Anno XI 
Sabato 30 Agosto 2025

Scritto da francesco pellati
Politica
29 Agosto 2025

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Caro direttore,
nel bene augurare alla nuova testata che, come la vecchia, garantirà ospitalità a qualunque voce, anche la più dissonante, segnalo che il 18 agosto scorso è stato firmato il Patto fra Pd e M5S 

“Progetti e obiettivi per un accordo di coalizione”

Si tratta di 23 punti che costituiscono il programma di governo regionale che la sinistra/centro toscana propone agli elettori. 
Il suo contenuto non ha, finora, suscitato commenti da parte dei mezzi di informazione, dei partiti, dei corpi intermedi o dei soggetti economici e solidaristici coinvolti nel programma. 
Il centrodestra, come al solito, ci ha messo mesi per scegliere l’unico candidato presidente possibile, il sindaco F.d.I. di Pistoia Tommasi: come i polli di Renzo nei Promessi Sposi i partitoni e i partitini dell’area “moderata” si beccano a vicenda senza preoccuparsi che entro una sessantina di giorni finiranno in pentola o arrosto. Così va da sempre il centrodestra toscano. 
Il neo movimento Patto Per il Nord Toscana ha esaminato il poderoso “progetto” PD/M5S e a mio mezzo lo commenta a grandi linee, con molte domande e con qualche commento politicamente scorretto.
Il giudizio complessivo è molto severo: si tratta secondo noi di un documento che mette insieme lo stupidario del M5S, le consuete promesse della sinistra, il cinismo del PD odierno. 
Ogni punto meriterebbe una trattazione di dettaglio, impossibile in questa sede, anche i brevi commenti comportano un tempo di lettura molto lungo che tuttavia vale la pena di dedicare per saper cosa ci aspetta se la sinistra/centro vincerà le elezioni, cosa più che probabile.   

In premessa pare evidente che Conte ha inflitto al PD toscano anche l’umiliazione di dover trattare con Paola Taverna, la estroversa grillina romana che del PD diceva testualmente: “siete merde, mafiosi. Dovete morire”. 
Ma il PD ha lo stomaco buono e digerisce di tutto pur di stare dove è da decenni; a sua volta Renzi dice che il voto, come la pecunia (soprattutto se araba) non olet, Bibì e Bobò (Bonelli e Fratoianni) si allineano felici, i cespugli stormiscono festosi.
L’unico a uscire dal “Campo largo” è Calenda. 
In sostanza tutta la sinistra/centro si converte al pensiero andreottiano del “potere logora chi non ce l’ha”.
I 23 punti rispecchiano più le allucinazioni del M5S che le idee del PD, soprattutto quelle di parte Bonaccini cui Giani dice di appartenere. 
Ecco - in lunga sintesi - che cosa ci aspetta se vince la sinistra/centro (fra virgolette è esposto il testo dell’accordo):
Punto 1) “Patto per la legalità”: cioè ”forme di controllo e vigilanza sul concreto operato degli organi di governo e degli amministratori”. 
Vuol dire che la politica sarà più subordinata ai Magistrati “impegnati”. È un dogma del M5S, un fianco scoperto del PD su cui ogni tanto si abbatte il fuoco amico dei pubblici ministeri, oggi a Milano, a Torino, nelle Marche, in Puglia e altrove. 
La pillola è amara ma la presidenza val bene una pillola.
Punto 2) “Reddito di cittadinanza regionale”. Preso a calci da Draghi e poi dalla Meloni (e da Salvini che lo aveva votato), dal 2026 rientrerà a nostre spese in Toscana: il M5S propone anche ai fancazzisti toscani il voto di scambio che gli garantisce tuttora il consenso di buona parte dei concittadini meridionali. 
Zingaretti, da segretario del PD diceva: “Invece di questa pagliacciata sul reddito di cittadinanza, che nessuno sa cos’è…”. Il PD ha cambiato idea. 
Fannulloni, fancazzisti, parassiti toscani si preparino a riscuotere, gli altri (noi) si preparino a pagare. 
Punto 3: “riduzione dell’orario di lavoro (a parità di stipendio)”: la riduzione non può riguardare l’orario di lavoro nel privato, definito dai CCNL stipulati fra imprenditori e sindacati a livello nazionale. Opererà nei confronti dei dipendenti degli enti locali, Regione compresa, diminuendo orari e prestazioni già oggi non particolarmente faticosi. Risultato: o meno servizi o più costi. 
Punto 4): “salario minimo garantito ad € 9/ora”. Cavallo di battaglia condiviso da entrambi i partiti (ma anche dal corporativismo fascista). L’argomento è molto controverso a livello politico e dottrinale. La fortissima sindacalizzazione del rapporto di lavoro presente in Italia (919 contratti collettivi nel settore privato, 15 nella Pubblica Amministrazione e 48 dei lavoratori parasubordinati) parrebbe rendere addirittura controproducente l’introduzione di questa normativa. 
Il finanziamento del punto prevede di distogliere fondi dalla formazione e l’utilizzo di non precisati fondi U.E. 
Punto 5): “sistema aeroportuale e Parco agricolo della Piana”. 
Fine del progetto di ampliamento dell’aeroporto fiorentino sostenuto da anni dal PD e avversato da sempre dal M5S. Le élite fiorentine (e Giani fino a ieri) vogliono l’ampliamento, i pratesi no. vedremo come la metterà la sindaca Sara Funaro. 
La manfrina dei si e dei no dura da decenni. L’aeroporto è sempre parzialmente inagibile. L’utilizzo dell’aeroporto di Pisa è limitato dalla sua caratteristica di scalo civile e militare: quest’ultima vocazione è prevalente.
Il futuro del sistema aeroportuale toscani resta in bilico.: il beneficiario principale della vicenda è l’aeroporto di Bologna, la patria politica di Elly Schlein. 
NelIa Piana riappare un fantasma che tanto male ha già fatto alle attività economiche e alla qualità di vita dei toscani: il famigerato PIT targato Marson ed elaborato con un costo di oltre 1 milione e duecentomila € dallo staff del marito della stessa, l’ex segretario di Potere Operaio, professor Alberto Magnaghi, deceduto di recente. 
È uno dei territori più antropizzati del mondo. Forse il progetto prevede la deportazione dei residenti e la demolizione delle attività industriali e commerciali: dal combinato disposto M5S, AVS e PD (soccombente) c’è da aspettarsi di tutto. Gli abitanti e gli operatori della Piana, pur avvisati, daranno ahimé il loro voto in massa martellandosi gli attributi.
Punto 6). “Raddoppio della ferrovia Pisa > Firenze.” 
Tutti d’accordo: 42 minuti da Pisa a Firenze, un sogno, alleggerimento del traffico sulla famigerata ma vitale FI.PI.Li. benefici logistici anche per il porto di Livorno e per gli interporti collaterali. Se ne parla da anni. 
La Regione può solo sperare che il Governo ci metta i soldi: purtroppo il progetto non è inserito nelle opere del PNRR. Sembra una, condivisibile, dichiarazione di principio: per la sua realizzazione vale il campa cavallo.  
Punto7): “Multiutility e acqua pubblica”. 
A parte le affermazioni di principio sulla opportunità di avere gestori pubblici per di più “in house” (dove esistono sono per lo più carrozzoni costosi e inefficienti), appare una novità rivoluzionaria: “Per valorizzare le specificità locali e consentire ai territori di partecipare attivamente alla scelta del modello di gestione più idoneo, si può intervenire sulla distribuzione degli attuali Sub-ambiti Ottimali”. 
Sembra di sentire parlare il consigliere leghista viareggino Massimiliano Baldini, di sicuro questa nuova formulazione mette in crisi il progetto Multiutility del PD e rimette in gioco per esempio la questione GEAL, il gestore delle acque lucchesi. 
Punti 8) “Revisione integrale del Piano Rifiuti”: 
i rifiuti prodotti in Toscana sono quasi 3 milioni di tonnellata/anno. Il servizio pubblico deve garantire lo smaltimento dei RSU (rifiuti solidi urbani), i 3 inceneritori attivi vanno chiusi (quello di Livorno fu chiuso dal sindaco grillino Nogarin, l’attuale sindaco PD Salvetti ha confermato la chiusura: i RSU viaggiano per chilometri per essere smaltiti in lontane discariche), le discariche sono quasi esaurite.
Curiosamente resta in piedi la costruzione dell’inceneritore di Peccioli col favore dei grillini: tutti gli inceneritori sono uguali ma qualcuno è più uguale degli altri. 
 Il progetto, a inceneritori chiusi e discariche esaurite, non indica come e dove smaltiremo i nostri rifiuti in attesa dell’avvento del mitico Zero waste.  
Punto 9). “Chiusura del rigassificatore di Piombino. Pervenire a una intesa, chiara e organica, sui nuovi impianti”.
La allocazione del rigassificatore a Piombini fu sostenuta con forza dal Presidente Giani (vedi le cronache di un paio di anni fa) contro il sindaco di Piombino (Francesco Ferrari di FdI) che vi si opponeva, e vi si oppone, anche in contrasto col suo partito. 
Il rigassificatore ha permesso l’approvvigionamento di gas: case riscaldate ed aziende attive però a prezzi quasi tripli rispetto a quelli precedenti.
Se affondiamo il rigassificatore dove lo prendiamo il (costosissimo) gas, visto che la brutta vicenda Russia /Ucraina esclude la possibilità di tornare alle vecchie fonti? 
Se la sinistra/centro non espone un progetto alternativo il punto si declassa a miagolio politico/demagogico.  
Punto 10) “Salvaguardia e tutela del Parco San Rossore”.
Ribadisce la “vocazione pacifista” della Toscana, e va bene: vorrei vedere chi sono i guerrafondai. 
Ma il punto si scontra con trattati internazionali e con la posizione geopolitica del Paese: lo sanno meglio di me! Forse i grillini ritirano fuori in Toscana le simpatie per i cinesi con cui avevano firmato la adesione alla via della seta (e il PD toscano gli va dietro?). Il punto o è aria fritta oppure è una dichiarazione inquietante di schieramento geopolitico su cui i grillini erano finora isolati. 
Comunque la materia è fuori dalle competenze regionali.
Quanto poi alla gestione del Parco perfino le pietre sanno la sua inefficienza, il suo costo, la sua fruibilità per ogni specie animale tranne che per i bipedi umani. Nessun rimedio proposto: va tutto bene madama la marchesa.  
Punto 11): Recupero e rivalutazione della legge per l’urbanistica e la tutela dell’ambiente e del paesaggio (l.r. 65/2014 o "legge Marson"):
c’è da toccare ferro: a distanza di 14 anni dalla sua promulgazione eravamo riusciti ad attutire qualche danno che ogni giorno arreca a noi comuni mortali, alle soperchierie impunite di Sovrintendenze, agenzie, controllori, enti, che ci manteniamo per circoscrivere le nostre libertà elementari. Ora i grillini, d’accordo col PD (che è il padre del PIT inflittoci dal vetero comunista Enrico Rossi) vogliono rimetterla in piena applicazione: le limitazioni, le intromissioni, le attività sottrattive, gli impicci burocratici, i tic ideologici, le ammende, le multe, le demolizioni forzate di muretti e pollai: l’arsenale persecutorio della norma torna a minacciarci.
Tutti avvisati, soprattutto quelli che voteranno comunque per la sinistra centro. 
Punto 12).  Dissesto idro geologico.
Va fermato. Non ci vuole la sapienza della signora Taverna: tutti d’accordo.           Come? Il progetto dice: fermando il consumo di suolo, piantando più alberi.     Peccato che manchi ogni accenno alla inefficienza dei Consorzi di bonifica che non bonificano granché ma costano come se funzionassero.  
Punto 13) - Tutela dell’ambiente e bonifiche.  
Come si fa a tutelare l’ambiente? Secondo il programma si incrementano i già abnormi poteri della ARPAT, le sanzioni e le multe.
 A livello del fare: si invoca l’intervento del governo per bonificare i vari SIN (fra cui brilla per estensione e vicissitudini quello di Piombino): difficile capire come mai la sinistra/centro non lo abbia ancora fatto dopo 50 anni di potere regionale e vent’anni di potere governativo. Pare che voglia farlo dal prossimo anno ma non indica né i mezzi giuridici né le fonti dei pesanti costi per farlo. 
Punti 14). Turismo sostenibile.
Il punto sembra in contrasto con la dichiarazione UNWTO (Manila 1980) Art.4: diritto …..di accedere alle vacanze e alla libertà di viaggio e del turismo, conseguenza naturale del diritto al lavoro…”.
Alle turbe di proletari in vacanza il progetto sembra preferire rarefatti gruppi di ricchi che consumano poco “territorio” ma spendono molto. Però i PD e i grillini vanno in piazza a Venezia contro i vip e le decine di milioni di € prodotti dalle nozze di Bezos.
È legittimo rilevare un po’ di confusione. Del resto quando ci sono di mezzo i grillini le idee sono poche e confuse: è il marchio di fabbrica.  
Vero che i centri delle città sono (in tutto il mondo) adibiti ad uffici e a residenze turistiche (Manhattan alle 6 di sera è deserta da almeno 50 anni, si ripopola alle 20 per i teatri (Broadway) e alle 9 del mattino per gli uffici e il turismo. 
Invertiamo la tendenza mondiale? Oppure?
Punto 15) edilizia residenziale pubblica.
Il punto prevede solo il finanziamento regionale delle CERS (le Comunità energetiche rinnovabili solidali), istituite dal governo Meloni nel 2024 ma finora poco utilizzate anche perché il 55% dell’energia condivisa deve essere destinata a soggetti non profit, famiglie o enti pubblici.  
Se ne deduce che saranno confermati i metodi di assegnazione. Che le graduatorie continueranno a premiare rom e stranieri immigrati che non hanno speso un soldo per costruire e gestire le case ERP. Che la manutenzione continuerà ad essere fatiscente. Che le occupazioni abusive continueranno con il plauso della onorevole Salis e di Bibì e Bobò. Che continuerà la gestione delle mafie straniere che decidono chi metterci e chi estromettere, riscuotono il pizzo di entrata e gli affitti successivi, cambiano la destinazione d’uso: da residenze agevolate a centri di spaccio della droga e di delinquenza, luoghi di difficile accesso perfino per le forze dell’ordine, figuriamoci gli indifesi italiani che devono viverci.
Poi 5 punti di “principio”: un libro di favole che neanche Andersen, ma con pesanti costi, se attuati.  
Punto 16): Contrasto alla precarietà abitativa delle nuove generazioni.
Punto 17): Diritto allo studio universitario.
Punto 18) Tutela della sicurezza dei posti di lavoro e di studio (ma non di residenza e di abituale dimora)
Punto 19): Prevenzione sanitaria e tutela della salute e del benessere.
Attraverso la promozione di misteriosi ma minacciosi “stili di vita” indicati dagli enti pubblici. 
Punto 20): Progetto di vita indipendente per i soggetti con disabilità 
(ci hanno risparmiato il miagolio del “diversamente abile”).
Punto 21): Nuova governance della sanità toscana.
Pare che il  PD voglia riaprire gli ospedali che ha chiusi con montagne di giustificazioni. 
Il tema è dirimente visto il suo impatto sulla vita (in senso letterale) dei cittadini.
Meriterebbe da solo una analisi approfondita. 
È ribadita l’ostilità ideologica verso la sanità privata, con cui chi se lo può permettere riesce a curarsi in tempi compatibili: paga due volte, con le sue tasse paga pro quota il costo della sanità pubblica (136 mila miliardi nel 2024) e di tasca propria paga le proprie cure, peraltro alleggerendo gli impegni della sanità pubblica.  
Gli amici medici passano un terzo del loro tempo a compilare papiri anziché a visitare pazienti. Gli addetti amministrativi sono il doppio di quelli medici, le risorse prendono più la via del mantenimento di burocrati controllori che non quella delle cure degli ammalati e della prevenzione. 
Hanno provato di tutto ma non hanno mai abbandonato gli assiomi ideologici: tutela del pubblico, ostilità verso il privato, dispersione di risorse nei labirinti delle burocrazie di controllo (che non ha impedito clamorosi scandali come insegna per esempio la storia della sanità massese). Oggi arrivano le Case di Comunità nuovo “fulcro della sanità territoriale, basata su sanità di iniziativa, gestione consapevole delle cronicità (empowerment dei pazienti), lavoro in équipe e dotazione tecnologica adeguata”.
Cioè?  
 Punto 22): revisione Piano cave. 
Punto unico: la tutela del Parco delle Apuane.
Silenzio sulle controversie fra problemi economico/occupazionali e tutela del territorio che da anni coinvolgono massesi e carraresi. Vale il detto: un bel tacer non fu mai scritto. 
Punto 23). AV e sistema ferroviario Toscana Centrale. 
Contiene un autoelogio (condivisibile) per quanto realizzato con le fermate di Arezzo e Chiusi/Chianciano. E un fumoso riferimento ad ulteriori fermate. 
Nessun riferimento al passante ferroviario fiorentino che divide gli animi ma incombe, nessun riferimento alla dimenticata linea tirrenica senza AV, neanche in prospettiva, nè alle peripezie cui sono costretti i toscani della costa per raggiungere Firenze o le altre città dell’entroterra. 

Qui si chiude l’accordo di governo regionale PD / M5S.
Per i pochi che sono  sopravvissuti all’esame del documento aggiungiamo che ci sarebbe da fare l’elenco di quello che resta fuori: l’ordine pubblico, la gestione della immigrazione irregolare, le sacche di delinquenza che rendono insicure le periferie (e le stazioni), l’atteggiamento verso l’espansionismo Islamico, verso l’antisemitismo, la differenza del PIL pro capite fra la costa e il nucleo Pistoia/Prato/Firenze, le infrastrutture interne alla regione, la pressione tributaria regionale e comunale diretta e impropria (autovelox, ammende, gravami da sanzioni e interessi passivi, tributi anche sull’ombra che fa una tenda), gli interventi asfissianti delle varie burocrazie tutte munite di poteri sanzionatori, le inefficienze dell’apparato pubblico e parapubblico e i rimedi possibili. Insomma ognuno ci aggiunga i suoi suggerimenti: l’elenco è certamente più lungo dell’accordo esaminato.
Spetta al centro destra proporlo ai propri elettori; restiamo in attesa che lo faccia ma con modeste speranze data la confusione che regna tuttora nel campo moderato. 
Non so voi, io comincio a risparmiare per pagare i nuovi balzelli ed evitare le prossime trappole.  

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