Anno XI 
Martedì 24 Maggio 2022
- GIORNALE NON VACCINATO

Scritto da aldo grandi
Politica
13 Maggio 2022

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Intervista ad Enrico Cesari, vecchio militante della Lega a Lucca e, dopo le sue recenti dimissioni, candidato in una lista civica per Barsanti sindaco. Nelle sue parole tanta amarezza, ma anche voglia di riscatto.

Enrico Cesari, lei è appena venuto via dalla Lega e già si candida con Fabio Barsanti. Era già tutto previsto?


"Niente era previsto. 
Anche perché abbiamo potuto notare (e subire) molte situazioni surreali in questi mesi".

Ovvero?

"Come tesserati abbiamo assistito, senza essere mai coinvolti direttamente ma leggendo sempre sui media locali, a cose fatte, gli esiti degli oramai famosissimi 'tavoli' che dovevano servire per trovare, giustamente, una quadra.
Una volta trovata, ovvero nella figura di Luca Leone - unica soluzione che aveva seriamente unito tutti con la previsione di un’ottima squadra vincente - arriva la smentita di Mallegni che fa saltare il tutto".

Incolpa Forza Italia?

"Caro Grandi, posso sbagliarmi, ma negli ultimi cinque anni reputo che, in diverse amministrative della provincia di Lucca, Forza Italia sia stata la principale responsabile delle disfatte subite come coalizione. Poi, se è volontà o incapacità, non spetta a me dirlo. Ricordo il titolo della Nazione del 1 febbraio: ’Mallegni dopo Pardini scarica anche Leone’.

Prosegua

"Successivamente, l’8 marzo, Pardini era a cena alla pizzeria Inpasti - come dice un suo articolo - per un tavolo con il terzo polo con ’Marco Remaschi, Alberto Baccini, Francesco Colucci, Francesco Poggi, Donatella Buonriposi, Enrico Torrini, Celestino Marchini, Lodovica Giorgi, Elvio Cecchini e Valter Alberici, uomo di estrema fiducia del sindaco di Viareggio che ha rappresentato il Grande Assente.’
Ad aprile Pardini ritorna il candidato di tutto il centrodestra, ma oramai siamo a due mesi dalle elezioni. Calato dall’alto e non - come detto dai vertici regionali - scelto dalla base perché, ad onor del vero, molti di noi non lo aveva nemmeno mai conosciuto di persona. E qui la mia decisione".

Ce la spieghi

"Mando le dimissioni da militante della Lega, tesserato dal 2008 fino al 2011 e dal 2014 al 2022.
Naturalmente, niente di personale contro Mario Pardini (visto che, tra l’altro, non ci conosciamo nemmeno di persona); il mio è stato un gesto per dare un segnale forte contro il metodo usato per arrivare agli ultimi due mesi in queste condizioni. E si ritorna al discorso di prima. O c’è volontà a perdere o non c’è capacità a vincere. Il centrodestra tradizionale autoscomparirà: basta vedere negli ultimi cinque anni il nulla che è stato fatto in consiglio comunale. Troppo arroccato sui personalismi. Io non voglio ritrovarmi tra cinque anni ancora ad aspettare gli ultimi due mesi per incominciare a fare la campagna elettorale".

Quindi?

Subito dopo le dimissioni, mi è sembrato interessante contattare Fabio Barsanti e proporre una mia idea, una lista chiamata "Centrodestra per Barsanti", che raccogliesse i delusi di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Siamo Lucca. A Barsanti è piaciuta ed ha accolto la mia proposta.
 Niente di programmato insomma, è stato tutto un work in progress".

La sua è una lista civica ad hoc che raccoglie, lo ha detto lei per primo, molta gente scontenta. Ma scontenta di chi e di che cosa?

"La gente è scontenta dell’opposizione che non 'punge', che non si presenta ai consigli comunali.
 Basta vedere i dati del lavoro svolto dai consiglieri, i numeri non mentono: i consiglieri più attivi di opposizione sono stati Barsanti e Bindocci. Pochi altri si sono dati da fare e poi il vuoto. Ma la gente è pure scontenta dei partiti tradizionali che non hanno rappresentanza sul territorio, non hanno sedi attive - ma nel senso del fare e non di aprire solo una stanza.
 Le persone - specialmente in una città come Lucca, dove quello fuori comune (a torto o ragione) non è visto bene - sono scontente di questi responsabili dei partiti che non sono di Lucca ma vengono e impongono scelte già fatte, svilendo il ruolo della base che dovrebbe essere invece parte attiva nelle scelte locali.

Lei è stato, a Lucca, uno dei leghisti della prima ora. Cos'è successo?

"Buona memoria la sua.
 Mio padre era veramente un leghista della prima ora quando c’era la sede in via Nuova e la Pivetti venne ad inaugurarla.
 Io ero troppo piccolo allora.
 Mi tesserai solo nel 2008, a 26 anni, e rifondai, insieme ad un mio carissimo amico, il Movimento Giovani Toscani della Lega Nord, che era stato abbandonato e che, con grande orgoglio, rivendico".

In che senso?

Ogni volta che vedo ragazzi cresciuti in questo gruppo diventare consiglieri comunali, regionali ed una, addirittura, europarlamentare, non posso che non esserne fiero del seme che ho piantato. Indipendentemente dalle bandiere che possono anche cambiare nel tempo".

Come mai da tanta passione ad essere uscito in poco tempo?

"E' un concetto molto semplice, ma ambizioso: rifondare un centrodestra sano, forte, determinato e con voglia di fare. Ma non vogliamo aspettare dopo le elezioni. Da subito. A Lucca c’è voglia di cambiamento, lo percepiamo. Voglia di cambiare dopo questo Pd che ci mette in imbarazzo nazionale (ultimamente, con il suo assordante silenzio sulla questione Sistema Ambiente, sollevata da Striscia la Notizia). Ma c’è anche una voglia di cambiare centrodestra e noi siamo pronti ad essere la base del nuovo centrodestra che verrà. Una nuova classe dirigente vincente e stop a chi ha gestito a perdere gli ultimi vent’anni".

Perché ha scelto di appoggiare il candidato Barsanti?

"E’ stata una scelta abbastanza facile e naturale.
 Non solo come movimento sono stati bravi a fare risultato cinque anni fa, ma hanno mantenuto quello che avevano detto coi fatti: Barsanti come consigliere comunale presente, preparato e incisivo; Difendere Lucca con le azioni quotidiane e costanti. Quella che ho più a cuore e che, da fuori, ammiravo, era la spesa per le famiglie lucchesi che ne hanno bisogno, perché a volte, per far del bene, basta guardarsi intorno.

Perché i lucchesi dovrebbero votarla?

"Chi mi conosce sa che io non chiedo mai i voti. Ritengo che i voti non si chiedano, ma si meritino. Con le mie dimissioni, ho smosso più di quel che credevo.
 Con la lista "Centrodestra per Barsanti" ancora di più.
 Vedo interesse da parte di persone che un mese fa dicevano di andare al mare invece di votare, ne stiamo recuperando tante".

Sì, ma perché votare proprio lei?

"Io non sto cercando voti per me, il mio fare questa lista ha lo scopo di formare una base nuova dalla quale ripartire: in lista abbiamo diverse figure tra cui commercianti e imprenditori. I lucchesi devono votare Fabio Barsanti sindaco e la lista 'Centrodestra per Barsanti'. Sono onorato di essere stato messo come capolista ed è una responsabilità che mi impegna a fare ancora di più per la squadra: da soli non si va da nessuna parte. Un voto a chiunque candidato di 'Centrodestra per Barsanti' è un voto di libertà e cambiamento".

Cosa non le piace di come è amministrata dal centrosinistra Lucca?

"Evito la questione televisiva su Sistema Ambiente - che ho già illustrato prima - e rimango al tema: i Garby io li chiamo gli 'inutili, costosi copricestini'. Siamo nel 2022, ci sono le fiere a tema (ad esempio Ecomondo): basterebbe, non solo andarci, ma capire quali sono 'innovazioni' e quali sono 'soldi buttati via'".

E quali sarebbero queste innovazioni?

"Esistono compattatori, separatori, sistemi che riconoscono all’utente uno sconto; noi, però, non siamo più furbi degli altri e mettiamo inutili copricestini per centinaia e centinaia di euro per poi, spesso, ritrovarsi la spazzatura appoggiata sopra o a terra.
Sempre a tema ambientale, parliamo di mobilità elettrica: in tutto il comune, c’è solo una stazione di ricarica fast nel parcheggio Carducci e, molte volte, non funziona; Quando funziona, poi, è occupata e, se funziona e la uso io che ho una macchina elettrica dal 2018, vuol dire che il prossimo utente dovrà aspettare almeno un’ora per goderne il servizio.
 Può bastare una sola stazione in tutto il comune? Specialmente nella stagione turistica dove tanti turisti del nord europa sono proprietari di auto elettriche, come li accogliamo? Lasciandoli a piedi? Chi non conosce il tema dirà che ci sono molte stazioni di ricarica da 22kw e molte altre verranno installate nel territorio comunale; ma chi conosce l’argomento sa che buona parte di chi ha l’auto elettrica non le prende nemmeno in considerazione".

Altre questioni?

"Una cosa che non tollero poi è che hanno continuato negli anni a dividere i residenti dai commercianti mettendo uno contro gli altri, ma in realtà ai residenti non hanno ancora trovato un posto auto pari al numero dei permessi dati (facendogli però trovare le multe). Per quanto riguarda il commercio e il turismo, fanno acqua da tutte le parti. Dopo due anni di Covid, non si può sentir proporre di ridurre il turismo di massa e chiudere la musica, casualmente in solo due zone della città. L’unica cosa che posso aggiungere su Sistema Ambiente è che Lucca sarebbe famosa per il suo garbo e non per l’omertà o la negazione che più rispecchia altre realtà, ma non la nostra.

Lei è un imprenditore, ha un autolavaggio sul Brennero tra S. Pietro a Vico e Marlia. Non ha già abbastanza cose da fare per dedicarsi anche alla politica?

"Per me è stata sempre una passione, trasmessa da mio padre: mi ha insegnato a metterci sempre la faccia e non aver paura di dire quello che penso.
 Certo, non sempre paga; ma non è quello l’obiettivo".

La sua compagna cosa le ha detto quando ha saputo che voleva candidarsi in una propria lista civica?

"La mia fidanzata, tra l’altro madre dei due miei figli, mi supporta e mi sopporta nelle campagne elettorali.
 Sa che lo faccio da anni e che mi fa piacere fare questa attività".

Appoggerebbe Mario Pardini in caso di ballottaggio con Francesco Raspini, o Barsanti non vuole?

"Mario Pardini, attualmente, non rappresenta una reale alternativa per Lucca. Anche la sua campagna elettorale lo dice: mai un attacco all'attuale amministrazione. Quando si spinge un po' più in là, spara alla luna: non cita mai il Pd, Raspini o la giunta uscente. Ma il popolo del centrodestra vuole un cambio, non una fotocopia del governo precedente. Parlare quindi ora di appoggio a una coalizione del genere è prematuro. L'obbiettivo della coalizione a sostegno di Fabio Barsanti è andare al governo della città, quindi al ballottaggio e, in ultima ipotesi, trovarsi al bivio se appoggiare qualcuno o astenersi. Su una valutazione del genere peserà l'interesse della città e la possibilità di un cambio di passo".

Pensa di farcela a diventare consigliere comunale
?

"Le rispondo con franchezza: Lucca non ha bisogno di me come consigliere comunale, ma di Fabio Barsanti sindaco ed una nuova classe dirigente del centrodestra".

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