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Scritto da aldo grandi
Ce n'è anche per Cecco a cena
05 Agosto 2022

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Adesso ci hanno proprio rotto il cazzo! Perdonateci il francesismo e se anche qualche bocca buona storcerà il naso, pazienza. Era a nostro avviso troppo tempo che qualcuno, dai piani più o meno alti, non rovesciava un po' di merda addosso a una città che, dopo dieci anni di parassitismo verniciato di rosso, ha, finalmente, cambiato pelle. In questi giorni abbiamo pensato di scrivere un Cecco a cena come ai vecchi tempi, quando si prendevano a schiaffi, a due a due fino a quando non diventavano dispari, i soloni dell'intelligenza cittadina e non soltanto. Francesco Raspini ha avuto il merito di battersi ad armi pari e pulite, senza giocare sporco come avevano fatto, cinque anni prima, il feudatario barghigiano, il commissario Bruzzesi e tutti quelli che si recarono casa per casa ad annunciare l'imminente resurrezione di Benito Mussolini. Cinque anni fa funzionò, cinque anni dopo lo hanno preso nel fiocco. Ma, come si è soliti dire a Roma, non ci vogliono stare alla sconfitta e, quindi, che mezzi hanno se non quello di riproporre ogni volta sempre la stessa zuppa, quella del fascismo risorgente, di Barsanti uomo nero - allora, perdonateci, ma i Barsanti e gli uomini neri sono, addirittura, due - di Lucca avvolta dalle ombre nere e puttanate similari. E' ovvio che qualcuno soffia sul fuoco e che qualcun altro ha ricevuto l'incipit e l'input a tenere la brace accesa casomai questi lucchesi di sinistra, sconfitti, si adagiassero sugli allori senza tornare a combattere le camicie nere tanto più ora che il 28 ottobre ricorre il centenario della marcia su Roma. Nell'articolo apparso sul Venerdì di Repubblica sono andati a scomodare, addirittura, tale Massimiliano Piagentini, esponente di punta dell'universo Lgbtq - ma che cosa c'entra? - come se il fascismo fosse una minaccia per omosessuali o transessuali o altro ancora.

La verità gente di buonafede e anche di buona fede è che agli ex comunisti e ai radical chic-choc non va giù di aver preso una batosta come quella che hanno subìto convinti com'erano di mangiar tutti in un sol boccone. E invece ciccia. A Lucca e anche politicamente parlando, tra assessori che si muovono di qui e di là, con Pardini in testa, si respira un'aria nuova, un'aria fresca, un'aria di iperattivismo che non si vedeva da tempo. 

Prendete, ad esempio, il segretario del Pd Roberto Panchieri, il quale ci inondava di comunicati che puntualmente gli pubblicavamo con risalo. Lui, all'indomani della sconfitta, ci assalì verbalmente con acidità per una sconfitta inaspettata. Adesso continua a mandarci i comunicati come se niente fosse. E noi glieli ripubblichiamo a testimonianza di una libertà e liberalità che non conosce confini. Ebbene, dove sta il fascismo Panchieri? Ci spiega come mai Mussolini ancora non si è visto a oltre un mese dal voto? E che cosa ne pensa lei dell'articolo apparso sul Venerdì di Repubblica dove si dipinge Lucca come un covo di fascisti pronti all'assalto finale?

Questa giunta la vogliono far cadere e non ci meraviglieremmo se, prima o poi, presto o tardi, qualcuno se ne uscirà fuori con qualche provvedimento di varia natura avente ad oggetto l0infanzia o l'adolescenza o anche la vecchiaia di Fabio Barsanti. Sì, perché l'obiettivo della sinistra o di certa sinistra in particolare, è quello di abbattere Barsanti e la giunta di Lucca, ma, attenzione, ancora di più, distruggere une sperimento che potrebbe allargarsi al resto d'Italia dove la gente che non va a votare potrebbe ricredersi e scegliere un Italia che di antifascismo ne ha pieni i coglioni, soprattutto, perché il fascismo è lontano anni luce e vive solamente nella mente dei ritardati, dei nostalgici e, giustamente, degli studiosi.

Lo diciamo senza problemi: che nessuno si azzardi a toccare questa giunta e coloro che ne fanno parte. Ci troverebbe pronti a scendere in piazza. Ci hanno già distrutto la vita con due anni di pandemia presunta e ridicola, adesso basta. Lucca ha scelto di provare a cambiare pagina e per cinque anni è giusto lasciarglielo fare. Quanto a Repubblica, ci pare davvero singolare che un lettore dotato di obiettività, continui a leggerla e a acquistarla. 

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