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Scritto da Michele Belfiore
Cronaca
19 Novembre 2023

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Per una settimana abbiamo seguito con il magone allo stomaco, il dramma della scomparsa e poi il ritrovamento del corpo di Giulia Cecchettin. La ragazza era un'anima altruista e amava la vita, in questi giorni doveva laurearsi all'Università di Padova, presso la facoltà di ingegneria dell'informazione, per discutere la tesi di laurea sui trapianti dei tessuti tracheali. 
Una sua amica ha dichiarato: "Era euforica e non vedeva l'ora di laurearsi". 
Giulia aveva un rapporto straordinario con la famiglia, aveva perso la mamma da poco tempo. 
Una studentessa modello, amica e sorella sempre presente, una figlia che ogni genitore vorrebbe avere.
La sua morte è ingiustificabile, è stata uccisa dal suo ex fidanzato Filippo Turetta tra sabato e domenica scorsa. Le telecamere hanno ripreso l'aggressione del 22enne ai danni della ragazza: il Turetta ha colpito Giulia al collo, dopo averla afferrata per il cappuccio della felpa. Le ha inferto per ucciderla numerose coltellate. 
Sabato 18 novembre la ragazza è stata ritrovata morta, in un burrone, vicino al lago di Barcis, provincia di Pordenone, ricoperta da due sacchi neri, grazie al fiuto infallibile di un cane. Sarebbe prima morta, poi il corpo fatto rotolare nel burrone altezza 50 metri. La conferma è arrivata questa mattina, domenica 19 novembre, all'esito dell'ispezione esterna della salma condotta dal medico legale. 
La vita della ragazza finisce drammaticamente così. Mentre chi ha ucciso Giulia iniziava la sua latitanza, inseguito da un mandato europeo disposto dalla procura di Venezia, per omicidio. 
Molta strada ha fatto Filippo Turetta, oltre mille chilometri con la sua Fiat Punto nera ed è stato ritrovato questa mattina a Lipsia in Germania fermo sulla corsia di emergenza senza benzina e senza soldi per farla. Ci sono voluti sette giorni per ritrovarlo. 
Per ricostruire il tragitto percorso da Turetta sono stati fondamentali i video delle telecamere del Piancavallo, in provincia di Pordenone, che hanno immortalato il veicolo nella notte tra sabato e domenica scorsa. L'ingresso in territorio friulano è avvenuto dalla zona di confine con il Veneto, a Caneva. Il passaggio dell'utilitaria è stato registrato dai dispositivi di lettura targhe di Polcenigo.
Il veicolo ha proseguito poi fino ad Aviano, per risalire la stazione turistica del Piancavallo, l'auto è scesa a Barcis, percorrendo l'arteria lungolago e l'intera Valcellina, poi Claut e Cimolais. Una registrazione in uscita dalle gallerie del Vajont, tra Erto, Casso e Longarone, in provincia di Belluno. Da quelle località la Grande Punto è tornata in Veneto per proseguire nel Bellunese tanto che viene segnalata domenica mattina tra Cortina e Dobbiaco, nella zona delle Dolomiti di Sesto.
In mano ai carabinieri di Venezia c'è un video registrato da una telecamera di sorveglianza di una stazione di servizio a Cortina che riprende Filippo mentre fa benzina domenica mattina: ha pagato in contanti alla cassa automatica e poi è ripartito. Qualche giorno dopo il titolare dell'impianto ha aperto la cassa per ritirare il contenuto e si è reso conto che una banconota da 20 euro presentava macchie di sangue. 
L'uomo ha chiamato polizia e carabinieri di Belluno che hanno acquisito sia le immagini della videosorveglianza che le banconote, lo stesso giorno il mezzo è segnalato in Austria in direzione della Carinzia. Nelle ricerche del ragazzo sono state coinvolte anche le autorità elvetiche. Intanto gli investigatori sono passati all'analisi del materiale sequestrato a casa di Filippo. 
Nel personal computer si è scoperto che aveva cercato online come reperire kit di sopravvivenza in montagna, ma anche percorsi, mappe e tracciati del Tirolo. Molti elementi lasciano presupporre che la fuga in montagna e la permanenza lontano da casa fossero premeditati. Termina la sua fuga a Lipsia in Germania, oggi 19 novembre, le luci della macchina erano spente, ora è trattenuto dalla polizia tedesca.
Il ministro degli esteri Antonio Tajani è intervenuto dichiarando: "È stato fermato questa mattina Filippo Turetta, nei prossimi giorni verrà estradato in Italia". 
L'omicidio di Giulia ha scosso le coscienze, tantissimi giornalisti non hanno mai smesso di raccontare questa drammatica vicenda. Persone comuni sin dall'inizio hanno mostrato interesse per la ragazza ed espresso solidarietà alla famiglia, dopo il drammatico rinvenimento del corpo, tantissimi omaggi floreali e di affetto sotto l'abitazione, questa è la parte bella del nostro paese. 
Ci sono ancora dei risvolti che dovranno essere approfonditi dal procuratore di Venezia Bruno Cherchi che aveva lanciato un messaggio al fuggiasco invitandolo ma costituirsi.
 
Sicuramente dovrà essere celebrato un processo equo, ma esemplare, non possiamo più accettare questa deriva di violenza nei confronti delle donne, oltre 105 femminicidi nel 2023 in Italia. 
Questo atroce delitto ha smosso la politica nazionale, il presidente del consiglio Giorgia Meloni ha commentato: "Notizia straziante, bisogna fare luce, il governo sta lavorando con il ministro Valditara per una legge più incisiva contro la violenza sulle donne".
Lo stesso Valditara ha dichiarato che il suo dicastero 'è al lavoro per elaborare le nuove linee guida contro la violenza sulle donne. L'idea di educare al rispetto nelle scuole contro la violenza e la cultura maschilista. Stiamo già lavorando ad una legge di questo tipo".
Anche la segretaria del Pd Elly Schlein si è unita all'appello: "Fermiamo insieme questa strage di donne".
Infine vorrei far riflettere su una affermazione dell'avvocato Emanuele Compagno, che difende Turetta"Filippo amava Giulia, le faceva i biscotti". Gentile avvocato non mettiamo in dubbio il suo lavoro, ma usare la parola "Amore" non è accettabile visto come è stata uccisa Giulia, per il rispetto delle vittime di femminicidio, soprattutto per la famiglia della vittima. Una persona quando ama non uccide!
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