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Scritto da aldo grandi
Ce n'è anche per Cecco a cena
16 Giugno 2024

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Siamo, anche troppo, in un Paese così libero dove una persona condannata e denunciata decine di volte può diventare europarlamentare da un momento all'altro e guadagnare oltre 15 mila euro al mese. Ma se scrivi alcune banali verità finisci per essere messo se non al muro, quasi ed è quello che è capitato all'autore di un libro che, ormai, tutti conoscono e che, per fortuna, anche lui si è visto eleggere, ma da oltre mezzo milione di elettori, europarlamentare. Che si tratti di libertà a 360° lo si può anche dedurre dal fatto che, ad esempio, il 7 settembre, in pieno Settembre Lucchese e a pochi giorni dalla processione del Volto Santo, le associazioni ad hoc abbiano scelto Lucca, guidata da una amministrazione di centrodestra, come sede della loro tradizionale sfilata che interessa solamente una minoranza e che guasta il buonsenso e il rispetto dovuto ad una robusta maggioranza. Ma così è. Piaccia o non piaccia, si chiama democrazia. Quella che, sostengono i più accaniti critici del sovranismo, non avrebbe il signor Putin in quella Russia da dove, giorni fa, in via remota, un ex tifoso della Lucchese, capo dei Bulldog che tutto erano fuorché una confraternita di volontari anzi, molto, ma molto peggio, latitante per via di una sentenza passata in giudicato e volontario combattente nelle terre occupate del Lugansk, si sarebbe collegato nel corso di una festa del tifo rossonero al centro sportivo Sandro Vignini. Da un lato, quindi il Gay Pride che ha suscitato le rimostranze non solo del sindaco, a nostro avviso giustamente, ma anche di tutti quei lucchesi che non vogliono far assistere i propri figli all'evento e dall'altro le proteste della Sinistra per la presenza dell'assessore Fabio Barsanti all'incontro-evento - ma sarà poi vero che vi ha preso parte? - di una quindicina di giorni fa. Meglio il Gay Pride o Andrea Palmeri? Meglio assistere all'uno o all'altro appuntamento con la... Storia? 

Fortunatamente non siamo obbligati a prendere una posizione nel senso che chiunque ha potuto e potrà scegliere, ieri, oggi e in futuro, cosa vedere senza doverne rendere conto a qualcuno. Ci sorprende che si faccia tanto can can per Andrea Palmeri, ma si prendano le difese e si esalti la figura di Ilaria Salis che, in fondo, potrebbe essere una pasionaria dell'estremismo rosso visti i suoi trascorsi non certamente ispirati dalla democrazia a tutto campo. Restiamo basiti quando vediamo che il politicamente corretto tutto verniciato di rosso grazie ai soliti giornalisti e intellettuali oltreché politici eunuchi e invertebrati condanna un consigliere comunale come Laura Da Prato che ha proposto un minuto di silenzio in consiglio comunale per l'avvenuta elezione della Salis. Basiti anche perché, se fosse stato per noi, avremmo proposto non un minuto, ma, addirittura un'ora di silenzio tanta è la vergogna per quel che è avvenuto e non è la prima volta.

Per quel che concerne Andrea Palmeri lo abbiamo già scritto in tempi non sospetti. Fascista dichiarato e violento a prescindere, ha varcato la frontiera per andare a combattere una causa da lui ritenuta giusta. Che cosa abbia da insegnare ai giovani supporters rossoneri, francamente, ci sfugge, ma siamo, appunto, un paese democratico e se ascoltiamo, addirittura, la Salis che è stata arrestata e incarcerata, non si capisce perché qualcuno non possa ascoltare Palmeri anche lui tutt'altro che uno stinco di santo.

Venendo al Gay Pride, è indubbio che noi, quel giorno, ci guarderemo bene dal trascorrere le nostre ore di libertà più o meno vigilata in città, tantomeno seguire un evento che, come lo sbarco dei clandestini sulle nostre coste, non raccontiamo e non ci interessa raccontare. Il silenzio, spesso, è meglio di molte parole. Dette o scritte non fa differenza. Il sindaco Mario Pardini ha giudicato infelice e sbagliata la scelta di far sfilare il Gay Pride il 7 settembre a Lucca. Perché? In fondo le associazioni Lgbtqrstuvz non sanno o anche se sanno se ne fregano delle celebrazioni del Settembre Lucchese, liturgiche o no. Loro fanno il loro lavoro. Il sindaco, però, avrebbe potuto sbilanciarsi un po' di più, ma visto quel che succede a Roberto Vannacci, ha preferito tacere. Tempi molto duri per chi vuole andare controcorrente.

Ma la domanda, dopo questo ampio giro di parole, resta: se fossimo costretti - se foste - a scegliere tra l'assistere al Gay Pride oppure all'intervento via streaming di Andrea Palmeri dalla Nuova Russia, cosa scegliereste? Noi, perdonateci l'ardire, non avremmo dubbi.

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