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Scritto da aldo grandi
Ce n'è anche per Cecco a cena
09 Febbraio 2023

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Aprire la bocca è un movimento naturale che avviene per tutti non appena si varca il confine tra l'oscurità e la luce della nascita. Dare un senso a ciò che da quella bocca esce è, invece, cosa che appartiene alle persone dotate di un minimo - a volte anche, purtroppo, anche un massimo - di consapevolezza di ciò che farlo significa nei confronti di chi ci ascolta. Se gli imbecilli volassero, lo abbiamo già scritto più volte, il cielo sarebbe pieno di uccelli al punto che intravedere la luce del sole sarebbe, quasi, impossibile. Fortuna, quindi, che stanno con i piedi ben piantati, complice la forza di gravità, per terra. Francesco Raspini non è né un imbecille né uno che apre la bocca a sproposito, tuttavia, come capita a tutti almeno un paio di volte nella vita - intendiamo anche ai migliori - quello che ha dichiarato in consiglio comunale nei confronti di Giorgio Lazzarini amministratore del teatro del Giglio è stata non solamente una caduta di stile, ma anche qualcosa di più. Accusare, cioè, il teatro di aver ricevuto contributi per allestire il concerto del maestro Veronesi dallo stesso comitato presieduto dall'ex candidato a sindaco di Lucca è assolutamente falso e male ha fatto il capogruppo della Sinistra a non verificare prima se la lettera di 'denuncia' della Biagi Ravenni - anche lei ha commesso una enorme cazzata - diceva il vero. Gabriella Biagi Ravenni si è scusata con Lazzarini e questo è stato sicuramente un beau geste, ma a volte le scuse non bastano e, soprattutto, non servono quando la frittata è stata, ormai, fatta.

Bene ha fatto Lazzarini a spiegare, in una lettera, come sono andate realmente le cose e dalla sua spiegazione si comprende che la Biagi Ravenni questa volta l'aveva fatta e ci perdoni l'eufemismo, fuori dal vaso visto che dopo l'esame della documentazione, è apparso evidente che di soldi il comitato al teatro del Giglio non ne aveva dati. Raspini, che come tutta la Sinistra lucchese, quando vede o sente il nome - e anche il cognome - di Veronesi, vede rosso, si è gettato come un falco o, lasciatecelo dire, come un avvoltoio, sulla vicenda, criticando a destra (come sempre) e anche a manca senza rendersi conto che avrebbe dovuto essere più cauto. Adesso, magari, si scuserà, ma le scuse sono ormai tardive e senza senso, dicendo che il suo intervento si è basato su una lettera oggettiva e che lui non era tenuto a verificarne il contenuto: stronzate! Stronzate come la maggior parte delle contestazioni-constatazioni di questa Sinistra lucchese alla quale sono rimaste solamente la tutela delle minoranze - e più minoranze sono e più le tutela - e l'antifascismo che puzza di obsoleto non tanto perché inutile, quando perché consapevolmente strumentalizzato.

Una cosa, però, vorremmo sottolineare: anche Lazzarini, in fondo alla sua lettera e come altri esponenti più o meno verniciati di rosso o anche di altri colori, chiede la testa del presidente del comitato per le celebrazioni pucciniane ossia di Alberto Veronesi che, fino a quando inaugurava sedi elettorali in via Vittorio Veneto a favore del Pd riceveva le visite del consigliere regionale Mercanti e di altri simpatizzanti e dirigenti del Pd, mentre dopo essersi schierato al ballottaggio con il centrodestra riceve solamente merda in faccia. Non si fa così e questo pur con tutte le lacune - e ci sono - comportamentali di questo maestro di musica e direttore d'orchestra che, effettivamente, una ne pensa e cento - di cui parecchie male - ne fa. I suoi interventi spesso fuori misura e le sue candidature a pioggia un po' qui e un po' la ce lo rendono magari anche simpatico, ma, oggettivamente, ingombrante e, a volte, anche imbarazzante, ma la gogna mediatica a cui è sottoposto da diversi mesi è cosa vergognosa, in particolare, perché frutto di un odio politico strumentale e intriso di vendetta.

Mario Pardini, dall'alto - o dal basso a seconda dei punti di vista e di osservazione - del suo ufficio di palazzo dei Bradipi, viene proposto dallo stesso Lazzarini come sostituto di Veronesi alla guida del comitato per le celebrazioni pucciniane. Indubbiamente ne avrebbe sia le capacità sia, in primis, le physique du role, così compassato e fidanzato ideale per tutte le figlie uniche di mamme preoccupate. Ma quali siano le sue competenze musicali per rappresentare Puccini tanto più che Lucca fu matrigna verso il Maestro costringendolo ad andarsene in Versilia, è tutto da scoprire. Se proprio vogliamo sostituire Alberto Veronesi, allora la figura ideale ce l'abbiamo a portata di mano: Beatrice Venezi e siamo certi che pur con i suoi mille impegni non disdegnerebbe una carica così altamente rappresentativa e prestigiosa.

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