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Scritto da aldo grandi
Ce n'è anche per Cecco a cena
19 Febbraio 2024

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Fabio Barsanti, assessore allo sport, sarà anche un nostalgico o, come si è definito, un fascista del terzo millennio, ma non è uno stupido e, probabilmente, quando, stamani, si è trovato di fronte Claudio Polonia patron della Real Academy Lucca di S. Cassiano a Vico, deve essersi domandato se, magari, non era meglio questo incontro averlo fatto molto, molto tempo fa. Non solo. Deve anche aver tremato, almeno metaforicamente visto anche il silenzio calato all'improvviso sugli astanti, quando lo stesso Polonia, affiancato dai rappresentanti dei genitori di ben 114 ragazzini che sono rimasti all'improvviso senza campo sportivo, se ne è uscito come i dolori, si fa per dire, rispondendo punto su punto in maniera implacabile, completa, puntuale, ineccepibile ai tentativi, alquanto maldestri, dell'amministrazione comunale di arrampicarsi sugli specchi. Specchi, è bene dirlo, tutti immancabilmente andati in frantumi davanti alle osservazioni razionali, ragionevoli e dettate dal buonsenso avanzate dalla controparte. E a niente sono servite le parole di soccorso provenienti dai dirigenti comunali che hanno provato prima, rinunciato, poi, a rintuzzare e respingere al mittente la forza delle argomentazioni proposte e declamate da un Polonia che non ha ceduto di un millimetro né all'amarezza per tutto ciò che è successo, né alla improvvisazione. Dicevamo del tremore: sì, perché a quanto pare c'è stato un momento di grande, grandissimo imbarazzo quando l'assessore e i suoi dirigenti hanno fatto notare - nonostante Polonia lo avesse già detto di suo - che le sette squadre della Real Academy rimaste senza impianto avrebbero potuto utilizzare il campo della Sanvitese in via delle Cornacchie, campo che viene già usato, ma solo per... grazia ricevuta dalla figlia di Polonia ché, se si trattasse di altra società, probabilmente non glielo avrebbe mai concesso. Polonia ha spiegato che, in primis, a San Vito si allenava solo la squadra calcio dei più piccoli cosicché non rovinano il terreno e la domenica le altre squadre possono giocarci altrimenti sarebbe un pantano con il rischio di perdere la gara a tavolino. 

Ma non è tutto. Polonia ha anche fatto notare ed è qui che, dicono, qualcuno è sbiancato in volto o qualcosa del genere, dopo aver effettuato regolare accesso agli atti, è emerso che, come anche negli altri campi del comune di Lucca, a S. Vito non c'è una tribuna regolare perché già interdetta proprio dal comune, l'impianto di illuminazione - per il quale manca la certificazione originaria - funziona a malapena in un unico punto del manto erboso ossia sotto la lampada e, infine, non risultano esistenti da nessuna parte nonostante lui li abbia ripetutamente chiesti e sollecitati, i documenti comprovanti la norma dell'impianto elettrico degli spogliatoi: E se qualcuno mi resta fulminato mentre si asciuga i capelli, cosa dobbiamo dire visto che il comune non mi ha ancora risposto alle richieste di avere tutta la documentazione che comprovi la messa a norma? Silenzio glaciale tutt'intorno e, a quanto sembra, per alcuni secondi non è volata una mosca anche se in inverno le mosche sono altrove.  

Eppure l'incontro di questa mattina era iniziato con dei toni abbastanza decisi anche se corretto e rispettoso reciprocamente dei diversi punti di vista. Tuttavia e a mano a mano che si procedeva, è apparso a tutti molto chiaro che le carte in mano alla giunta non soltanto erano di scarso valore ai fini della partita, ma, addirittura, che quelle in mano all'avversario avevano una consistenza e una capacità di farsi valere superiori perché semplicemente ispirate dalla logica del buonsenso e dell'evidenza.

L'assessore Barsanti che noi, amabilmente e amichevolmente abbiamo appellato lo sceriffo, si è trovato a ripetere le stesse cose che aveva appena detto Claudio Polonia salvo restare puntualmente smentito per quel che riguarda l'efficienza delle soluzioni presunte rintracciate dal comune. Ad esempio S. Maria a Colle, un campo che l'Aics continua a definire non nella propria disponibilità, che Polonia ha smontato pezzo per pezzo dimostrando la sua inconsistenza, ma che, al contrario, il comune continua a voler imporre nonostante non abbia impianto di illuminazione efficace e sia distante oltre dieci chilometri da S. Cassiano a Vico dove ruotano le famiglie dei bambini e dei ragazzi rimasti a piedi. I genitori, infatti, hanno lamentato enormi disagi logistici per non parlare della scuola calcio per la quale - e va sottolineato - lo stesso Polonia paga la somma di affitto di mille euro al mese ai campi Checchi a Tassignano. 

Ma di cosa sta parlando la giunta Pardini? Ha inviato una velina in merito all'incontro che noi ci rifiutiamo, come giornalisti responsabili, di pubblicare. L'informazione ce la facciamo da noi. E rammentiamo benissimo le critiche, le polemiche, le accuse che questa maggioranza di corta memoria, muoveva alla precedente amministrazione verniciata di rosso. Niente di nuovo sotto il sole.

Lo ripetiamo e lo ribadiamo da sempre: Claudio Polonia non è un santo, anzi, ma in questa storia ha dalla sua il buonsenso: che cosa sarebbe costato attendere la fine della stagione e, poi, sedersi tutti ad un tavolo e decidere come muoversi?

Invece lo sceriffo, forte delle sentenze dei tribunali amministrativi, ha voluto imporre il suo pugno di ferro e adesso si vedrà dove andrà a finire e a chi l'impianto di S. Cassiano a Vico. La Lucchese 1905 si dice sia, in proposito, in una situazione che definire pessima sarebbe un eufemismo, ma se l'impianto venisse dato alla società rossonera ci sarebbe da insorgere. Nel frattempo ci sono 114 ragazzini e altrettante famiglie che, come palline impazzite, si muovono da una parte all'altra della città in cerca di un posto dove giocare a pallone. Qaundo ce l'avevano sotto casa ed era uno dei migliori: a proposito, vero che aveva la tribuna abusiva, l'impianto di illuminazione a led di ultima generazione pure, ma meglio gli attuali impianti cittadini la maggior parte dei quali è realmente non a norma e a pericolo di sequestro? Meditate gente meditate. E mediti anche l'omino di Monte S. Quirico.

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