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Scritto da aldo grandi
Cronaca
11 Febbraio 2024

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C'era una volta un libro che ebbe uno straordinario successo. Si chiamava L'eleganza del riccio ed è scritto da Muriel Barbery. Di eleganza, tuttavia, ne devono conoscere davvero poca i commentatori social sulla Gazzetta di Lucca che in questi giorni si divertono-dilungano a postare ogni tipo di frase a favore della decisione del sindaco Fabio Barsanti di far sgomberare il campo di San Cassiano a Vico e contro chiunque, Gazzetta e autore degli articoli compresi, prova a controbattere. Andando a guardare i nominativi, si scopre che sono tutti tifosi storici della Lucchese, da sempre sostenitori anche dell'attuale sindaco-assessore di Lucca. Abbiamo deciso di proporveli così come li leggiamo sulla pagina facebook della Gazzetta di Lucca che è un profilo pubblico sul quale ognuno può inserire ciò che pensa. 

Ieri è apparso sul giornale un articolo su una lunga lettera con numerose domande che i genitori del comitato di S. Cassiano a Vico hanno rivolto a Fabio Barsanti nella speranza di poter ricevere una risposta. Ebbene, cominciamo questa splendida rassegna con quanto scrive, tanto per sgombrare il terreno da inutili equivoci o tentativi di comprensione, Franco Mei, 62 anni, di professione assicuratore - complimenti! - guarda caso oltre che strenuo tifoso rossonero anche candidato nella lista Difendere Lucca di Fabio Barsanti alle ultime amministrative e già in lista per CasaPound in un'altra consultazione. Della serie un fedelissimo del ras in giacca e cravatta: I ragazzi mandateli a topa invece di tirarli su come polli di allevamento. Vedrai che se la provano una volta gli importa una sega dell'accademia di San Cassiano a Vico e di tutte quell'altre

Non c'è che dire, esprit de finesse ovvero quando la classe non è acqua. E stiamo parlando di un centinaio di ragazzini che hanno un'età compresa tra i 6 e i 17 anni, di cui almeno una sessantina al di sotto dei 14. Mandarli... a topa, a nostro avviso che, peraltro, non siamo dei bacchettoni, ci sembra un po' prematuro.

Ecco come si presentava il nostro assicuratore nella lista Difendere Lucca: 𝘔𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘢𝘯𝘥𝘪𝘥𝘢𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘷𝘰𝘨𝘭𝘪𝘰 𝘥𝘪𝘧𝘦𝘯𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘮𝘪𝘢 𝘓𝘶𝘤𝘤𝘢 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘷𝘦𝘤𝘤𝘩𝘪𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘰𝘳𝘵𝘦𝘳𝘪𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘥𝘦𝘵𝘶𝘳𝘱𝘢𝘵𝘰 𝘭’𝘪𝘮𝘮𝘢𝘨𝘪𝘯𝘦 𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢̀. 𝘈𝘯𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘶𝘯’𝘢𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘴𝘵𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘦̀ 𝘥𝘪𝘴𝘵𝘪𝘯𝘵𝘢 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘭 𝘥𝘰𝘭𝘤𝘦 𝘧𝘢𝘳 𝘯𝘪𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘦 𝘪𝘭 𝘱𝘰𝘤𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘩𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘥𝘰𝘵𝘵𝘰 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘥𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘪𝘯𝘤𝘢𝘭𝘤𝘰𝘭𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪. 𝘗𝘦𝘯𝘴𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘔𝘢𝘯𝘪𝘧𝘢𝘵𝘵𝘶𝘳𝘢, 𝘶𝘯𝘢 𝘤𝘶𝘪 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘴𝘷𝘦𝘯𝘥𝘶𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘲𝘶𝘢𝘵𝘵𝘳𝘰 𝘥𝘦𝘯𝘢𝘳𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘴𝘢 𝘢 𝘤𝘩𝘪 𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘢. 𝘗𝘦𝘯𝘴𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘪𝘧𝘦𝘳𝘪𝘦 𝘭𝘢𝘴𝘤𝘪𝘢𝘵𝘦 𝘢𝘭 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘵𝘳𝘪𝘴𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘴𝘵𝘪𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘥𝘦𝘨𝘳𝘢𝘥𝘰. 𝘗𝘦𝘯𝘴𝘰 𝘢𝘨𝘭𝘪 𝘪𝘮𝘱𝘪𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘴𝘱𝘰𝘳𝘵𝘪𝘷𝘪 𝘢𝘣𝘣𝘢𝘯𝘥𝘰𝘯𝘢𝘵𝘪 𝘢𝘭 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘥𝘪𝘴𝘧𝘢𝘤𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰. 𝘗𝘦𝘯𝘴𝘰 𝘢𝘨𝘭𝘪 𝘪𝘯𝘴𝘶𝘭𝘵𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘦𝘻𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢̀ 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘭 𝘮𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘪𝘯𝘧𝘰𝘳𝘮𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘵𝘰 𝘢 𝘚𝘢𝘯 𝘊𝘰𝘯𝘤𝘰𝘳𝘥𝘪𝘰. 𝘔𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘢𝘯𝘥𝘪𝘥𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘉𝘢𝘳𝘴𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘤𝘳𝘦𝘥𝘰 𝘪𝘯 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘰𝘭𝘪𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘪𝘯 𝘤𝘶𝘪 𝘤𝘪 𝘴𝘪𝘢 𝘷𝘦𝘳𝘰 𝘢𝘴𝘤𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘤𝘪𝘱𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢𝘥𝘪𝘯𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘪𝘯 𝘤𝘢𝘮𝘱𝘢𝘨𝘯𝘢 𝘦𝘭𝘦𝘵𝘵𝘰𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘳𝘰𝘣𝘰𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘦 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘵𝘢𝘱𝘱𝘢𝘣𝘶𝘤𝘩𝘪 𝘯𝘦𝘭𝘭’𝘶𝘭𝘵𝘪𝘮𝘰 𝘮𝘦𝘴𝘦 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘦𝘭𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪. 𝘔𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘢𝘯𝘥𝘪𝘥𝘢𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘓𝘶𝘤𝘤𝘢 𝘵𝘰𝘳𝘯𝘪 𝘢 𝘴𝘱𝘭𝘦𝘯𝘥𝘦𝘳𝘦". Mah... ha mantenuto i propositi.

Ma non è finita qui: lo stesso Mei si domanda come mai il sottoscritto difenda Polonia che non ha nemmeno un ristorante: Ormai ha preso la fittonata di Polonia e la cosa sorprende perché non c'è neanche il ristorante. E' un altro di quelli, tutti dalla stessa parte, tutti vestiti di rossonero, che imputano a chi scrive la passione del cibo e il raccontarne. Siete gelosi?, dicono a Lucca, mangiate l'aglio!

Al suo commento, si aggiunge quello di Stefano Galligani, un altro influencer dei nostri tempi anche lui candidato per Fabio Barsanti alle ultime amministrative: Almeno una gelateria, già nemmeno quella e qui il riferimento all'amico Piero Pacini che ci onoriamo di frequentare assiduamente, persona seria ed ex fondatore, proprio con il Galligani, del museo rossonero Lucca United, ci pare tutt'altro che casuale. Un tempo i due erano amici, poi, qualcosa deve essere accaduto vista l'acredine insita nella battuta.

Ma non è tutto. Ad un certo punto si intromette la mamma di un ragazzino che gioca nella società Real Academy, Daniela Matteelli che tenta di spiegare le sue ragioni, ma viene inondata di critiche e di richiami al principio di legalità che, appunto, dovrebbe valere per tutti e all'utilizzo di altri campi che, però, peccato non siano utilizzabili.

C'è poi un certo Robertone Lazzari, un altro di quelli che frequenta il Porta Elisa e non manca mai di manifestare il suo interessante pensiero nei nostri confronti, il quale taglia corto e dice senza fronzoli: Hai rotto i coglioni cambia nome a questa pagina e chiamala 'L'Eco di Polonia' almeno un po' di onestà intellettuale. E subito dopo la signorina o signora Elisabetta Bertolacci, notoriamente premio Pulitzer per il giornalismo, se ne esce così: Io mi stupisco che uno possa scrivere tutto quello che vuole come sta facendo questo personaggio perché non si può chiamare giornalista uno così. E gli fa eco Rossano Micheletti: Fino a che era alla Nazione era l'unico non giornalaio a Lucca. Ora è il capo dei giornalai.

Come avrete capito, ci troviamo di fronte ad alcuni dei più noti rappresentanti dell'Accademia della Crusca, i quali aprono la bocca e impugnano la penna solo perché, evidentemente, hanno abbondanza di fiato e di inchiostro. 

Ma proseguiamo in questa carrellata di perle di saggezza: ecco Valter Pacioni il quale, sempre in calce ad un articolo sul sindaco Barsanti, commenta così: Son preoccupato, oggi un post sulle escort e uno sulla Dogana non lo avete ancora fatto. Manca anche una foto di Grandi a cena con l'esimio scrittore Vannacci o con 4 amici al bar. State tutti bene?

Incredibile, ma quanto darà fastidio il fatto che all'autore di queste righe piaccia la buona tavola? Cosa c'entrano, poi, gli amici della Dogana di Altopascio, le signorine e il generale Vannacci... 

A proposito di tifosi rossoneri. In calce ad un Cecco a cena con cui ci si augura che questa giunta se ne torni a casa, ecco Diego Betti, anche lui grande tifoso rossonero e, rammentiamo, grande sostenitore della meravigliosa accoppiata Grassini-Lucchesi che tanto bene fece per i colori rossoneri: Ma tutto perché non c’è pubblicità in Gazzetta di Lucca. Ma se, in una struttura abusiva, crollava una struttura e dei bambini rimanevano sotto?

Pubblicità? Si riferisce forse ai soldi che il comune assegna ad alcune testate? O a quella che, tanti anni fa, aveva promesso di farci e che, invece, non ha mai fatto?

Peccato, poi, che le tribune a S. Cassiano siano sì abusive, ma costano una cifra e sono nuovissime, casomai crollano quelle degli altri campi, Insegniamo a questa gente che abusivo non vuol dire allo sfascio. Meglio forse le tribune fatiscenti di tutti gli altri impianti sportivi della città di Lucca o quelle pienamente funzionali e nuovissime che un privato, Claudio Polonia, ha messo a beneficio dei genitori e degli spettatori pagando di tasca propria perché stufo di non poter eseguire quelle migliorie che il contratto di concessione prevedevano e il comune mai aveva concesso chissà mai perché? 

A Diego Betti dà ragione Jacopo Mancino: Aldo Grandi sei penoso… il giornalista più inutile della storia. Il più inutile? E' già un record. E che dire di Pier Andrea Rossi che, così, se ne esce come i dolori: A me sembra che sia al capolinea solo per voi di Gazzetta Lucchese, e quei 4 rincoglioniti che difendono un furfante!

Ma Gazzetta Lucchese non è più del sottoscritto da una vita, svegliatevi! E' la Gazzetta di Lucca.

E ancora Stefano Cobra Betti dove il Cobra chissà per cosa sta. Sarà per caso anche parente del Diego di cui sopra?: Io penso che questo giornale online vada denunciato.... È vero che con queste stronzate acquista lettori ma.... È veramente imbarazzante lo schieramento netto... A questo punto mi metto a fare il giornalista.... Tanto di cazzate ne sò scrivere tante anch'io. Su questo non abbiamo dubbi e lo dimostra il con l'accento che denota una grande preparazione culturale e indubbiamente la capacità di poter aprire e gestire un giornale.

Concludiamo con una gentil donzella, Diletta Stagi, la quale, così, si... diletta sulla pagina facebook del quotidiano on line: Mi sa che non ricevono più sovvenzioni dalle eccellenze gastronomiche che pubblicizzavano. Arieccoce con il cibo. Cara signorina Diletta stia serena che ci siamo messi, finalmente, a dieta. A lei qualche chilo in più, però, non farebbe difetto. Di perspicacia, però.

Ci fermiamo qua, riproponendoci di pubblicare nuovamente questa Enciclopedia dell'Intelligenza Lucchese che, in fondo, non ci dispiace. Qualcuno, che finì, peraltro, appeso a testa in giù, pare un giorno ebbe a dire che molti nemici sta a significare molto onore. Non sappiamo se è vero e, tutto sommato, a noi frega il giusto. Quando scrivevamo libri sul fascismo dicevano che eravamo in camicia nera, quando li facevamo su Potop e le Br, addirittura il Corriere della Sera ci definì ex brigatisti senza pensare che avevamo un'età piuttosto bassa per poterlo essere. E stessa cosa a Lucca: durante l'amministrazione Tambellini quest'ultimo impose a tutti i consiglieri e assessori di non avere rapporti con la Gazzetta e a sinistra ci definivano fascisti. Ora che spariamo contro la giunta Pardini-Barsanti, ecco che siamo divenuti nuovamente comunisti o quasi.

Abbiamo combattuto nelle aule di tribunale da oltre 13 anni, non ci siamo mai tirati indietro, abbiamo preso, metaforicamente, a schiaffi i potenti di turno tutti verniciati di rosso e quando contavano davvero, figuriamoci se, ora, possiamo avere timore di qualche commento sui social. Anzi, niente da dire, continuate che fate solo pubblicità al giornale. Se questi sono i tifosi dell'accoppiata Pardini-Barsanti, ne facciamo volentieri a meno. Unico consiglio, leggete qualche libro e imparate a scrivere. Meno stadio, più letture date retta. 

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