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Scritto da aldo grandi
StoricaMente
15 Gennaio 2023

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E' bene essere chiari. Questo non è un libro per tutti o, meglio, non è un libro da leggere per coloro che, anche quando leggono un libro, è come se leggessero il nulla. Ed è un volume, per di più, di oltre 450 pagine che si divorano tutte di un fiato, ma, ripetiamo, per coloro che hanno il dono di pensare e ragionare su quello che fanno. Per le decine di migliaia di analfabeti di ritorno o anche di sola andata, meglio, molto meglio continuare a dedicarsi ai romanzi più o meno scarlatti, ai testi di prosa che annebbiano e annacquano e annullano le menti, alle migliaia di puttanate letterarie che a niente servono se non ad evitare di aprire gli occhi, ma, in particolare, le menti.

Vi avevamo lasciato un paio di anni fa e, forse, anche qualcosa di più, era l'epoca del Califfato e dell'Isis che distruggeva e sterminava in nome dell'Islam, alle prese con il primo tomo di Guerrilla, la trilogia maestosa e disarmante di Laurent Obertone, saggista francese poco più che trentenne inviso all'establishment di casa propria perché contrario alla cosiddetta filosofia della Sinistra radical-chic del très bien vivre ensemble. Riassumendo, la Francia esplode e Parigi viene messa a ferro e a fuoco dopo che le banlieu, periferia degradata e in mano alle frange estremiste e radicalizzate dell'immigrazione maghrebina e non solo, sono insorte contro la polizia accusata di aver ucciso alcuni giovani che, nella realtà, avevano circondato una pattuglia intervenuta a seguito di una richiesta di aiuto. Ma lo Stato, di fronte alle proteste, invece di difendere i propri figli in divisa che fa?, si prostra di fronte alle masse musulmane e chiede perdono spingendosi ad ogni tipo di compromesso che non serve se non ad accendere sempre di più gli animi rancorosi e vendicativi di una popolazione mai integrata e lontana anni luce dai valori, spesso solo di facciata, dell'Occidente cristiano.

E' il caos, tutto ciò che prima sembrava scontato e a portata di mano diventa inaccessibile: niente acqua, luce, corrente elettrica, riscaldamento, cibo, radio, Tv, giornali. Niente di niente. Solo violenza nuda e cruda, pura e semplice. Le strade sono teatro di scontri senza fine, incendi e terrore ovunque, devastazione, morte, crudeltà. La gente si chiude, per quel che può, in casa, ma non serve e non è abbastanza. Coloro che si sono sempre sentiti ai margini ne approfittano per riprendersi quello che, in realtà, non è mai loro appartenuto, ma che le classi digerenti francesi hanno cercato di regalare senza nemmeno un piccolo sforzo di integrazione. Le associazioni per i diritti umani e la tutela delle minoranze contro il sessismo, il maschilismo, il razzismo, il fascismo, quelle che promuovono i diritti Lgbtq, vengono presi di mira e massacrati né più né meno degli altri comuni mortali e non riescono a comprendere il perché di tanto livore anche nei loro confronti che hanno difeso ad ogni piè sospinto le vittime del colonialismo dei secoli passati.

In mezzo a questa distruzione ci sono alcuni protagonisti alle prese con le proprie paure, con le proprie convinzioni e con le proprie fottutissime esistenze. Nulla ha più valore se non il tentativo di non morire e non soccombere di fronte al terrore scatenato da bande di immigrati che non ne vogliono sapere di convertirsi all'Occidente.

Una narrazione incisiva, incalzante, che non lascia sosta né respiro, che non ispira pietà né la richiede, che non si compiace di sé né rimanda ad un mondo idilliaco in qualsiasi altro evo che non esiste né esisterà più. Il libro si basa su studi e confronti che l'autore ha avuto con esperti dei servizi di sicurezza francesi, con persone che hanno avuto e che hanno a che fare con le guerre civili, con dirigenti di uno Stato che preferisce rinunciare al proprio compito che esercitare i propri doveri verso la maggioranza della popolazione la quale, ormai, non sa più reagire annientata com'è da una disinformazione senza fine, dalle comodità del tutto a portata di mano che hanno annichilito ogni capacità di adeguamento e resistenza.

Avevamo letto il secondo tomo, Il tempo dei barbari, in francese, ma dobbiamo ammettere che, nonostante i nostri sforzi di comprensione, la versione italiana finalmente tradotta magistralmente da Gianni Correggiari e pubblicata ancora per i caratteri di SignsBooks - casa editrice considerata di destra e assolutamente ignorata dai quotidiani e dai mezzi di (dis)informazione nazionali e locali - è infinitamente più alla nostra portata e capace di catturare l'attenzione dalla prima all'ultima pagina, esattamente come la precedente narrazione di Guerrilla.

Ormai la Francia è in preda al caos. Coloro le cui vicende erano state narrate e seguite nella prima opera, si trovano, adesso, alle prese con il caos vero e proprio e con la consapevolezza, più o meno spinta, di un mondo che non esiste più.

Non è un libro per i deboli di cuore né per le militanti o aspiranti dell'esercito della salvezza. Qui non si salva nessuno e coloro che sono animati da spirito volontaristico e solidarietà, fanno regolarmente e inevitabilmente una brutta fine, convinti e sorpresi allo stesso tempo, dalla dirompente e devastante violenza della natura umana retrocessa ai primordi dell'età antica.

Il messaggio che traspare dalle pagine di Obertone è unico e senza possibilità di fraintendimenti: è già tardi per l'Europa, per l'Occidente, per noi tutti, ormai assuefatti alla sottomissione verso tutti coloro che avanzano il diritto di essere privilegiati in quanto minoranze. Obertone rimanda ad un evo in cui l'Uomo si assumeva le responsabilità che gli derivavano dalla sua natura e combatteva inesorabilmente per difendere se stesso e la sua comunità. Oggi, nell'epoca della digitalizzazione e dell'annientamento di ogni differenza in nome di una falsa, ma invocata uguaglianza, l'Uomo non esiste più se non in rari esemplari tutti ancora da scoprire e destinati, comunque, a soccombere di fronte all'ipocrisia, alla paura, al politicamente corretto di élites che vogliono solo il potere fine a se stesso. 

Tuttavia, anche nella più buia e interminabile delle notti, Laurent Obertone lascia intravede uno spiraglio, sia pure debolissimo, di luce e lo individua non nella massa amorfa degli inetti e dei pavidi, ma in coloro che sanno insorgere per risorgere anche a costo di perdere quelle comodità e quei privilegi che, comunque, non esisterebbero più. 

Il libro lo si trova non in tutte le librerie visto che non tutti i librai - perdonateci il gioco di parole - hanno attributi e coraggio per acquistarlo e porlo in vendita. A Lucca ce l'ha solamente la Ubik o, almeno, così a noi risulta. Se sbagliamo, meglio, se abbiamo ragione, meglio due volte.

Gina Truglio è una operatrice culturale senza paura che fa quello che dovrebbe fare ogni operatore culturale: diffondere la cultura qualunque essa sia.

Per coloro che, inoltre, fossero già ansiosi di andarsi a leggere, in francese, la terza ed ultima 'puntata', bene, acquistate on line, allora, o fatevi ordinare da Gina Truglio se ci riesce, Guerilla - Le dernier combat, in libreria in Francia dal 29 settembre 2022. 

Quindi, se non avete problemi di cuore e non siete prevenuti, se amate farvi un po' del male leggendo cose che avrete pensato anche voi nelle notti più cupi e colme di sfiducia verso i politicanti da strapazzo che ci governano abitualmente, allora correte in via Fillungo e chiedete di:

Guerriglia - Il tempo dei barbari

Laureant Obertone

Signs Publishing

pp. 476

Novembre 2022

Prezzo: 20 euro  

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