Anno XI 
Martedì 23 Aprile 2024
- GIORNALE NON VACCINATO
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Scritto da aldo grandi
Ce n'è anche per Cecco a cena
28 Marzo 2024

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Sono passati quattro anni - e che anni - da quel marzo 2020 che, senza ombra di dubbio, cambiò il mondo anche senza che la maggior parte di noi, degli esseri umani viventi su questo pianeta, lo desiderasse. Un contagio che ha distrutto, devastato, modificato, spezzato, annullato e, comunque, sottoposto a stress pazzesco la vita di milioni di persone. Lo chiamarono Covid e non solo e per farcene una ragione, si sono inventati anche che sia nato per colpa dei soliti pipistrelli cinesi infetti e che hanno infettato o anche di abitudini gastronomiche tutt'altro che ortodosse apparse e fuoriuscite da un qualsiasi mercato sempre nel paese dei musi gialli. Qualcuno, in realtà, si sforzò e provò anche a ipotizzare una origine militare da parte di qualche laboratorio top secret, ma anche lì, solamente qualche azzardo, ma nessuna verità. In sostanza, a quattro anni di distanza, quasi un lustro, non si sa ancora perché e per cosa l'umanità ha subìto una delle più grandi tragedie e dei più grossi traumi degli ultimi secoli. E non tanto o non solo per le vittime causate dalla pandemia, ma per quel senso di incertezza, di paura, di terrore seminati a piene mani da una classe politica, medica e scientifica che ha saputo, soprattutto, costringere e imporre ancor più che spiegare e convincere. Al di là del numero dei morti a causa della malattia, ciò che ha colpito e colpisce ancora è la dimensione planetaria della paura diffusasi senza freni e che ha condotto, irragionevolmente, milioni di individui a vedersi bruciare le proprie 'resistenze' con conseguenze imprevedibili e degne di un 1984 e di George Orwell, una cronaca quotidiana distopica con cui nessuno, fino ad oggi, aveva mai avuto a che fare restando, ovviamente, impreparato e in balìa degli stregoni di turno. C'è chi si è arricchito con il Covid e chi, al contrario, ha perso tutto, vita compresa, chi ha subito danni irreparabili a livello psicologico e chi, a quei danni, ha preferito il suicidio immediato, chi è stato emarginato ed isolato per aver fatto delle scelte e chi, invece, ha fatto di tutto per emarginare e isolare pensando che la malattia e, ovviamente, il suo vaccino, avrebbero compiuto la biblica, inevitabile scelta tra i buoni e i cattivi, tra chi avrebbe meritato di vivere e chi, all'opposto, di morire.

Sappiamo tutti com'è andata a finire. Chi è morto, purtroppo, giace e chi è sopravvissuto, giustamente, si dà pace. Fino, però, ad un certo punto. E lasciamo stare se con questi quattro anni se ne sono andati a puttane amicizie anche le più solide e di antica data, persino i rapporti familiari, di lavoro, di fiducia. Quello che è stato dimostrato, ce ne fosse stato ulteriore bisogno, è che l'uomo è, inevitabilmente, la solita bestia di sempre. Parole sante che ci disse una volta il professor Silvio Ceccato da Montecchio di Vicenza, lui che aveva titolato un libro di successo L'ingegneria della felicità

Di sicuro, oggi, molti di coloro che corsero a farsi somministrare le dosi del vaccino salvavita non lo rifarebbero più, dal momento che, nonostante la prima, la seconda, la terza, la quarta e, in alcuni casi, la quinta dose, il contagio lo hanno avuto ugualmente. Ma, hanno ribattuto i soloni della scienza, senza vaccino avrebbero patito conseguenze ben peggiori. Può darsi, nessuno, però, ne ha la prova inconfutabile. Così come, negli ultimi due anni, abbiamo assistito e lo diciamo da cronisti ancor più che da soggetti pensanti, si sono registrate decine per non dire centinaia e anche migliaia di morti improvvise anche tra persone di giovane età e per cause sconosciute definite, senza troppi problemi di coscienza, arresti cardiaci come se, a pensarci bene, uno potesse anche non morire pur con il cuore che smette di funzionare. Le ragioni di così tanti improvvisi decessi? Imperscrutabili e, se qualcuno ha provato e prova a tirar fuori qualche tentativo di fornire una spiegazione, ecco che viene bollato da visionario, folle, dietrologo, disfattista addirittura, in certi casi, meritevole di un trasferimento coattivo in qualche Gulag per essere rieducato o riprogrammato.

Non sapremo mai le ragioni di così tante morti tra coloro che si sono gettati, con fiducia ed entusiasmo nelle braccia dei seguaci, si fa per dire, di Ippocrate. E, in fondo, nessuno, al momento della dipartita finale, si è preso la briga di indagare se il de cuius aveva ricevuto la sua dose prevista e imposta di vaccino anti Covid. Niente approfondimenti, nessuna analisi neanche postuma, nessun dubbio concesso, tutto normale: si muore e si nasce, prima ovviamente, senza nemmeno sapere il motivo e senza, soprattutto, che esista da qualche parte il diritto, quantomeno, di provare a capirne le ragioni.

Impossibile, evidentemente e razionalmente, arrivare a comprendere perché così tante morti improvvise e inspiegabili tra coloro che sono passati tra le mani dei virologi e dei medici incaricati di somministrare i vaccini approntati con velocità supersonica e apprezzabile dalle multinazionali della salute le quali, loro sì, hanno avuto solamente benefici dalla pandemia e, anzi, a quanto pare si stanno già preparando per la prossima che viene evocata anzi, invocata nemmeno si trattasse del futuro prossimo messia.

Noi, però, nel nostro piccolo, nell'universo del microcosmo e perdonateci il paradosso, nel quale viviamo, possiamo dire, a distanza di tempo e di quei maledettissimi quattro anni, che tutte le persone che abbiamo incontrato e che conosciamo per non essersi volute vaccinare patendo emarginazione, sfottò quando non anche qualcosa di ben peggiore, stanno tutte in buona salute, non hanno avuto nessuno strascico né, tantomeno, improvvisi sbalzi di non si sa bene quale parametro fisiologico. Noi, fortunatamente, per primi e, con noi, colei che ci ha dato alla luce e che, nonostante gli inviti a vaccinarsi, a fare ricorso ai monoclonali - ma che roba è? - che solo la parola ci fa venire i brividi e che, dopo aver contratto per ben due volte la malattia ed essersi curata rigorosamente con il ricorso ad un medico sospeso che fino al giorno prima era un eroe e il giorno dopo un reietto, il prossimo 20 aprile compirà, in splendida forma, le 99 primavere. Un caso? Fortuna? Può darsi, fatto sta che la libertà di scelta, in un paese democratico e libro, ma, in particolare, ispirato dalla ragionevolezza e dal buonsenso, dovrebbe essere la regola, non l'eccezione. 

Noi abbiamo scelto consapevolmente di non vaccinarsi, ma siamo stati, sin da piccoli, dei bastian contrario, disposti a prendersi la merda in faccia pur di stare sempre in prima linea. Cosa che ha dei benefici assolutamente non paragonabili in senso negativo, ai costi che sono immensi. La soddisfazione, tuttavia, è, adesso, elevata a livello esponenziale. Niente volevamo iniettarci contro la nostra volontà e contro ciò che sentivamo dentro di noi e niente abbiamo ricevuto. Non sapremo mai se le morti improvvise di cui si parla - poco - dipendono dalle dosi di vaccino ricevute, ma, in fondo, per noi cambia poco. Cambia, invece, molto, per tutti coloro che, se potessero tornare indietro, non rifarebbero la stessa scelta.

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