forniscono una vasta gamma di servizi ecosistemici certificati da studi universitari, come la mitigazione del microclima in via Santa Chiara, dall'altro lato della quale sono site una casa di riposo e una scuola. I cinque lecci si contraddistinguono anche per una notevole resistenza alle sempre più avverse condizioni climatiche, che purtroppo affliggono sempre maggiori porzioni del restante verde urbano lucchese, che versa in una condizione non certo rosea. Scegliere di tagliarli per salvare del muro denota una notevole chiusura mentale, equivale a scegliere di ancorarsi a schemi vecchi e antropocentrici, che sono gli stessi alla base della crisi climatica e sociale che stiamo vivendo. Noi firmatari chiediamo invece che vengano valutate, con progetti seri e circostanziati, nell'ambito dei quali possano collaborare molteplici figure professionali (come biologi e agronomi forestali, che restano spesso esclusi), soluzioni che siano in grado di salvare sia i lecci che il muro. Queste soluzioni esistono, si è parlato ad esempio della tecnica "cuci e scuci", che consentirebbe di disconnettere il tratto di muro interessato e riconnetterlo all'esistente spostando la base di 30 cm: in questo modo, oltre a dare più spazio agli alberi, si ancorerebbe il muro a più solide fondamenta rispetto a quelle attuali, ottenendo, di fatto non solo la salvaguardia degli alberi, ma anche una maggiore sicurezza per i cittadini e i fruitori del Parco. È per questo che, con spirito propositivo e insieme a molte figure professionali come architetti, biologi, forestali, storici dell'arte e artisti che hanno espresso e argomentato pubblicamente il loro sostegno alla salvaguardia dei lecci, anche noi firmatari chiediamo agli enti preposti una rivalutazione generale della questione, basandosi su schemi più ecologisti e al passo coi tempi!”.

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