Anno XI 
Domenica 27 Novembre 2022
- GIORNALE NON VACCINATO
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Scritto da aldo grandi
Ce n'è anche per Cecco a cena
15 Novembre 2022

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Lo dice anche il professor Crepet: insegnate ai ragazzi ad essere disubbidienti. Certo, non bisogna generalizzare, ma, almeno per quanto ci riguarda, non abbiamo mai avuto, sin dalla più tenera età, questo problema. Dopo due anni di pandemia causata dal virus prodotto, dicono, dai pipistrelli cinesi, sembra che il Covid sia in ritirata spinta. Eppure basta andare in giro per rendersi conto di come i suoi effetti collaterali siano ancora presenti e visibili tra noi. Ragazzi e persone di ogni età che indossano ancora le mascherine, all'aperto o al chiuso, in auto o in casa. Gente a cui i circuiti sono stati, ormai, bruciati e chissà mai se riusciranno a tornare quelli che erano perché quando la paura e l'insicurezza entrano nell'organismo umano è difficile, molto difficile disfarsene. Hanno costretto le persone a stare chiuse in casa senza pensare a quali sarebbero potute essere le conseguenze psicologiche ed economiche. Psicologi e psichiatri hanno le agende piene per mesi e mai hanno lavorato come ora. Altro che protestare per l'apertura di uno studio medico che si occupa dei problemi di salute derivanti da chi ha contratto il vaccino. Ce ne vorrebbero a iosa di strutture in grado di affrontare i danni provocati da una gestione approssimativa e terrorizzante, appoggiata inequivocabilmente da tutti i mass media. Sistematicamente. Ad eccezione di uno: La Gazzetta di Lucca. Noi non siamo mai stati degli incoscienti o degli aspiranti suicidi, tutt'altro.

Ma, per conformazione caratteriale, ci ribelliamo ad ogni costrizione che non sia motivata dal buonsenso e dalla razionalità e, perdonateci, le misure adottate dai Governi succedutisi in questo sfasciato stivale, hanno avuto ben poco di entrambi. I primi dubbi ci sono arrivati, oseremmo dire, perché siamo dei bastian contrari a prescindere, ma quando abbiamo visto come lo Stato, questo padre tutt'altro che amorevole, ma, economicamente, assassino, pretendeva di lasciare le persone a casa senza essere in grado di dare loro da vivere, beh, non ci abbiamo messo molto a capire che sarebbe stata una strage sì, ma della facoltà di critica.

Come sono andate le cose lo sappiamo tutti anche se, ormai, pare quasi che ce ne siamo dimenticati: gli uni contro gli altri anche se disarmati, la paura travolgente e l'incapacità di saper distinguere il vero dal falso, l'ovvio dall'assurdo, il formare il solito, pesante gregge di pecore dove tutti insieme si sta più al caldo e si pensa di meno, il non avere fiducia in se stessi e affidarsi dosi su dosi di vaccino che, unico dato matematicamente certo, è stato l'arricchimento spaventoso delle multinazionali farmaceutiche.

Come facciamo a parlare così non essendo medici o infettivologi o immunologi? Perché abbiamo sperimentato sulla nostra pelle e su quella dei nostri cari il non aver voluto sottoporsi ad alcuna vaccinazione né alla prima dose né a quelle successive. E come abbiamo fatto a sopravvivere senza correre dallo psicologo, dal neurologo, dallo psichiatra o al pronto soccorso e a frequentare luoghi pubblici o meno pur essendo non vaccinati?

Per un motivo semplice: avevamo la consapevolezza che negare l'esistenza del virus sarebbe stato da idioti così come farsi devastare dal terrore. Iniettarsi qualcosa di sconosciuto nel sangue? Mai, non abbiamo mai avuto l'abitudine di assumere medicinali come se fossero caramelle e, in più, abbiamo fatto un semplice ragionamento: se il Covid fosse così mortale come dicono, le persone dovrebbero cadere a terra come mosche e, invece, tutto ciò non è mai accaduto anzi. Tutt'altro. E allora perché questa folle corsa al vaccino e il chiudere ogni vita dentro un cassetto blindato impedendole di vivere e sentirsi viva?

Così, senza nemmeno tante esitazioni, abbiamo scelto, rispettando gli altri, ma rendendoci conto che gli altri non rispettavano noi. Amici che credevamo amici non ci hanno fatto entrare dove, prima, stavamo ogni giorno o sera, semplicemente perché non avevamo Green Pass. Non ci siamo strappati i capelli, ma abbiamo preso nota e, come disse una sera a tavola Luis Sepulveda, non dimentico e non perdono. Per carità, i suoi motivi erano molto, ma molto più gravi dei nostri, ma la sostanza è la medesima. Altri, forse più amici dei primi?, ci hanno, al contrario, continuato ad accogliere e a farci sentire la loro vicinanza non solo fisica, ma ideale e l'abbiamo apprezzata. Non solo. Non ce la dimenticheremo. 

Ci hanno spinto ad odiarci con le loro teorie del cazzo, buone solo a farci stare ore di fronte alle Tv con giornalisti e giornaliste mezzobusto o anche tuttobusto privi di autonomia di pensiero e indipendenza di giudizio. E ora rieccoli e rieccole lì, di nuovo a sparare stronzate su notizie prive di senso, ma che sono, loro sì, vaccinate contro l'intelligenza e la logica.

Abbiamo preso due volte il Covid, la prima a gennaio e la seconda a giugno e, con noi, le persone a noi vicine tra cui una anziana donna di 97 anni. Ma non ci siamo fatti prendere dal panico dalla parola Covid che non è, ribadiamolo una volta per tutte, un tumore, ma qualcosa, per fortuna, di curabile e, soprattutto, guaribile. Che cosa abbiamo fatto allora? Semplice, ci siamo rivolti ad un medico sospeso perché contrario al Green Pass e ai vaccini. E ci ha curati benissimo, con medicine che sono state approvate anche dal personale ospedaliero. La tachipirina, anche se non abbiamo mai avuto una linea di febbre, ce la saremmo messa tra le gambe vista la sua utilità in questo caso e visto anche come, alcuni medici, l'avevano prescritta e somministrata.

La vera immunità, alla fine, ce la siamo presa noi, più ancora di quelli che si sono sciroppati quattro dosi di chissà che cosa. E senza alcuna conseguenza collaterale. Almeno per ora.

Il Green Pass è stato l'anticamera della deportazione e ci siamo arrivati quasi. Un documento vergognoso che ha diviso la società e il genere umano dimostrando come il famoso divide et impera funziona benissimo e sempre a beneficio dei politicanti da strapazzo che gestiscono il potere.

Basta guardarsi in giro per vedere centinaia di persone con le resistenze bruciate. Ma essere tutti bruciati fa sembrare che nessuno lo sia e lo stare nel gregge fa stare meglio che restare da soli. 

La Gazzetta di Lucca è l'unico giornale non vaccinato d'Italia: non vaccinato contro il conformismo dilagante o contro il politicamente corretto, contro i leccaculo, gli ipocriti e i benpensanti, contro tutti i timorosi (di Dio) e non solo. Per tutti coloro che in questi due anni, governandoci, hanno fatto il possibile per ridurci ad automi senza spina dorsale va il nostro disprezzo. E anche qualcosa di più.

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