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Scritto da Redazione
Cronaca
19 Luglio 2022

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Nel pomeriggio di ieri la squadra mobile di Lucca, con la collaborazione di quella di Bologna, ha dato esecuzione ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di un cittadino tunisino di 25 anni, irregolare sul territorio nazionale, con precedenti per rapina, resistenza a pubblico ufficiale e reati in materia di stupefacenti, gravemente indiziato dell’incendio dell’abitazione di un italiano, commesso a Lucca nella mattinata di sabato 16 luglio.

In quella circostanza, a richiedere l’intervento dei vigili del fuoco e della polizia era stata una vicina che aveva visto fuoriuscire dal tetto e dalle finestre di una casa dislocata su due piani, fumo intenso e fiamme. L’immediato intervento aveva evitato che il rogo, che in pochi minuti aveva già distrutto e reso inagibile l’appartamento interessato, attingesse le abitazioni confinanti. Nel frattempo, personale della squadra mobile, sulla base delle prime informazioni acquisite dagli equipaggi dell’UPGSP, con il costante coordinamento della procura della repubblica presso il tribunale di Lucca, si era immediatamente attivato, concentrando l’attenzione su un giovane cittadino tunisino che, negli ultimi giorni, in più di un’occasione aveva avuto delle discussioni con l’occupante dell’appartamento.

I sospetti sul giovane si sono definitivamente concretizzati dopo che un testimone, che aveva visto una persona fuggire dall’appartamento subito dopo l’inizio del propagarsi delle fiamme, lo ha formalmente riconosciuto quale autore. Le immediate ricerche dell’indagato inizialmente non hanno consentito il suo rintraccio, proseguendo senza sosta per tutto il fine settimana.

Nella mattinata di ieri il tunisino è stato nuovamente ricercato presso i luoghi solitamente frequentati tra Lucca e la provincia, sia da lui che dalla sua compagna. Tuttavia, in questo caso un elemento che ha fortemente insospettito gli investigatori è stato il mancato avvistamento dell’autovettura solitamente utilizzata dalla coppia.

Nel frattempo, essendo emerso da ulteriori accertamenti che il ragazzo in passato aveva vissuto in Emilia Romagna a Bologna, le attenzioni della squadra mobile si sono concentrate su quella provincia, non potendo escludersi che il sospettato potesse godere ancora di conoscenze nel capoluogo emiliano per tentare la fuga. E' stato quindi allertato personale della questura di Bologna, prontamente raggiunto in loco da equipaggi della squadra mobile di Lucca.

L’intuizione degli investigatori ha trovato riscontro, infatti, intorno alle 14 di ieri, nei pressi del parco della Montagnola, nelle adiacenze della stazione degli autobus, è stato rintracciato e bloccato il soggetto ricercato. Lo stesso aveva con sé una borsa con diversi indumenti al seguito e, sul cellulare, copia elettronica di un biglietto di autobus per Parigi, con partenza prevista alle 14.40.

Il giovane ès tato condotto presso la questura di Bologna e da ulteriori accertamenti è emerso che lo stesso, dopo essere stato espulso con accompagnamento in Tunisia alla fine del mese di luglio 2019, aveva fatto rientro clandestinamente nel territorio italiano.

Sussistendo pertanto il fondato motivo per ritenere che lo straniero fosse in procinto di darsi alla fuga, sono state informate le procure della repubblica presso i tribunali di Lucca e di Bologna e la procura di Lucca ha emesso un provvedimento di fermo a carico dell’indagato, che è stato eseguito dagli uffici operanti, con successiva traduzione del fermato presso la casa circondariale di Bologna, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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