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Scritto da Redazione
Cronaca
22 Aprile 2024

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Sono il dissesto idrogeologico, l'inquinamento dell'aria e dell'acqua del mare e dei fiumi le principali preoccupazioni ambientali indicate dalla maggioranza assoluta dei cittadini in provincia di Lucca. Sono alcuni dei risultati emersi dall'indagine realizzata dall'Istituto Demopolis per la Provincia di Lucca, con il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio, su un campione di oltre 1.500 intervistati, rappresentativo della popolazione maggiorenne. Con una sensibilità sulle questioni ambientali ampiamente cresciuta negli ultimi 5 anni, ben oltre la media regionale, il 96% dei lucchesi dichiara di attuare regolarmente la differenziazione dei rifiuti, quasi 8 su 10 provano a ridurre i consumi energetici casalinghi; la maggioranza assoluta sceglie quando possibile prodotti alimentari locali e utilizza carta o altri prodotti riciclati. Si riduce ad un terzo la dimensione di quanti utilizzano mezzi di trasporto sostenibili. "Secondo un'analisi comparativa sulla quotidianità sostenibile – ha spiegato il direttore di Demopolis Pietro Vento – l'indice di attenzione ambientale dei cittadini in provincia di Lucca, con il 65%, supera di 4 punti la media regionale toscana e di ben 13 punti il dato italiano del 52% rilevato da Demopolis a livello nazionale".
L'82% dei lucchesi dichiara di temere il cambiamento climatico in corso e il suo impatto sull'ambiente, citando in particolar modo le alluvioni e gli eventi climatici estremi. I dati della ricerca sono stati presentati oggi a Palazzo Ducale dal presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini, dal vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Raffaele Domenici e dal direttore di Demopolis Pietro Vento nel corso del Convegno "C'è bisogno di te: la qualità dell'aria nella Piana di Lucca".  
"L'indagine di Demopolis - commenta il presidente della Provincia e sindaco di Capannori Luca Menesini registra un ottimo livello di sensibilità e percezione dei problemi ambientali e climatici da parte dei cittadini della nostra provincia. E questo è un dato molto importante perché significa che una cultura ambientale volta al benessere delle persone e dei territori è diventata patrimonio condiviso dai cittadini. Per quanto riguarda la parte più specifica legata alla qualità dell'aria, è evidente che è necessaria, da parte della Regione e di tutte le Istituzioni, una maggior informazione su cause e possibili soluzioni. 
Le soluzioni, inoltre, non possono e non devono essere un carico economico per le famiglie e le persone: Europa, Governo e Regione devono farsi carico della questione e stanziare somme significative che permettano ai cittadini di aderire al progetto 'Aria buona', facendo così la loro parte, che è indispensabile, come ad esempio con la sostituzione dei caminetti. Divieti e multe non sono soluzioni; le soluzioni sono investimenti e contributi seri. I cittadini hanno ben compreso che la questione dei caminetti è una questione di salute pubblica, pertanto seria. Hanno bisogno di un supporto adeguato per realizzare quel cambiamento utile a migliorare la qualità dell'aria e, quindi, la qualità della vita delle persone".

 
La qualità dell'aria nella Piana di Lucca
Nei Comuni lucchesi della Piana la preoccupazione dei cittadini legata allo smog e all'inquinamento dell'aria raggiunge il 75%, superando nettamente tutti gli altri timori ambientali.
"Nella percezione dei residenti nella Piana – ha detto il direttore di Demopolis Pietro Vento – i principali indiziati dell'inquinamento dell'aria sono il traffico ed il trasporto su gomma, indicati dall'86%, e l'impatto dei distretti industriali, citato dal 54%. Oggi, solo una minoranza di poco più di un quarto dei cittadini attribuisce la responsabilità dell'inquinamento alle emissioni del riscaldamento da combustione".
L'indagine Demopolis per la Provincia di Lucca ha studiato le specifiche sensibilità ed opinioni dei residenti nella Piana, che sconta – anche per la specifica morfologia del territorio – preoccupanti condizioni di inquinamento fuori norma ed in cui è stata accertata dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea la violazione della Direttiva in materia di qualità dell'aria, con il superamento dei valori limite delle concentrazioni di particelle inquinanti.
Il 68% dei residenti concorda con le ordinanze comunali che – per il contrasto e la lotta all'inquinamento atmosferico – vietano gli abbruciamenti agricoli, non solo nel periodo estivo per il pericolo di incendi boschivi, ma anche durante l'autunno e l'inverno.
L'83% degli intervistati conosce l'esistenza di un divieto di utilizzo del riscaldamento da combustione (generatori di calore alimentati a biomassa come i caminetti) fissato dalla Regione Toscana per alcuni Comuni della Piana lucchese dopo la sentenza UE. Più complesse – rileva l'indagine Demopolis – risultano le dinamiche di accettazione del divieto: infatti, i "caminetti" – nei Comuni lucchesi della Piana – rivelano una natura non solo "materiale", ma soprattutto simbolica, valoriale ed identitaria.
Appena 3 intervistati su 10 approvano il provvedimento della Regione Toscana. La maggioranza assoluta ritiene sbagliato il divieto di accensione dei "caminetti", ai quali si può rinunciare – dicono i residenti – solo in presenza di adeguati incentivi economici alle famiglie che ne permettano la sostituzione. 
Tuttavia, sebbene siano radicate le resistenze ad accettare i limiti all'uso del riscaldamento da combustione, esistono obiettivi comuni per l'intera popolazione che si coniugano saldamente con l'urgenza di garantire un'aria migliore nella Piana. Per il 94% dei residenti, la qualità dell'aria è una priorità di salute pubblica. Inoltre, più di 8 cittadini su 10, intervistati da Demopolis, sostengono che la sostituzione degli impianti di riscaldamento inquinanti sia possibile con adeguati incentivi economici alle famiglie, anche perché "non si possono far pagare al cittadino i costi della transizione ecologica" (65%).
In questo quadro, nella percezione degli intervistati si potrebbe favorire la sostituzione di caminetti e sistemi di riscaldamento a combustione con impianti meno inquinanti in virtù di incentivi pubblici congrui, che siano davvero sufficienti a coprire la parte maggioritaria dei costi (71%), ma anche a patto che sia garantita una necessaria semplificazione burocratica per le procedure (47%).
In realtà, esistono già dei contributi della Regione Toscana per incentivare la sostituzione dei sistemi di riscaldamento a combustione, ma nei Comuni lucchesi della Piana solo il 36% ne è informato. E, tra quanti ne sono a conoscenza, appena il 7% dei cittadini intervistati da Demopolis ritiene che si tratti di incentivi adeguati; per il 49% non sono proporzionati e per un ulteriore 39% sono troppo complessi da ottenere.

 
Nota informativa sull'indagine dell'Istituto Demopolis: metodologia e campioni di rilevazione demoscopica
L'indagine demoscopica quali-quantitativa è stata condotta dall'Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, per la Provincia di Lucca - con il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio - su un campione di 1.550 intervistati, statisticamente rappresentativo dell'universo della popolazione maggiorenne residente nella provincia di Lucca. La rilevazione quantitativa, preceduta da una ampia fase qualitativa, è stata realizzata con modalità integrate cawi-cati-cami dal 6 al 25 marzo 2024. Accanto alla rilevazione generale, un focus tematico di indagine demoscopica è stato condotto su campione di 1.340 intervistati, rappresentativo dell'universo dei residenti nei Comuni lucchesi della Piana. 
Coordinamento della ricerca a cura di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.
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