Anno XI 
Lunedì 20 Maggio 2024
- GIORNALE NON VACCINATO

Scritto da massimiliano massimi
Politica
22 Aprile 2024

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Consiglio comunale di fuoco: opposizioni all’attacco e maggioranza sulle barricate, con scambi di battute concitati sulla pregiudiziale. Raspini, Bianucci e Olivati all’attacco, schiacciati dalla controffensiva di Pasquinelli, Cecchini e di un agguerrito Di Vito. Il consiglio comunale di Lucca del 22.04.2024 è iniziato alle ore 09:58 con l’ormai classica richiesta del presidente Enrico Torrini al segretario comunale di procedere all’appello nominale e la verifica del numero legale. Al termine sono risultati assenti giustificati i consiglieri di maggioranza Andrea Barsanti e Niccolò Maltese e il consigliere di minoranza Ilaria Maria Vietina. Il presidente Torrini prima di iniziare i lavori del consiglio comunale ha espresso i suoi ringraziamenti per il grande lavoro a cui tutti i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, stavano per sottoporsi per una vera e propria maratona, quella inerente l’ordine dei lavori che prevede come unico punto il “Piano Operativo – Approvazione delle controdeduzioni alle osservazioni al Piano Operativo adottato con deliberazione C.C. n. 103 del 26.10.2021”, che come previsto non si concluderà con un'unica seduta ma andrà avanti per alcuni giorni.

Ha dato immediatamente fuoco alle polveri, come un novello Pietro Micca, il capogruppo del PD Francesco Raspini che, parlando anche a nome di altri di tutti gli altri componenti dei gruppi consiliari di opposizione, utilizzando lo strumento previsto dall’articolo 38 del regolamento comunale ha posto una pregiudiziale sulla delibera oggetto dell’ordine dei lavori. Raspini ha iniziato la sua lunga ed articolata pregiudiziale dando lettura della motivazione e ha fatto durare il suo intervento per oltre 15 minuti, con ben tre interruzioni da parte di autorevoli esponenti della maggioranza, di cui due con mozione d’ordine pronunciate da Armando Pasquinelli e da Elvio Cecchini, nonché un alterco fuori microfono con Alessandro Di Vito.

Raspini ha affermato, in sostanza, che la pregiudiziale è nell’interesse di tutti i componenti del consiglio comunale, sia di minoranza che di maggioranza, perché l’eventuale approvazione del piano operativo così come è stato predisposto potrebbe provocare problemi futuri sulla legittimità dell’atto stesso. Giova far sapere ai lettori che, durante la lunga esposizione del capogruppo del PD, sia Pasquinelli che Di Vito e Cecchini hanno rumoreggiato e sbraitato dando evidenti segni di insofferenza; hanno quindi commentato che l’atteggiamento dell’opposizione era chiaramente tendente a rallentare i lavori del consiglio ed a intimidire i consiglieri comunali, chiedendo al presidente di sollecitare Raspini a terminare il suo intervento, anche perché queste sue perplessità erano state già avanzate in altri luoghi e stigmatizzate dalla maggioranza. Nel contempo anche Elvio Cecchini ha chiesto una mozione d’ordine, con cui ha criticato la pregiudiziale, definendola come un’intimidazione.

Raspini ha replicato di star solo esercitando un suo diritto e ha respinto al mittente l’accusa di intimidazione, continuando imperterrito sulla strada che aveva intrapreso.

Il lungo intervento di Raspini, che ha provocato molto rumoreggiare dai banchi della maggioranza e cenni di assenso dai banchi della minoranza, ha messo a dura prova il grande senso istituzionale e di responsabilità del presidente Enrico Torrini che, sfoggiando un invidiabile autocontrollo e capacità di governo dell’aula, ha più volte richiamato esponenti dell’una e dell’altra parte, dimostrandosi pienamente degno del suo ruolo super partes.

È intervenuto a nome del suo gruppo Armando Pasquinelli per ribadire che gli argomenti della pregiudiziale erano già stati dibattuti in altre sedi e che il comune di Lucca, al contrario di altri comuni toscani governati dalla sinistra che hanno approvato la stessa pratica a corpo intero senza entrare nei dettagli, lavorerà invece sul piano operativo esaminandolo punto su punto e con tutte le osservazioni fatte.

Daniele Bianucci è poi intervenuto per cercare di dare un supporto a Raspini, ma non parlando della pregiudiziale, bensì delle dichiarazioni espresse da Armando Pasquinelli; è tuttavia stato interrotto dal presidente Torrini che ha passato la parola a Elvio Cecchini.

Cecchini ha sostenuto la bontà del piano operativo, già dibattuto in sede di commissione; così, ha affermato di ritenere la pregiudiziale, già proposta in altri sedi e rispedita ai mittenti, pretestuosa e fuori luogo, nonché intimidatoria.

È intervenuto Luca Pierotti di FDI, su delega del suo capogruppo Lido Fava, per ribadire che la pregiudiziale non era pertinente e che il suo gruppo, come gli altri della maggioranza, avrebbe votato contro.

Sulla stessa linea di Pierotti si è espresso Lorenzo Del Barga, capogruppo di Difendere Lucca e presidente della Commissione che aveva esaminato la pratica in argomento, per affermare a sua volta che la pregiudiziale era da bocciare.

Subito dopo ha preso la parola Alessandro Di Vito per ribadire che la pregiudiziale non era accettabile, alzando i toni e divagando leggermente dai binari dell’oggetto di discussione, per cui Enrico Torrini lo ha rimesso sulla giusta via con il suo consueto british style.

Terminati tutti gli interventi sulla pregiudiziale, che aveva chiaramente scaldato gli animi dell’assemblea governata magistralmente da Torrini, questa è stata messa in votazione e respinta con 10 voti favorevoli e il non voto del consigliere PD Serena Mammini, 17 voti contrari della maggioranza e nessun astenuto.

Ha preso quindi la parola il sindaco Mario Pardini, che si è servito di alcune slide per facilitare la comprensione del grande lavoro svolto in commissione dall’amministrazione comunale. Ha colto l’occasione per levarsi qualche sassolino dalle scarpe, senza accusare nessuno nello specifico, affermando il suo sconcerto ad aver letto notizie sulla stampa sul piano operativo che invece, in teoria, sarebbero dovute rimanere secretate fino al giorno della discussione odierna.

È giunto quindi il turno dell’architetto Marione, che ha illustrato con dovizia di particolari tutto il lungo excursus tecnico eseguito per giungere alle conclusioni dell’elaborato posto in discussione per l’approvazione al consiglio comunale di Lucca.

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